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Proteggere il Mediterraneo dall’inquinamento
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10/04/2008

Proposto un programma di investimenti per le zone a rischio del Mediterraneo (MeHSIP)

La Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti hanno presentato oggi i risultati di uno studio sui potenziali investimenti volti a risanare alcune zone particolarmente inquinate dei Paesi del Mediterraneo meridionale ed orientale. Lo studio è stato realizzato nell’ambito dell’iniziativa della Commissione “Horizon 2020”, diretta a ridurre le principali fonti di inquinamento del Mediterraneo entro il 2020, ed ha messo in luce la necessità di un programma che aiuti i Paesi del Mediterraneo sudorientale a limitare le immissioni inquinanti in mare. Il degrado del Mediterraneo costituisce una minaccia per la salute dei 143 milioni di persone che vivono sulle sue coste e rischia di compromettere lo sviluppo a lungo termine di settori economici essenziali quali la pesca e il turismo. Il programma di investimenti proposto per le zone a rischio del Mediterraneo (Mediterranean Hot Spot Investment Programme o MeHSIP) e l’iniziativa “Horizon 2020” rientrano nella cooperazione dell’Unione europea con i Paesi del Mediterraneo meridionale ed orientale che partecipano al processo di Barcellona e alla politica europea di vicinato.

    Proteggere il Mediterraneo dall’inquinamento

    Stavros Dimas, commissario europeo per l’ambiente, ha dichiarato: “È assolutamente necessario che l’Unione europea collabori con i Paesi vicini del Mediterraneo al fine di salvaguardare uno dei principali mari del mondo. Tutti dobbiamo contribuire mettendo a disposizione risorse adeguate per evitare il degrado del Mediterraneo.”

    Il Mediterraneo: un ambiente in via di degrado
    I 22 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo contano oltre 400 milioni di abitanti. Di questi, 143 milioni vivono nella fascia costiera, che ogni anno accoglie altri 175 milioni di visitatori. Il benessere di tutte queste persone dipende dallo stato di salute ambientale del Mar Mediterraneo.

    L’ambiente del Mediterraneo è al tempo stesso uno dei più ricchi e dei più vulnerabili al mondo: le sue regioni marine e costiere, infatti, sono esposte a una serie di pressioni, provenienti per l’80% da fonti di inquinamento di origine terrestre.

    Oltre la metà dei centri urbani del Mediterraneo con più di 100 000 abitanti non dispone di impianti di trattamento delle acque reflue e il 60% delle acque reflue prodotte in queste zone è riversato direttamente in mare. Nei Paesi del Mediterraneo sudorientale oltre l’80% delle discariche non è soggetto a controlli. Una particolare minaccia per l’ambiente marino mediterraneo è rappresentata da fattori quali i rifiuti agricoli, le particelle sospese nell’aria e le acque di ruscellamento, che trasportano in mare agenti patogeni, metalli pesanti, inquinanti organici, oli e sostanze radioattive.

    La rapida urbanizzazione e il progressivo sviluppo di un turismo non sostenibile nelle regioni costiere mediterranee hanno contribuito all’insorgere di seri problemi sanitari e ambientali. Anche l’inquinamento provocato da fonti industriali e domestiche e dal trasporto marittimo, la perdita di aree aperte e la distruzione degli ecosistemi costieri per la realizzazione di costruzioni contribuiscono al degrado ambientale.

    Il programma di investimenti per le zone a rischio del Mediterraneo (MeHSIP)
    Nel novembre 2006 è stato varato un programma d’azione nell’ambito dell’iniziativa “Horizon 2020”. Una delle azioni proposte prevedeva che la Banca europea per gli investimenti (o la Banca mondiale) e i Paesi donatori collaborassero al fine di individuare progetti atti ad incidere in modo efficace sui livelli di inquinamento del Mediterraneo (inquinamento a monte e a valle) in tutta la regione mediterranea.
    Lo studio presentato oggi scaturisce da tale collaborazione.
    L’identificazione degli investimenti prioritari per le zone a rischio è stata realizzata dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) in collaborazione con il Piano d’azione per il Mediterraneo del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Le attività del MeHSIP mireranno essenzialmente a coadiuvare l’iniziativa “Horizon 2020” ed i Paesi partner nell’attuazione dei progetti prioritari di investimento per la riduzione dell’inquinamento.

    La BEI si appresta a stilare l’elenco definitivo dei progetti finanziati dal programma di investimenti per le zone a rischio del Mediterraneo sulla base dei 44 progetti già individuati in sette Paesi del Mediterraneo. Tra i criteri di scelta dei potenziali investimenti figurano l’importanza del progetto per il Paese o per la regione mediterranea, il suo impatto sulla riduzione dell’inquinamento, la sostenibilità delle operazioni, la capacità di rimborso del credito da parte dei promotori del progetto e gli importi richiesti ai donatori.
    Il MeHSIP contribuirà inoltre a rafforzare la collaborazione tra la Banca europea per gli investimenti, altri donatori e le altre iniziative nella regione destinate ad integrare le problematiche ambientali nelle varie politiche settoriali per il Mediterraneo.

    Contesto: l’iniziativa “Horizon 2020”
    Fulcro della strategia dell’Unione europea volta ad affrontare i problemi ambientali nel Mediterraneo, l’iniziativa “Horizon 2020” mira ad ovviare a gran parte delle carenze che hanno caratterizzato l’azione svolta in passato per proteggere questa regione marittima. Essa finanzia progetti destinati a ridurre le principali fonti di inquinamento, a sostenere la creazione o il rafforzamento di organismi nazionali per la tutela dell’ambiente, a promuovere la ricerca sulle problematiche ambientali del Mediterraneo e a sviluppare indicatori per monitorare i risultati dell’iniziativa.


    10 aprile 2008

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    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina