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Il label europeo delle lingue
Il Label linguistico europeo è un'iniziativa promossa e coordinata dalla
Commissione Europea ma gestita in modo decentrato negli Stati membri, volta a
premiare con tale riconoscimento europeo quei progetti che si sono distinti,
nel campo della formazione linguistica, per il loro carattere innovativo, per
la loro dimensione europea e per la loro capacità di trasferibilità.
L'obiettivo del Label europeo delle lingue, avviato nel 1998/99, è quello di
attribuire un riconoscimento comunitario ai progetti linguistici, realizzati a
livello nazionale, che hanno dato impulso all'insegnamento e all'apprendimento
delle lingue mediante innovazioni e pratiche didattiche e formative efficaci,
favorendo la sensibilizzazione al patrimonio linguistico europeo e motivando i
cittadini al plurilinguismo per tutto l'arco della vita.
I vincitori possono utilizzare il Label e il relativo logo nei propri locali
e sul materiale pubblicitario e sui prodotti relativi al progetto riconosciuto
vincitore.
Tutti i progetti vincitori del Label ricevono un attestato firmato dal
Commissario Europeo per il Multilinguismo, dai due Ministri italiani di
riferimento (Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e
Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).
La cerimonia
La cerimonia si è svolta nella sala conferenze dello Spazio Europa, alla
presenza dei responsabili dei progetti vincitori, provenienti da tutta
Italia.
Dopo un breve saluto della dott.ssa Olivi, della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea, hanno preso la parola le rappresentanti dei
coordinatori nazionali, Monica Lippolis per Ministero del Lavoro, della Salute
e delle Politiche Sociali e Francesca Brotto, per il Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca.
Le direttrici delle Agenzie Nazionali responsabili del Programma europeo
Lifelong Learning, che gestiscono e forniscono assistenza tecnica per
l'attuazione del Label sul territorio nazionale: Fiora Imberciadori, (AN LLP -
Programmi Comenius, Erasmus, Grundtvig e Visite di Studio) e Marina Rozera (AN
LLP – Programma Leonardo da Vinci) hanno sottolineato l'importanza
dell'investimento nelle risorse umane, di cui il Label è degli strumenti
promozionali di maggior successo.
A sostegno dell'obiettivo della mobilità è stato presentato un progetto per
la diffusione dell'Europass Passaporto delle Lingue, utile strumento per la
valorizzare tutte le esperienze di apprendimento e di acquisizione di nuove
competenze.
Nel settore dell'apprendimento linguistico ai fini di formazione
professionale, la dott.ssa Guido dell'Agenzia Nazionale LLP ha illustrato il
metodo utilizzato nell'approfondimento della definizione delle competenze
linguistiche professionalizzanti , utile per elaborare strategie e metodi
applicativi efficaci.
I progetti premiati
I progetti premiati, 16 per il settore dell'istruzione scolastica e 9 nel
campo della formazione professionale, si sono contraddistinti per l'originalità
del metodo didattico e per la finalità intesa a dotare gli allievi di
competenze linguistiche finalizzate anche, e in alcuni casi, soprattutto,
all'educazione interculturale e alla convivenza pacifica in una società sempre
più multiculturale e multilinguistica.
Ampio lo spettro di lingue insegnate, con l'inglese al primo posto, ma senza
dimenticare l'italiano per stranieri e le lingue "del vicino", tedesco,
sloveno, francese, ma anche lingue non europee. Il carattere innovativo dei
progetti si è espresso anche grazie all'uso di una ampia gamma di modalità di
apprendimento (blog, video, redazione di giornali, scambi, aule web, campi
estivi, fino all'etimologia comune in molte lingue di termini specialistici).
Molteplici anche i settori d'interesse degli studenti, che spaziavano dalle
tecniche bancarie alla letteratura, al doppiaggio, alla glottodidattica, alla
cultura italiana, così come le età di discenti (dalla scuola elementare, ai
giovani diplomati, agli adulti).
Tutti i progetti hanno soddisfatto ampiamente i requisiti previsti
originalità, innovazione, di inclusività, di motivazione, dimensione europea e
trasferibilità dei risultati, ma soprattutto si sono dimostrati metodi capaci
di stimolare, al di là dell'apprendimento delle lingue, il desiderio di
conoscere e di aprirsi a nuove esperienze.
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