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Contesto
La proposta consiste di due parti: una direttiva in materia di accesso alle attività di raccolta di depositi ed un regolamento che stabilisce con quali modalità vadano svolte le attività degli enti creditizi e delle imprese di investimento. I due strumenti giuridici costituiscono un unico pacchetto e dovrebbero essere considerati congiuntamente. La proposta è accompagnata da una valutazione d’impatto secondo cui la riforma ridurrà notevolmente la probabilità di una crisi sistemica del settore bancario.
1. Il regolamento contiene i requisiti prudenziali dettagliati per gli enti creditizi e le imprese di investimento e disciplina i seguenti aspetti.
- Capitale: la proposta della Commissione prevede l'aumento della quantità e qualità dei fondi propri che le banche devono detenere.
- Liquidità: al fine di migliorare la resistenza a breve termine del profilo di rischio di liquidità degli istituti finanziari, la Commissione propone l’introduzione di un indice di copertura della liquidità (liquidity coverage ratio (LCR)).
- Coefficiente di leva finanziaria: al fine di limitare un eccessivo indebitamento degli enti creditizi e delle imprese di investimento, la Commissione propone che un coefficiente di leva finanziaria sia sottoposto a controllo prudenziale.
- Rischio di credito di controparte: in linea con le politiche della Commissione nei confronti dei derivati OTC (over the counter), si introducono modifiche per incoraggiare le banche a compensare i derivati OTC tramite controparti centrali.
- Corpus unico di norme: la crisi finanziaria ha evidenziato il rischio di norme nazionali divergenti. Un mercato unico ha bisogno di un corpus unico di norme. Il regolamento è direttamente applicabile senza dover essere recepito a livello nazionale e di conseguenza elimina una fonte di divergenza.
2. La nuova direttiva copre determinati settori dell’attuale direttiva sui requisiti patrimoniali (condizioni di accesso all’attività bancaria e di esercizio di tale attività, condizioni in materia di libertà di stabilimento e di prestazione di servizi, definizione di autorità competenti e principi relativi alla vigilanza prudenziale).
Ecco i nuovi elementi previsti dalla direttiva.
- Governance rafforzata: la proposta rafforza i requisiti in materia di dispositivi e processi di governance societaria e introduce nuove disposizioni volte ad aumentare l’efficacia della vigilanza sul rischio svolta dai consigli di amministrazione, un rafforzamento dello status della funzione di gestione dei rischi e la garanzia di un controllo efficace della governance dei rischi da parte delle autorità di vigilanza.
- Sanzioni: la proposta garantirà che le autorità di vigilanza possano comminare, nei confronti degli istituti che violano le disposizioni dell’UE, sanzioni realmente dissuasive, ma anche efficaci e proporzionate.
- Riserve di capitale: la direttiva oltre ai requisiti patrimoniali minimi, introduce due riserve di capitale: un cosiddetto cuscinetto di protezione del patrimonio identico per tutte le banche nell’UE e un cuscinetto anticiclico da definire a livello nazionale.
- Vigilanza rafforzata: la Commissione propone di rafforzare il regime di vigilanza al fine di richiedere la preparazione di un programma di riesame annuale per ciascun istituto soggetto a vigilanza sulla base di una valutazione del rischio, un uso più esteso e più sistematico delle ispezioni di vigilanza in loco, l’introduzione di norme più severe e valutazioni di vigilanza più approfondite, in grado di anticipare le evoluzioni future
Infine, la proposta punta a ridurre nella misura del possibile il ricorso, da parte di enti creditizi, ai rating di credito esterni.
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