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La Commissione vuole banche europee più forti e più responsabili
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22/07/2011


A partire dal 2008 le banche sono state al centro della crisi finanziaria dell’economia globale. Da quest’esperienza sono stati tratti degli insegnamenti e gli errori del passato non devono ripetersi. Per questo motivo la Commissione europea oggi ha presentato delle proposte miranti a cambiare i comportamenti delle 8 000 banche che operano in Europa.

    La Commissione vuole banche europee più forti e più responsabili

    L’obiettivo principale è rafforzare la solidità del settore bancario della UE, garantendo al contempo che le banche continuino a finanziare l’attività economica e la crescita. Le proposte della Commissione si basano su tre obiettivi concreti.

    1. Nella proposta si richiede alle banche di detenere un livello di capitale quantitativamente e qualitativamente più elevato e di accumulare sufficienti riserve di capitali, in modo da potere fare fronte a crisi impreviste. Gli istituti finanziari hanno affrontato l’ultima crisi con fondi propri insufficienti in termini quantitativi e qualitativi, rendendo necessario un sostegno senza precedenti da parte delle autorità nazionali. Grazie a queste proposte la Commissione attuerà in Europa le norme internazionali sul capitale delle banche convenute a livello di G20 (accordo di Basilea III). L’Europa assumerà un ruolo guida in materia, applicando tali norme a oltre 8 000 banche, che gestiscono il 53% degli attivi a livello mondiale.

    2. La Commissione intende inoltre istituire un nuovo quadro di governance, conferendo alle autorità di vigilanza nuove competenze per monitorare più attentamente le banche e prevedendo la possibilità di sanzionare le banche qualora si rilevassero dei rischi, ad esempio limitando l'erogazione di crediti in presenza di una bolla speculativa.

    3. La Commissione mira a riunire tutta la legislazione in materia bancaria in un corpus unico di norme che disciplinino l’attività bancaria con l’obiettivo di migliorare la trasparenza e l’effettiva applicazione delle misure adottate. Secondo le stime dell’FMI, le perdite riconducibili alla crisi registrate dalle banche europee tra il 2007 e il 2010 sfiorano i 1 000 miliardi di euro, pari all'8% del PIL dell’UE.

    Il commissario per il mercato interno Michel Barnier, ha dichiarato: "Le famiglie e le imprese stanno ancora scontando le dure conseguenze della crisi finanziaria. Non possiamo permettere che una simile crisi si ripeta e che le azioni di pochi esponenti del mondo finanziario mettano a repentaglio  l'economia dell''intera società. Ecco perché oggi la Commissione europea ha presentato una serie di proposte volte a modificare i comportamenti delle 8000 banche che operano in Europa. Il settore bancario dovrà detenere capitali quantitativamente e qualitativamente più elevati ogniqualvolta si esporrà a rischi. Siamo dunque in presenza di un enorme progresso nel nostro intento di trarre insegnamenti dalla crisi e adottare un nuovo approccio al rischio. Sono lieto di constatare che l’Europa continua a svolgere un ruolo guida: siamo i primi al mondo ad attuare gli impegni concordati dal G20. Ma solo quando il nuovo quadro normativo sarà in vigore potremo sostenere di avere tratto la giusta lezione dalla crisi”.

    Contesto

    La proposta consiste di due parti: una direttiva in materia di accesso alle attività di raccolta di depositi ed un regolamento che stabilisce con quali modalità vadano svolte le attività degli enti creditizi e delle imprese di investimento. I due strumenti giuridici costituiscono un unico pacchetto e dovrebbero essere considerati congiuntamente. La proposta è accompagnata da una valutazione d’impatto secondo cui la riforma ridurrà notevolmente la probabilità di una crisi sistemica del settore bancario.

    1. Il regolamento contiene i requisiti prudenziali dettagliati per gli enti creditizi e le imprese di investimento e disciplina i seguenti aspetti.

    - Capitale: la proposta della Commissione prevede l'aumento della quantità e qualità dei fondi propri che le banche devono detenere.

    - Liquidità: al fine di migliorare la resistenza a breve termine del profilo di rischio di liquidità degli istituti finanziari, la Commissione propone l’introduzione di un indice di copertura della liquidità (liquidity coverage ratio (LCR)).

    - Coefficiente di leva finanziaria: al fine di limitare un eccessivo indebitamento degli enti creditizi e delle imprese di investimento, la Commissione propone che un coefficiente di leva finanziaria sia sottoposto a controllo prudenziale.

    - Rischio di credito di controparte: in linea con le politiche della Commissione nei confronti dei derivati OTC (over the counter), si introducono modifiche per incoraggiare le banche a compensare i derivati OTC tramite controparti centrali.

    - Corpus unico di norme: la crisi finanziaria ha evidenziato il rischio di norme nazionali divergenti. Un mercato unico ha bisogno di un corpus unico di norme. Il regolamento è direttamente applicabile senza dover essere recepito a livello nazionale e di conseguenza elimina una fonte di divergenza.

    2. La nuova direttiva copre determinati settori dell’attuale direttiva sui requisiti patrimoniali (condizioni di accesso all’attività bancaria e di esercizio di tale attività, condizioni in materia di libertà di stabilimento e di prestazione di servizi, definizione di autorità competenti e principi relativi alla vigilanza prudenziale).

    Ecco i nuovi elementi previsti dalla direttiva.

    - Governance rafforzata: la proposta rafforza i requisiti in materia di dispositivi e processi di governance societaria e introduce nuove disposizioni volte ad aumentare l’efficacia della vigilanza sul rischio svolta dai consigli di amministrazione, un rafforzamento dello status della funzione di gestione dei rischi e la garanzia di un controllo efficace della governance dei rischi da parte delle autorità di vigilanza.

    - Sanzioni: la proposta garantirà che le autorità di vigilanza possano comminare, nei confronti degli istituti che violano le disposizioni dell’UE, sanzioni realmente dissuasive, ma anche efficaci e proporzionate.

    - Riserve di capitale: la direttiva oltre ai requisiti patrimoniali minimi, introduce due riserve di capitale: un cosiddetto cuscinetto di protezione del patrimonio identico per tutte le banche nell’UE e un cuscinetto anticiclico da definire a livello nazionale.

    - Vigilanza rafforzata: la Commissione propone di rafforzare il regime di vigilanza al fine di richiedere la preparazione di un programma di riesame annuale per ciascun istituto soggetto a vigilanza sulla base di una valutazione del rischio, un uso più esteso e più sistematico delle ispezioni di vigilanza in loco, l’introduzione di norme più severe e valutazioni di vigilanza più approfondite, in grado di anticipare le evoluzioni future

    Infine, la proposta punta a ridurre nella misura del possibile il ricorso, da parte di enti creditizi, ai rating di credito esterni.

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    Ultimo aggiornamento: 22/07/2011  |Inizio pagina