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Come hanno potuto constatare di persona, l'approccio alla traduzione del
concorso è diverso da quello delle versioni scolastiche di latino o della
traduzione grammaticale dei libri di testo delle lingue studiate: inglese,
francese e tedesco. Particolarmente insidiosi i false friends, tranelli
delle lingue, ma anche altre le questioni da affrontare e le decisioni da
prendere in così poco tempo e con un ricorso limitato ai dizionari: tradurre
tutti i termini tecnici, anche quelli che siamo abituati a sentire in inglese?
Posso cambiare l'ordine delle frasi? traduco "alla lettera" o mi
discosto? Maiuscolo o minuscolo?
A questi e altri quesiti sollevati durante la sua visita alle classi IV e V
del Liceo linguistico Capitanio, l'Antenna della Direzione generale della
Traduzione ha cercato di dare risposte concrete spiegando che l'attività
traduttiva è esercizio complesso, non limitato alla mera comprensione del
testo, che richiede un livello più approfondito di interpretazione e una resa
stilistica che deve tenere conto del destinatario.
Ma è stata la prof.ssa Antonella Fassi, giovane e dinamica insegnante
che ha guidato le novelle traduttrici nelle varie fasi del concorso, che riesce
a cogliere la vera essenza della prova, la cui valutazione ha poco a che fare
con i criteri applicabili al rendimento scolastico.
Spiega che mentre le prestazioni scolastiche sono giudicate su parametri
direttamente legati alle nozioni impartite, la traduzione richiede il
coinvolgimento di altre conoscenze, non strettamente specifiche della
disciplina: sensibilità linguistica, cultura generale, sensibilità
interpretativa, capacità di reinterpretare, riprodurre in modo fluido e
naturale nella propria lingua il contenuto di un testo redatto in un'altra
lingua.
La partecipazione al concorso per giovani traduttori permette di mettere
alla prova le proprie conoscenze ed è un modo per ampliare la valutazione di se
stessi non solo legata alle materie accademiche. Per questo motivo l'esperienza
è stata giudicata particolarmente positiva dagli insegnanti e dagli
studenti.
Alice Prussiani, una ragazza snella dai lunghi capelli neri e dai vivaci
occhi scuri, ha raccontato la sua visita-premio a Bruxelles. è stato
interessante incontrare i suoi coetanei vincitori degli altri Stati membri e
conoscere la Commissaria per il multilinguismo, Androulla Vassiliou, ed anche
osservare come lavorano i traduttori della Direzione generale della Traduzione:
Purtroppo però nonostante il successo ottenuto Alice non sembra intenzionata a
seguire la strada professionale della traduzione, preferendo invece in futuro
occuparsi di statistica.
Un talento in meno per la traduzione? Forse, ma soprattutto una ragazza che
si è messa alla prova e si è arricchita di una nuova esperienza.
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