Percorso di navigazione

Il Commissario Hahn in Italia per discutere la politica di coesione e visitare con il Vicepresidente Tajani le zone colpite dal terremoto
RSSTwitter
Inviare questa pagina per posta elettronicaInviare questa pagina per posta elettronicaPrintPrint

01/06/2012

 

Johannes Hahn, Commissario europeo per la Politica regionale, sarà in Italia dall’1 al 4 giugno per discutere del futuro della politica di coesione dopo il 2013 e della sua importanza per l’economia italiana. Domenica 3, accompagnato dal Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, il Commissario Hahn visiterà le zone della provincia di Modena recentemente colpite dal terremoto. Insieme alle autorità locali, Hahn discuterà la possibilità di impiegare una parte del Fondo di solidarietà del'UE (che rientra tra le sue competenze) per fornire aiuto alla regione. Il Vicepresidente Tajani, responsabile per l’Industria e l’imprenditorialità, valuterà eventuali azioni di sostegno per le piccole e medie imprese e i numerosi stabilimenti industriali duramente colpiti dal sisma. Tajani esaminerà inoltre la possibilità di sostenere un progetto per la ricostruzione di edifici più sicuri ed efficienti e per favorire l'accesso ai finanziamenti da parte delle PMI della zona.

    Il Commissario Hahn in Italia per discutere la politica di coesione e visitare con il Vicepresidente Tajani le zone colpite dal terremoto


    Il Commissario Hahn incontrerà poi il Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Renzo Tondo e il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci. Sarà un’opportunità per discutere il Piano d’azione per la coesione dell’Italia e i progressi conseguiti nell’attuazione della politica regionale, così come la posizione del nostro paese nei negoziati che hanno fatto seguito alle proposte della Commissione per la politica di coesione dopo il 2013.

     

    Il Commissario Hahn illustrerà i punti principali della proposta della Commissione relativa alla politica di coesione dopo il 2013 e il loro impatto sull’Italia. La proposta intende allineare il più possibile gli investimenti futuri agli obiettivi definiti nella strategia Europa 2020, per concentrare le risorse nei settori chiave per ottenere risultati concreti in termini di occupazione e crescita, in particolare l'innovazione, l’infrastruttura per la ricerca, le PMI e l'efficienza del settore energetico. La Commissione europea ha valutato attentamente anche possibili misure per semplificare le norme generali così da rendere più agevole l’accesso ai finanziamenti da parte dei beneficiari.

     

    Contesto

    L'Italia è il terzo maggior beneficiario della politica di coesione dell'UE, dopo la Polonia e la Spagna. Durante il periodo di programmazione finanziaria 2007–13 l'Italia riceverà quasi 29 miliardi di Euro in investimenti finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo.

    Al fine di migliorare la velocità dell'esecuzione dei finanziamenti UE, le autorità italiane, in accordo con la Commissione, nel novembre 2011 hanno proposto il Piano d’azione per la coesione, un'importante azione di riprogrammazione per un importo complessivo di 3,1 miliardi di Euro.

    Tale piano non punta solo a snellire le procedure di spesa, ma anche – ed è il suo aspetto principale – a rimettere la politica di coesione al passo con gli obiettivi in materia di realizzazioni e risultati nelle regioni in ritardo di sviluppo. Il suo obiettivo è accelerare l'attuazione e migliorare la qualità dei programmi dell'obiettivo "Convergenza" per la Calabria, la Campania, la Sicilia, la Puglia, nonché - in misura più limitata - la Sardegna, il Molise e gli Abruzzi, concentrando i fondi su quattro aree prioritarie: istruzione, agenda digitale, occupazione e ferrovie. Attualmente la riprogrammazione viene sottoposta all'attento vaglio delle autorità italiane e della Commissione.

    Fondo di solidarietà dell'Unione europea

    Il Fondo di solidarietà del'UE è stato creato nel 2002 per assistere gli Stati membri e le regioni colpite da catastrofi naturali. Il Fondo punta a coprire parte delle spese che le autorità pubbliche si sobbarcano per riportare alla normalità la vita pubblica dopo una simile catastrofe: eliminare i detriti, ripristinare l'approvvigionamento di gas, elettricità e acqua, ecc. Per sostenere tali spese è a disposizione un importo annuale di 1 miliardo di Euro, ma le proposte di finanziamento da parte della Commissione europea devono sempre essere approvate separatamente da tutti gli Stati membri e dal Parlamento europeo. Sono stati fissate soglie di danno minimo per ciascuno Stato membro: per l'Italia attualmente tale soglia è pari a 3,6 miliardi di Euro. Inoltre vi è la possibilità di richiedere lo stato di catastrofe naturale. Uno Stato membro ha dieci giorni di tempo per presentare una proposta di finanziamento da parte del Fondo di solidarietà dell'UE. Inoltre la Commissione mette esperti a disposizione degli Stati membri per aiutarli a presentare tale domanda.

     

    Al termine della visita nelle zone terremotate è prevista una conferenza stampa che si svolgerà a Marzaglia, presso il Centro Operativo.

    Link connessi

    Ultimo aggiornamento: 01/06/2012  |Inizio pagina