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La Commissione prepara il futuro della politica di coesione
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15/11/2010

La Quinta relazione della Commissione sulla coesione economica e territoriale pubblicata il 10 novembre 2010 dimostra che la politica di coesione dell’Unione ha contribuito alla crescita dell’UE e allo sviluppo equilibrato dei suoi paesi. L'attuale situazione economica e sociale impone tuttavia dei cambiamenti. Si dovrà garantire che i futuri investimenti corrispondano agli obiettivi di Europa 2020 e che i fondi siano impiegati in modo efficiente e più orientato ai risultati. È avviata una consultazione pubblica, che proseguirà fino al 31 gennaio.

    La Commissione prepara il futuro della politica di coesione

    Nel presentare la relazione Johannes Hahn, commissario responsabile per la politica regionale dell’UE, ha dichiarato: "Questa relazione dimostra come la politica di coesione abbia prodotto effetti di rilievo sull’economia europea, riducendo i divari economici e promuovendo lo sviluppo in campo ambientale e sociale. Per garantire che i fondi ad essa destinati siano impiegati in modo più produttivo dobbiamo rendere tale politica ancora più efficace facendo sì che produca risultati concreti e misurabili. Dobbiamo spendere in modo più intelligente, concentrarci sugli obiettivi con la più alta priorità per l’UE e conferire maggior valore a quanto stanno già facendo le amministrazioni nazionali e regionali. Le costatazioni fatte in questa relazione e la consultazione che seguirà ci aiuteranno ad elaborare una politica di coesione più adeguata all’attuale situazione economica."

    László Andor, commissario responsabile per l'occupazione, gli affari sociali e l'integrazione, ha affermato: "La politica di coesione ha svolto un ruolo d’importanza cruciale in rapporto alla crisi economica ed il Fondo sociale europeo ha in particolare contribuito ad attutire le ripercussioni della crisi su lavoratori e piccole imprese", aggiungendo: "Ora più che mai il FSE va posto al servizio di una vera iniziativa europea che aiuti le persone a trovare rapidamente lavoro. La politica di coesione sarà strumentale al conseguimento degli obiettivi di natura occupazionale e sociale dell’Unione nell’ambito della strategia Europa 2020 ".

    La relazione presenta una valutazione d’ampio respiro della situazione e delle tendenze rilevate nelle regioni dell’Unione in campo economico, sociale ed ambientale nonché diverse alternative per adattare tale politica alle circostanze esistenti dopo il 2013. Essa dimostra come dalla politica di coesione abbiano tratto beneficio tutte le regioni, grazie tanto a investimenti diretti quanto a vantaggi commerciali indiretti e come essa abbia contribuito al conseguimento degli obiettivi prioritari dell’UE quali la protezione ambientale e le attività di ricerca ed innovazione.

    Tale valutazione indica come tra il 2000 ed il 2006 gli investimenti facenti capo alla politica di coesione abbiano:

    • contribuito a creare 1,4 milioni di posti di lavoro (valore stimato), sostenuto le piccolo imprese e dato impulso alle attività di ricerca;
    • offerto preziose occasioni di formazione a milioni di donne, giovani, persone in situazioni sociali vulnerabili e disoccupati;
    • aiutato ogni anno circa 2 milioni di persone che avevano usufruito di una formazione a trovare un lavoro;
    • consentito di modernizzare linee di trasporto, finanziando la costruzione o il miglioramento di migliaia di chilometri di strade e ferrovie nonché la modernizzazione di porti ed aeroporti;
    • migliorato le condizioni ambientali per milioni di europei adeguando alle norme europee la qualità dell’acqua potabile ed il trattamento delle acque reflue.

    Nonostante questi successi permangono tuttavia divari significativi tra le diverse regioni. La relazione mette in luce impressionanti differenze in campi che vanno dalla produttività ai tassi di mortalità infantile ed alla vulnerabilità in rapporto al cambiamento climatico. La relazione si serve delle lezioni tratte dall’attuale periodo di programmazione e da quello precedente oltre che dalle discussioni avute con un’ampia fascia d’interessati per formulare una serie di proposte per una riforma della politica.

    La crisi economica e finanziaria ha evidenziato la necessità di una politica che investa nella concorrenzialità di tutte le regioni e al contempo continui a sostenere lo sviluppo di quelle in ritardo. Dato che è concomitante ad un esame più ad ampio raggio della spesa complessiva dell’UE, la relazione dà risalto al fatto che in futuro i finanziamenti dovranno concentrarsi su un numero limitato di obiettivi prioritari, in linea con quelli stabiliti dalla strategia Europa 2020 nell’intento di promuovere una "crescita intelligente, sostenibile e inclusiva". Ponendo in rilievo i vantaggi derivanti da finanziamenti strutturati in modo da rispondere alle esigenze di sviluppo a livello nazionale e regionale la relazione apre il dibattito su come far sì che l’architettura globale della politica di coesione garantisca che ogni fondo contribuisca efficacemente al conseguimento degli obiettivi di Europa 2020. La relazione sostiene la tesi che i cicli di programmazione e gestione della politica di coesione andrebbero ristrutturati per garantire che i suddetti obiettivi si traducano in priorità d’investimento.

    Per conseguire questo scopo la Commissione propone che si proceda a definire un esauriente quadro strategico globale il quale stabilisca le priorità, gli obiettivi e le riforme necessarie per massimizzare l’effetto degli investimenti per la coesione. Un contratto tra Stati membri e Commissione preciserebbe come conseguire i risultati desiderati, basandosi sui futuri programmi nazionali di riforma dei singoli paesi. Tra i mezzi previsti a tal fine rientrerebbero la definizione di traguardi chiari e misurabili nonché l’attribuzione della giusta importanza al fatto di coordinare sul piano nazionale i finanziamenti provenienti da diverse fonti UE così da garantirne un’erogazione efficace e risultati visibili.

    Un’altra idea che è stata avanzata è quella di offrire incentivi per rendere quanto più efficiente ed ambiziosa possibile l’attuazione dei programmi di coesione. Una quota dei finanziamenti della coesione potrebbe venire accantonata e messa a disposizione delle amministrazioni nazionali in funzione della qualità dei programmi da esse presentati e dei progressi compiuti nel realizzarli. La relazione propone parimenti idee per semplificare il sistema d’erogazione dei fondi riducendo le lungaggini burocratiche e migliorando valutazione, esecuzione e risultati dei progetti grazie ad una definizione più accurata dei traguardi.

    Il quinto Forum europeo sulla coesione, che si svolgerà a Bruxelles il 31 gennaio e il 1° febbraio 2011, fornirà un’altra occasione per discutere gli indirizzi e le alternative esposti nella relazione. La Commissione presenterà proposte legislative formali sul futuro della politica di coesione entro l’estate del 2011, dopo che saranno state adottate le proposte sul nuovo bilancio dell’Unione.

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    Ultimo aggiornamento: 16/11/2010  |Inizio pagina