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Educazione e assistenza alla prima infanzia
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17/02/2009

La Commissione europea ha presentato oggi un nuovo studio dedicato all'istruzione  e all'assistenza fornite ai bambini in età prescolare in Europa e alle misure adottate per favorire la partecipazione dei gruppi sociali più svantaggiati.

    Educazione e assistenza alla prima infanzia

     

    Lo studio, che esamina le politiche nazionali di trenta paesi, verte sulle modalità organizzative dell'educazione e dell'assistenza alla prima infanzia in Europa, sui vantaggi offerti dai diversi sistemi e sugli interventi necessari per rendere più efficace l'istruzione e l'assistenza ai più piccoli.

    Condotto da Eurydice, la rete d'informazione sull'istruzione in Europa, lo studio rientra nelle verifiche annunciate dalla comunicazione della Commissione del 2006 intitolata "Equità ed efficacia dei sistemi europei d'istruzione e di formazione". Lo studio ha esaminato i sistemi scolastici degli Stati membri più Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

    Principale conclusione: in Europa l'87% dei bambini di quattro anni frequenta un istituto prescolastico

    La Commissione europea ha recentemente proposto un nuovo obiettivo per l'Europa, vale a dire raggiungere la soglia del 90% di bambini di quattro anni che frequentano una scuola materna entro il 2020. Nel 2006, in media, l'87% dei bambini di quest'età seguiva già una forma d'insegnamento prescolastico. Tutti i paesi dell'Europa propongono ai bambini programmi educativi prima dell'inizio della scolarità obbligatoria, ma esistono grandi differenze tra i paesi, ed anche tra regioni, con riferimento all'età d'ammissione, al tasso di partecipazione e al tipo d'istruzione e di assistenza disponibili.

    La situazione attuale: la scelta tra due grandi modelli

    In Europa, esistono due grandi modelli organizzativi dell'offerta di insegnamento e di servizi prescolari:

    -       una struttura unica per tutti i bambini in età prescolare (modello integrato). Gli insegnanti possiedono le stesse qualifiche e sono inquadrati nel medesimo livello retributivo indipendentemente dall'età dei bambini di cui si occupano. Così avviene in Finlandia, Islanda, Lettonia, Norvegia, Slovenia e Svezia;

    -       strutture distinte secondo il gruppo d'età, tipicamente, la distinzione avviene per i bambini da 0 a 3 anni, da un lato, dai 3 ai 6 anni dall'altro. Le qualifiche del personale, i criteri qualitativi e il finanziamento sono diversi nei due livelli. Questo modello è più diffuso in Europa.

    In alcuni paesi, i due modelli coesistono (Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Spagna). Il Regno Unito sta attuando alcune disposizioni unitarie anche per i bambini di età prescolare.

    Politiche per i bambini svantaggiati: accesso e qualità per tutti?

    La combinazione di molti fattori sociali, culturali ed economici può comportare un grave rischio di insuccesso scolastico per i bambini. È tuttavia la povertà il fattore che incide maggiormente. In Europa, quasi una famiglia su sei con un figlio di età inferiore ai 6 anni vive al limite della soglia di  povertà. La situazione è particolarmente preoccupante in Estonia, Italia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo e nel Regno Unito.

    Un insegnamento prescolare di qualità porta con sé grandi vantaggi: offre a tutti i bambini una buona base per l'istruzione e la formazione lungo tutto l'arco della vita e contribuisce a ridurre il divario educativo per i bambini a rischio. Sembra tuttavia che i bambini provenienti da minoranze etniche che vivono in famiglie svantaggiate e i figli di famiglie monoparentali frequentino meno di tutti i programmi d'istruzione e beneficino meno delle forme di assistenza offerte alla prima infanzia.

    Garantire norme di qualità elevate e un finanziamento adeguato

    Gli elementi più importanti per garantire un'istruzione e un'assistenza di qualità sono:

    -       un ottimale rapporto bambino/adulto

    -       una formazione di qualità per gli insegnanti (insegnamento superiore)

    -       la partecipazione dei genitori.

    Generalmente il finanziamento è garantito dagli enti locali, dalle rette dei genitori e da un contributo dell'amministrazione centrale, con differenze significative tra paesi. Tranne che nei paesi che garantiscono un diritto universale all'educazione e all'assistenza alla prima infanzia (Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia, Spagna e Slovenia), esiste in Europa un evidente deficit nell'ambito delle cure offerte ai più piccoli. Per questo motivo, nella maggior parte dei paesi contemplati dallo studio, garantire un posto a tutti i bambini e fornire loro un'assistenza di qualità richiederebbe un considerevole finanziamento supplementare da parte delle autorità pubbliche. E tuttavia, i dati disponibili indicano che questo è il settore più importante nel quale occorre investire risorse limitate se si vogliono organizzare sistemi d'istruzione equi ed efficaci.

     

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    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina