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“Il programma Erasmus è una delle grandi storie di successo dell’Unione europea. Le cifre più recenti si commentano da sole: Erasmus riscuote un successo sempre maggiore e io mi impegno a ottenere più risorse per questo programma in futuro. Lo studio e la formazione all’estero aprono il cammino dello sviluppo personale e delle opportunità di lavoro; facciamo dunque bene a essere ambiziosi quando si tratta di investire nei nostri giovani", ha dichiarato Androulla Vassiliou, Commissaria europea per l'Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù.
I paesi aderenti all'iniziativa Erasmus nel 2009-2010 sono stati 32 (i 27 Stati membri UE più la Croazia, l'Islanda, Liechtenstein, la Norvegia e la Turchia). Da quest’anno la Svizzera è diventata il 33° paese ad aderire a Erasmus. Il numero di studenti che hanno scelto l’opzione di studio è aumentato del 5,7% rispetto al 2008‑09.
I tirocini in aziende all’estero, introdotti nel programma Erasmus a partire dal 2007, riscuotono un successo sempre maggiore. Nel 2009-10 infatti ben 35 000 studenti (uno su sei) hanno scelto questa opzione, con un aumento del 17,3% rispetto all’anno precedente.
In conseguenza dell’aumento del numero di partecipanti è diminuito del 7% circa l'importo medio della borsa Erasmus mensile riscossa dagli studenti (254 euro). Nella maggior parte dei paesi partecipanti la domanda di borse Erasmus è molto superiore all’offerta. Secondo uno studio svolto per conto del Parlamento europeo nel 2010, solo il 24% degli studenti non-Erasmus ha dichiarato di non essere interessato a un programma di studio all’estero.
Inoltre, 38 000 borse sono state concesse a personale docente e non docente delle università per seguire una formazione all’estero, il 4% in più rispetto all’anno precedente.
Contesto
La mobilità per l’apprendimento è uno degli obiettivi principali della strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione e rappresenta l’elemento prioritario dell’iniziativa “Youth on the Move” della Commissione, ispirata al successo di Erasmus.
Si stima che il 10% degli studenti europei attualmente seguano corsi di studio o di formazione all’estero nell’ambito del proprio percorso universitario. Il 4% di essi riceve una borsa Erasmus. Il mese scorso la Commissione ha annunciato l'intenzione di portare almeno al 20% il livello complessivo della mobilità degli studenti.
Secondo un recente sondaggio il 33% degli studenti che desiderano studiare all’estero non possono permetterselo per motivi economici, mentre quasi due terzi (63%) di quelli che ci riescono devono comunque ricorrere a finanziamenti o risparmi privati. “Questo dato sottolinea la necessità di rafforzare i nostri programmi di mobilità, che vantano un eccellente rapporto costo-beneficio”, ha commentato la commissaria Vassiliou.
Seguire corsi di studio o di formazione all’estero aiuta i giovani ad acquisire competenze apprezzate nel mondo del lavoro: dall’apprendimento delle lingue alla leadership e all’adattabilità, passando per la consapevolezza interculturale. Una volta entrati nel mondo del lavoro, gli studenti con esperienza Erasmus sono più propensi a lavorare all’estero.
Erasmus ha contribuito a internazionalizzare l’istruzione superiore in Europa, favorendo miglioramenti in termini di qualità, comparabilità e trasparenza dei corsi.
Il mese scorso i ministri dell’Istruzione dell’UE hanno adottato un piano congiunto per eliminare gli ostacoli alla mobilità per l’apprendimento, introducendo ulteriori finanziamenti e riforme dei piani di studio.
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