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La proposta (che rientra nel programma d’azione della Commissione europea per la riduzione degli oneri amministrativi nell’UE) è intesa ad aumentare la chiarezza giuridica e l’efficienza del regime introdotto dalla direttiva e a ridurre gli oneri amministrativi per emittenti ed intermediari, riconoscendo altresì l’importanza di migliorare il livello di tutela degli investitori e di garantire che le informazioni fornite siano sufficienti e adeguate rispetto alle esigenze dei “piccoli” investitori. La proposta, che tiene conto della consultazione di tutti i principali soggetti interessati, passa ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri UE.
Charlie McCreevy, commissario europea per il mercato interno e i servizi, ha dichiarato:“La nuova normativa soddisfa le esigenze degli emittenti e degli investitori ed elimina gli oneri superflui a carico delle imprese. Oltre a tener conto degli insegnamenti tratti dalla crisi finanziaria, essa garantisce che agli investitori siano date tutte le informazioni necessarie.”
La direttiva stabilisce le norme applicabili al prospetto che deve essere messo a disposizione del pubblico nell’UE in occasione dell’offerta pubblica o dell’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari in un mercato regolamentato. Uno dei principali risultati di tale direttiva è l’introduzione di un “meccanismo di passaporto”, grazie al quale il prospetto approvato dall’autorità competente in uno Stato membro è valido per offerte pubbliche e ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari nell’intera UE.
Nonostante gli effetti assai positivi sul livello di qualità e adeguatezza delle informazioni messe a disposizione degli investitori, occorre perfezionare la direttiva al fine di aumentare la chiarezza giuridica e l’efficienza della regolamentazione e di ridurre gli oneri amministrativi.
La nuova normativa migliorerà l’emissione di strumenti finanziari rendendo le norme più comprensibili (maggiore chiarezza giuridica), riducendo gli oneri amministrativi per emittenti e intermediari, offrendo ai dipendenti degli emittenti l’accesso ad una vasta gamma di investimenti e aiutando i piccoli investitori ad analizzare più efficacemente le prospettive e i rischi di uno strumento finanziario prima di effettuare investimenti.
Le principali modifiche proposte sono le seguenti:
- gli obblighi di informativa sono resi meno complessi per alcuni tipi di emissioni (piccole società, piccoli mutuanti, emissioni di diritti, garanzie governative);
- il formato e il contenuto della nota di sintesi del prospetto sono stati migliorati;
- sono state rese più chiare le esenzioni dall’obbligo di pubblicare un prospetto per le società che vendono tramite intermediari (“retail cascades”) e per i regimi di azionariato dei dipendenti;
- sono abrogati gli obblighi di informativa che attualmente si sovrappongono a quelli previsti dalla direttiva sulla trasparenza;
- gli emittenti di strumenti finanziari diversi dai titoli di capitale avranno la possibilità di determinare il rispettivo Stato membro d’origine;
- la definizione di ‘investitori qualificati’ nella direttiva sui prospetti verrà adeguata a quella di ‘clienti professionali’ nella direttiva sui mercati degli strumenti finanziari.
Contesto
La direttiva sui prospetti (direttiva 2003/71/CE relativa al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari) è entrata in vigore il 31 dicembre 2003. Gli Stati membri erano tenuti a recepirla nel rispettivo ordinamento entro il 1° luglio 2005.
In base all’articolo 31 della direttiva, cinque anni dopo l’entrata in vigore la Commissione europea deve procedere alla valutazione dell’attuazione e presentare eventuali proposte di riesame.
Inoltre, nel gennaio 2007 la Commissione europea ha avviato il programma d’azione per la riduzione degli oneri amministrativi nell’Unione europea, al fine di misurare i costi amministrativi derivanti dalla legislazione dell’UE e ridurre gli oneri in questione del 25% entro il 2012. Dall’esame condotto risulta che la direttiva sui prospetti stabilisce una serie di obblighi complessi a carico delle società, alcuni dei quali possono essere ridotti. Nel contempo, anche alla luce dell’attuale crisi finanziaria, si è ritenuto opportuno rivedere alcune delle norme previste da tale direttiva, in modo da aumentarne l’efficienza e migliorare la tutela degli investitori. In tale prospettiva, e in linea con i principi di una “migliore regolamentazione”, la Commissione europea ha organizzato una consultazione pubblica. La proposta e la relativa valutazione dell’impatto sono il risultato di un dialogo intenso e continuo con tutte le principali parti in causa, tra cui le autorità di regolamentazione degli strumenti finanziari, gli operatori del mercato (emittenti, intermediari e investitori) e i consumatori. Sono state tenute nel debito conto le osservazioni e le analisi contenute nelle relazioni pubblicate dal comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari (CESR) e dal gruppo di esperti sui mercati europei dei valori mobiliari (ESME).
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