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L'UE resta in prima linea nella lotta per l'abolizione universale della pena di morte
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09/10/2009

Il 10 ottobre è la Giornata mondiale ed europea contro la pena di morte. Nonostante gli sforzi internazionali, le cifre relative all’applicazione della pena capitale nel mondo rimangono elevate: nel 2008 almeno 2.390 persone sono state giustiziate in 25 Paesi. Questo numero rende tanto più importanti le iniziative a livello multilaterale. Gli sforzi dell’UE volti a sradicare la pena di morte in tutto il mondo hanno portato, nel dicembre 2007 e nel dicembre 2008, all’adozione, da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, della risoluzione relativa alla moratoria sull’applicazione della pena capitale. L’abolizione della pena di morte è una delle priorità dello Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani, che ad oggi ha finanziato più di 30 progetti in tutto il mondo.

    L'UE resta in prima linea nella lotta per l'abolizione universale della pena di morte

    Benita Ferrero-Waldner, commissaria europea per le relazioni esterne e la politica europea di vicinato, ha dichiarato: “L’adozione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della risoluzione relativa alla moratoria sull’applicazione della pena capitale è stata una tappa importante nella nostra strategia per rafforzare la dinamica verso un’abolizione universale della pena capitale. Tuttavia, occorre continuare i nostri sforzi. Per raggiungere il nostro obiettivo dobbiamo utilizzare tutti i mezzi di cui disponiamo, dalle vie diplomatiche alle iniziative per sensibilizzare il pubblico. Attraverso lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani la Commissione europea è il primo donatore in questo settore e finanzia attualmente 16 progetti. Considerato che nel solo 2008 sono state condannate a morte più di 8.800 persone in 52 Paesi, ci rimane ancora molto da fare.”

    L’UE ritiene che la pena capitale sia una punizione crudele e disumana, un’inaccettabile negazione della dignità e dell’integrità umana. Nella sua lotta contro la pena di morte l’UE può contare sul sostegno attivo di diversi Stati di tutte le parti del mondo. L’Unione europea incoraggia il dibattito, rafforzando l’opposizione dell’opinione pubblica ed esercitando pressioni sui Paesi che mantengono la pena capitale affinché la aboliscano o, almeno, adottino una moratoria. L’UE porta avanti la sua strategia contro la pena di morte anche nelle sedi multilaterali, come le Nazioni Unite; questi sforzi sono stati coronati da un importante successo il 18 dicembre 2007 ed il 18 dicembre 2008, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato due risoluzioni sulla moratoria dell’applicazione della pena capitale. L’impegno politico dell’Unione europea è stato accompagnato da importanti mezzi finanziari a favore di progetti concreti.

    Finora sono 139 i Paesi che possono essere considerati abolizionisti in quanto hanno eliminato la pena di morte dal loro ordinamento giuridico oppure si astengono dall’applicarla. Più precisamente:

    Ø    94 Paesi e territori hanno abolito la pena di morte per tutti i reati;

    Ø    10 Paesi hanno eliminato la pena capitale tranne che per casi eccezionali, come i crimini di guerra;

    Ø    35 Paesi possono essere considerati abolizionisti in pratica perché, pur mantenendo la pena di morte nella loro legislazione, non hanno eseguito nessuna pena capitale negli ultimi dieci anni e si ritiene abbiano una politica o una prassi consolidata nel senso di non eseguire pene capitali.

    Dal 2005 sono 12 i Paesi che hanno eliminato la pena di morte.

    Sebbene le cifre relative all’applicazione della pena capitale restino elevate in tutto il mondo, il 93% di tutte le esecuzioni di cui si ha notizia ha avuto luogo in cinque Paesi: Cina, Iran, Arabia Saudita, Stati Uniti e Pakistan.

    L’abolizione della pena capitale è una delle priorità nel quadro dello Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR: European Instrument for Democracy and Human Rights). Dal 1994 la Commissione europea ha finanziato attraverso l’EIDHR più di 30 progetti in tutto il mondo per un totale di oltre 15 milioni di euro. Questi progetti erano volti a sensibilizzare le popolazioni dei Paesi che mantengono la pena di morte favorendo l’istruzione pubblica, influenzando l’opinione pubblica, studiando in quale misura i sistemi giuridici degli Stati che applicano la pena capitale siano conformi alle norme minime internazionali, alimentando e sostenendo le strategie dirette a sostituire la pena di morte, garantendo l’accesso dei condannati a morte a livelli adeguati di assistenza legale e finanziando la formazione degli avvocati. Sulla base di questa solida esperienza e degli orientamenti dell’UE sulla pena di morte, l’EIDHR sta stanziando altri 8 milioni di euro a favore di 16 progetti abolizionisti in tutto il mondo. Lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani risulta dunque essere la principale fonte di finanziamento di progetti abolizionisti a livello internazionale.

     

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    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina