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L’iniziativa è stata battezzata durante il settennato al Quirinale di Carlo Azeglio Ciampi e, da allora, è diventata una tradizione irrinunciabile. Da quattro anni la Rappresentanza in Italia della Commissione europea festeggia la Giornata dell’Europa del 9 maggio al Quirinale, alla presenza del Capo dello Stato, premiando gli studenti vincitori di “Europa alla lavagna”, il concorso bandito dalla Rappresentanza che premia ogni anno i migliori siti Internet sull’Unione europea realizzati da allievi delle scuole superiori. A ricordarlo è stato Pier Virgilio Dastoli, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, che, dando il via alla cerimonia nella suntuosa sala dei Corazzieri, ha salutato gli oltre 200 studenti rappresentanti di 15 scuole italiane che hanno partecipato all’edizione 2008 di “Europa alla lavagna”. Quest’anno in platea vi erano anche i giovani vincitori di “Viaggio in Europa”, il concorso, realizzato dalla Rappresentanza in collaborazione con l’E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace, che ha premiato i migliori elaborati e disegni sul tema della ricchezza e varietà culturale dell’Europa.
Presenti alla manifestazione il commissario europeo per il multilinguismo, Leonard Orban, e l’ex ministro dell’Interno, Giuliano Amato.
“Secondo tradizione – ha affermato il direttore Dastoli – celebriamo l’atto di nascita del processo d’integrazione simbolicamente rappresentato dalla dichiarazione letta a Parigi il 9 maggio 1950 dal ministro degli Esteri francese Schuman ma, di fatto, scritta da Jean Monnet, uno dei padri dell’Europa”.
Il direttore Dastoli ha rievocato il valore di uomini come Altiero Spinelli, padre fondatore dell’Europa unita, che, nel vivo delle devastazioni della seconda guerra mondiale, preconizzava che nel Vecchio Continente vi sarebbe stata la pace soltanto se gli Stati nazionali avessero superato le antiche rivalità.
Oggi l’Europa è una realtà che, dopo l’ingresso di Romania e Bulgaria nel 2007, abbraccia 27 Paesi. Dastoli ha sottolineato la ricchezza del nostro patrimonio culturale, di gran lunga superiore alla paura irrazionale della perdita d’identità che, talvolta, emerge tra i cittadini europei. “Pensiamo – ha scandito il direttore – agli alti costi politici, economici, sociali e culturali di una piccola Europa chiusa in sé stessa al fine di alzare improbabili barriere protezioniste a difesa di inesistenti interessi nazionali”. Solo un’Europa unita, ha concluso il direttore, sarà capace di affrontare sfide difficili come quelle dell’inquinamento ambientale, dell’approvvigionamento energetico, della crisi economica, della criminalità organizzata e del terrorismo internazionale.
Sull’importanza del multilinguismo e sulla necessità di apprendere almeno due lingue straniere sin dall’infanzia si è soffermato il commissario europeo Orban che, per l’occasione, ha letto il suo discorso in italiano. “L’Unione europea – ha ricordato il commissario romeno – incoraggia i cittadini ad apprendere le lingue straniere, sottolineando il valore aggiunto del multilinguismo non solo quale strumento di comunicazione e conoscenza, ma anche quale strumento indispensabile per creare un’economia dinamica e competitiva”. “L’Unione europea – ha continuato il commissario – presta particolare attenzione proprio al mondo della scuola, in quanto luogo privilegiato per trasmettere ai cittadini conoscenze e valori”.
“Quando avevo 18 anni la Comunità europea ancora non era nata”, è stata la risposta dell’ex ministro dell’Interno Giuliano Amato ad una studentessa che gli aveva domandato come immaginava l’Europa da ragazzo. Sulla soglia dei suoi primi 70 anni, Giuliano Amato si è lasciato andare alle speranze suscitate dalla nascita di un’Europa economicamente coesa come risposta politica contro la guerra, per tagliare le unghie alle sovranità nazionali che avevano sconquassato il Vecchio Continente e per creare un sentimento comune di appartenenza europea.
“L’Europa – ha spiegato il professore – ha qualcosa di politico dentro di sé; 50 anni fa nessuno della mia generazione sapeva cosa sarebbe diventata. Di certo non è nata come un’entità geografica”.
A chi gli chiedeva una valutazione sul trattato di Lisbona, che ha sostituito la sfortunata costituzione europea, l’ex vicepresidente della Convenzione europea ha ammesso che, forse, quella costituzione non era al passo con il sentimento di tutti gli europei: “In effetti abbiamo esagerato a chiamarla costituzione, perché le costituzioni sono atti solenni in cui i popoli definiscono l’insieme dei diritti e doveri con i quali vogliono vivere e, quella europea, doveva essere l’ultima tappa di un cammino. Assistiamo – ha continuato Amato – ad un processo lento di fusione delle nostre identità. Quella europea è vissuta in modo diverso. Parliamo di una realtà che tutti conosciamo ma che non sentiamo allo stesso modo. La costituzione europea provocò reazioni opposte in Paesi diversi. Il francese la voleva più francese, l’inglese più inglese. Insomma, era bella ma troppo impegnativa. Il trattato di Lisbona ne salva i congegni istituzionali.”
Dopo essersi soffermato sugli aspetti istituzionali, Amato ha infine richiamato l’unicità del patrimonio di valori che fa dell’Europa un soggetto politico imbattibile nella difesa dei diritti della persona: “Se oggi gli Stati Uniti d’America chiedessero di entrare nell’Unione europea – ma non credo che lo vogliano –, dovremmo dirgli di no perché da loro è in vigore la pena di morte”.
Tra i giovani seduti in prima fila c’è un ragazzo che applaude più forte degli altri alla fine della cerimonia. È il più contento di tutti e forse, più dei suoi coetanei, assapora il gusto profondo di una vittoria che va al di là delle premiazioni e dei riconoscimenti formali. Vincenzo De Matteis, che da 13 anni è rinchiuso nella Casa Circondariale di Larino, ha realizzato, insieme ai suoi compagni dell’istituto penitenziario, il lavoro più originale presentato al concorso “Viaggio in Europa”. “Io vengo da una realtà diversa da quella degli altri ragazzi – ci dice con un filo di voce spezzata dall’emozione –. Aver vinto mi ha gratificato molto, ha gratificato la nostra insegnante. È stato importante confrontarsi con le altre scuole. Abbiamo elaborato un alfabetiere e io, in particolare, ho scritto delle poesie sulle nazioni. Per me l’Europa è qualcosa che ci unisce, che ci mette tutti insieme nel segno della pace e dell’armonia tra i popoli”.
Nicoletta Spina
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