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"Le industrie culturali e creative dell'Europa non
sono soltanto essenziali per assicurare la diversità culturale del nostro
continente, esse sono anche uno dei nostri settori economici più dinamici e
sono chiamate a svolgere un ruolo importante per aiutare l'Europa ad uscire
dalla crisi" ha affermato Androulla Vassiliou, commissario europeo
responsabile per l'Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la
gioventù.
Il commissario ha lanciato la consultazione pubblica in
occasione di una conferenza stampa a Bruxelles con la partecipazione di Peter
Dundas, direttore creativo di Emilio Pucci, uno dei più antichi marchi di lusso
italiani.
"Plaudo alla pubblicazione del Libro
verde della Commissione europea poiché questo evidenzia il ruolo centrale
svolto dall'industria creativa e artistica quale volano della crescita
economica europea"ha affermato il signor
Dundas.
Il settore, che comprende le arti dello
spettacolo, le arti plastiche e visive, il patrimonio culturale, il cinema, la
televisione e la radio, la musica, l'editoria, i videogiochi, i nuovi media,
l'architettura, la moda e la pubblicità, offre posti di lavoro qualitativamente
validi a 5 milioni di persone nell'UE.
Ad esso corrisponde il 2,6% del PIL europeo – un risultato
superiore a quello di molte industrie manifatturiere. Le industrie creative e
culturali crescono inoltre a un ritmo più celere rispetto alla maggior parte
degli altri settori economici.
La digitalizzazione e la globalizzazione
aprono nuove opportunità sul mercato, in particolare per le piccole imprese. Ma
queste imprese si trovano spesso ad affrontare ostacoli per realizzare appieno
le loro potenzialità. La consultazione pubblica incoraggerà gli interessati a
riflettere su quesiti quali:
Come possiamo agevolare l'accesso ai
finanziamenti per le piccole imprese e le microimprese il cui unico capitale è
costituito dalla loro creatività? In che modo l'UE può assicurare il giusto mix
di creatività e di capacità manageriali in questi settori? Come possiamo
incoraggiare l'innovazione e la sperimentazione, compreso un più ampio uso
delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione?
Le industrie culturali e creative
contribuiscono anche alla competitività e alla coesione sociale delle nostre
città e regioni. Capitali europee della Cultura quali Lilla, Liverpool ed altre
dimostrano come l'investimento in questo settore serve a creare posti di lavoro
e contribuisce a trasformare l'immagine delle città. Anche se si sviluppano in
primo luogo a livello locale e regionale, le industrie culturali e creative
possono raggiungere un pubblico globale dando lustro all'Europa in tutto il
mondo. Un aiuto al loro contesto locale e regionale può rappresentare per loro
un trampolino di lancio per ottenere un successo su scala globale.
Le industrie culturali e creative possono
anche avere ricadute benefiche su un'ampia gamma di altre imprese e sulla
società nel suo insieme. I designer, ad esempio, sono diventati via via figure
essenziali della dirigenza di molte grandi imprese.
La consultazione pubblica lanciata dal
Libro verde durerà fino alla fine di luglio.
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