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Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato:
“Oggi la Commissione scende in campo per completare l’ultima fase del processo
di riforma del settore dei servizi finanziari UE. Si tratta di un’azione
all’interno di un programma di lavoro più ampio che interessa l’economia
europea e che è inteso a stabilizzarla, a consolidarla e a ristabilire una
crescita sostenibile”.
Il commissario europeo per il mercato interno e i servizi Michel Barnier ha
dichiarato: “Le modifiche alla normativa sulle agenzie di rating del credito
porteranno a una migliore vigilanza e una maggiore trasparenza in questo
settore cruciale. Ma siamo solo all’inizio. Stiamo esaminando questo mercato
con più attenzione. Per quanto riguarda la governance societaria, sono convinto
che la vera prevenzione delle crisi ha inizio all’interno delle imprese stesse.
Se si vuole evitare il ripetersi di crisi analoghe in futuro, occorre che gli
istituti finanziari stessi cambino. Dobbiamo garantire la presenza di controlli
interni più efficaci, promuovere una migliore gestione del rischio, rafforzare
il ruolo delle autorità di vigilanza. Inoltre, è necessario porre in opera
tempestivamente l’attuale normativa in materia di sane politiche retributive in
modo da contribuire a ridurre un’assunzione di rischi eccessiva.”
Migliorare la vigilanza UE sulle agenzie di rating del credito
Dato che i servizi di rating non sono legati ad un territorio particolare e
i rating emessi da un’agenzia possono essere utilizzati da istituti finanziari
in tutta Europa, la Commissione propone un sistema più centralizzato a livello
europeo per la vigilanza sulle agenzie. Nel giugno 2009 alcuni capi di Stato e
di governo avevano chiesto alla Commissione di presentare proposte al
riguardo.
Secondo le modifiche proposte, alla nuova Autorità di vigilanza europea
(Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) verrebbero affidati
poteri esclusivi di vigilanza sulle agenzie di rating del credito registrate
nell’UE. Tra queste rientrerebbero anche le controllate europee di note agenzie
di rating del credito, quali Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s.
L’Autorità avrebbe facoltà di richiedere informazioni, avviare indagini o
effettuare ispezioni in loco. Gli emittenti di strumenti finanziari
strutturati, ad esempio gli enti creditizi, le banche e le imprese di
investimento, dovranno inoltre far sì che le informazioni trasmesse alle
proprie agenzie di rating siano accessibili anche a tutte le altre agenzie di
rating del credito interessate, in modo che queste ultime possano emettere
rating non sollecitati.
Le modifiche proposte consentirebbero alle agenzie di rating del credito di
operare in un contesto di vigilanza molto semplificato, rispetto agli attuali
variegati contesti nazionali, con un migliore accesso alle informazioni di cui
necessitano. Anche gli utenti dei rating risulterebbero maggiormente protetti,
grazie a una vigilanza centralizzata dell’UE su tutte le agenzie di rating del
credito e ad una maggiore competitività tra queste ultime.
La proposta della Commissione di modifica del regolamento 1060/2009 sarà
trasmessa al Consiglio dei ministri dell’Unione europea e al Parlamento
europeo. Se adottata, la nuova normativa dovrebbe entrare in vigore nel
2011.
Contesto
Le agenzie di rating del credito formulano pareri sull’affidabilità
creditizia di imprese, governi e prodotti finanziari sofisticati. Esse hanno
contribuito in modo significativo alla crisi finanziaria in quanto hanno
sottostimato il rischio di mancato pagamento dei debiti da parte degli
emittenti di alcuni strumenti finanziari particolarmente complessi. Rispondendo
alla necessità di ristabilire la fiducia nei mercati e di migliorare la
protezione degli investitori, la Commissione ha già proposto nuove norme UE che
istituiscono un quadro comune in materia di emanazione di rating del credito.
In base alla nuova normativa, che entrerà pienamente in vigore a dicembre 2010,
un’agenzia che desideri che i suoi rating siano utilizzati nell’UE deve
presentare domanda di registrazione. Le domande possono essere presentate dal
mese di giugno 2010. Le nuove norme affrontano anche la questione dei conflitti
d’interesse che possono inficiare i rating (ad esempio: un’agenzia di rating
non può offrire anche servizi di consulenza). Inoltre, le agenzie dovranno
dichiarare i presupposti su cui basano le loro valutazioni e la metodologia
adottata per produrre i loro rating.
Riforma della governance societaria degli istituti finanziari
In risposta alla crisi finanziaria, nella comunicazione del marzo 2009
“Guidare la ripresa in Europa” la Commissione si è impegnata a migliorare la
governance societaria degli istituti finanziari. La Commissione ha inteso
assicurare che gli interessi dei consumatori e delle altre parti interessate
vengano meglio presi in considerazione, che le aziende siano gestite in modo
più sostenibile e che in futuro si riducano i rischi di fallimento. Come prima
iniziativa, la Commissione è ora in procinto di lanciare una consultazione
pubblica su un Libro verde che esamina in dettaglio alcune soluzioni per
affrontare i seguenti aspetti:
- come migliorare il funzionamento e la
composizione dei consigli di amministrazione degli istituti finanziari, in modo
che rafforzino la vigilanza sulla propria alta dirigenza;
- come creare una cultura del rischio a
tutti i livelli degli istituti finanziari, in modo da garantire che vengano
presi in considerazione gli interessi a lungo termine delle società;
- come stimolare il coinvolgimento delle
parti interessate, delle autorità di vigilanza e dei revisori esterni in
materia di governance societaria;
- come modificare le politiche
retributive delle società in modo da scoraggiare un’eccessiva assunzione di
rischio.
La consultazione resterà aperta sino al 1° settembre 2010. Le proposte,
legislative e non, che ne scaturiranno saranno adottate nel corso del 2011.
Contesto
La crisi finanziaria ha messo in luce debolezze significative nella
governance societaria degli istituti finanziari: insufficienza della vigilanza
e dei controlli esercitati dai consigli di amministrazione sui dirigenti;
insoddisfacente gestione del rischio; inadeguatezze nelle strutture retributive
dei dirigenti e degli operatori, che hanno condotto ad un’eccessiva assunzione
di rischi e favorito prospettive a breve termine; mancanza di controllo da
parte degli azionisti sull’assunzione dei rischi negli istituti finanziari di
loro proprietà. Un meccanismo tempestivo ed efficace di pesi e contrappesi nei
sistemi di governance contribuirebbe alla prevenzione di crisi future.
Comunicazione sui servizi finanziari 2010-2011: regolamentare i servizi
finanziari per una crescita sostenibile
La recente turbolenza che ha investito i mercati ha confermato la necessità
che la Commissione completi velocemente le riforme necessarie per garantire un
sistema finanziario europeo sano e sicuro. Per questa ragione la Commissione si
è assunta l’impegno di presentare, nel corso dei prossimi sei-nove mesi, le
restanti proposte di riforma del settore finanziario necessarie ad attuare
nella loro interezza gli impegni presi nel quadro del G-20. Le principali
proposte comprendono:
- Trasparenza: la Commissione
presenterà proposte per migliorare il funzionamento dei mercati dei derivati
nel corso dell’estate. Ciò contribuirà ad accrescere la trasparenza all’interno
di mercati importanti ma attualmente molto opachi. Per ristabilire
ulteriormente la fiducia nei mercati finanziari, la Commissione proporrà misure
adeguate sulle vendite allo scoperto e sui credit default swap, comprese le
“vendite a nudo”. La Commissione presenterà anche dei miglioramenti alla
direttiva sui mercati degli strumenti finanziari (MiFID) in modo da rafforzare
la trasparenza dei mercati pre- e post-negoziazione e attirare più prodotti
derivati presso le sedi di negoziazione organizzate.
- Responsabilità: Per proteggere
gli investitori e i depositanti, la Commissione proporrà la revisione della
direttiva relativa ai regimi di garanzia dei depositi e della direttiva
relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori. Inoltre verranno
presentate proposte legislative sui prodotti di investimento al dettaglio
preassemblati dirette a promuovere gli interessi dei consumatori nel processo
di vendita. Anche la direttiva sugli abusi di mercato verrà sottoposta a
revisione, in modo da estendere la normativa al di là dei mercati regolamentati
e includervi i derivati. La Commissione presenterà modifiche alla direttiva sui
requisiti patrimoniali (CRD IV) al fine di migliorare la qualità e la quantità
dei capitali detenuti dalle banche, introdurre stock di capitali e garantire,
in periodi di congiuntura favorevole, l’accantonamento di capitali ai quali
fare ricorso quando le condizioni economiche sono più avverse. Inoltre, per
quanto riguarda l’applicazione della normativa, le sanzioni nel settore
finanziario sono in gran parte non armonizzate e comportano quindi la presenza
di pratiche divergenti tra gli organismi nazionali preposti alla vigilanza. Per
cominciare, la Commissione presenterà una comunicazione sulle sanzioni nel
settore dei servizi finanziari al fine di promuovere la convergenza dei sistemi
sanzionatori tra le diverse attività di vigilanza.
- Prevenzione e gestione delle
crisi: La Commissione pubblicherà un piano d’azione sulla gestione delle
crisi in vista di proposte legislative sulla prevenzione e la risoluzione delle
insolvenze degli istituti bancari. La Commissione si impegnerà inoltre affinché
si giunga ad una convergenza a livello mondiale su un insieme di principi
contabili internazionali di elevata qualità.
La Commissione insisterà affinché si giunga ad una rapida adozione delle
misure in questione sia da parte del Parlamento europeo che del Consiglio, in
modo che i cittadini europei riacquistino fiducia nella solidità del sistema
finanziario, che è uno dei pilastri della crescita.
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