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Telecomunicazioni: i cittadini e le imprese pagano il prezzo dell'applicazione disomogenea delle norme UE.
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25/05/2010

L’applicazione disomogenea delle norme europee in materia di telecomunicazioni impedisce ai consumatori, alle imprese e all’economia europea nel suo complesso di godere pienamente dei benefici economici di un mercato delle telecomunicazioni esteso a tutta l’UE veramente unico e competitivo: è questa la conclusione della relazione annuale della Commissione sui mercati europei delle comunicazioni elettroniche. I mercati degli Stati membri, pur essendo diventati più competitivi, restano di dimensioni nazionali. Il livello di concorrenza, inoltre, varia nettamente da uno Stato membro all’altro. Anche se il settore europeo delle telecomunicazioni ha resistito alla tempesta finanziaria del 2009 (crescita pari allo 0%, a fronte di un declino economico in tutta l’Unione del 4,2%), gli elementi essenziali per una crescita futura sono un’applicazione uniforme delle norme esistenti e investimenti in servizi innovativi. Nell’agenda digitale europea, una delle iniziative faro della strategia “Europa 2020”, la Commissione invita l’industria delle telecomunicazioni e i governi dell’UE a unire le forze per offrire a tutti i cittadini e alle imprese l’accesso a Internet ad alta velocità e servizi di comunicazione interattivi.

    Telecomunicazioni: i cittadini e le imprese pagano il prezzo dell'applicazione disomogenea delle norme UE.

    Neelie Kroe, la commissaria europea responsabile per l’agenda digitale, ha dichiarato: “La rapida crescita della banda larga mobile e un accesso a Internet meno costoso sono elementi positivi per i consumatori in questi tempi di difficoltà economiche. È invece deludente constatare i limitati progressi compiuti per la realizzazione di un vero mercato unico. Gli Stati membri devono impegnarsi maggiormente per assicurare che le norme del settore delle telecomunicazioni siano attuate correttamente e che siano effettuati i necessari investimenti in servizi innovativi a vantaggio di tutti i 500 milioni di consumatori europei.”

    Il mercato delle telecomunicazioni ha resistito alla crisi economica

    Nel 2009 il mercato europeo delle telecomunicazioni ha registrato una crescita zero, che rappresenta tuttavia un andamento favorevole rispetto al declino economico generale del 4,2%. Il potenziamento dei servizi innovativi a rapida crescita, come i servizi mobili di trasmissione dati, potrebbe incrementare lo sviluppo futuro del settore. Tuttavia l’attuazione non uniforme della vigente normativa UE frammenta i mercati delle telecomunicazioni a livello nazionale, negando così alle imprese l’accesso a un vero mercato unico.

    L’utilizzo di Internet ad alta velocità è in crescita

    Nel gennaio 2010 l’utilizzo medio pro capite della banda larga fissa nell’UE ha raggiunto il 24,8%, equivalente a oltre 123 milioni di linee. La Danimarca e i Paesi Bassi sono leader mondiali nel settore della banda larga, con quasi il 40% della popolazione che utilizza un accesso a Internet a banda larga. L’utilizzo della banda larga mobile nell’UE è quasi raddoppiato da gennaio 2009 a gennaio 2010, passando al 5,2%. La Finlandia, il Portogallo e l’Austria avevano tassi di penetrazione superiori al 15%.

    L’aumento della domanda di Internet a banda larga mobile comporterà un aumento della pressione sullo spettro radio. Sarà necessaria una maggiore capacità per soddisfare le esigenze del traffico di dati in aumento.

    L’agenda digitale prevede misure specifiche finalizzate a rendere disponibile la copertura con banda larga per tutti i cittadini europei entro il 2013. Essa prevede un programma in materia di spettro radio inteso a garantire che le frequenze radio liberate grazie al passaggio dalla diffusione analogica a quella digitale (il cosiddetto “dividendo digitale”) siano disponibili per nuovi servizi, compresa la banda larga mobile.

    Calo dei prezzi per i consumatori

    Nel 2009 i prezzi dei collegamenti a Internet sono diminuiti grazie alle offerte forfettarie e all’aumento della velocità della banda larga. Per le chiamate vocali su cellulare i consumatori dell’UE hanno pagato il 7% in meno rispetto al 2008, con un calo del prezzo medio al minuto da 14 a 13 centesimi di euro. I consumatori potevano cambiare operatore mantenendo il numero di telefono più velocemente di prima. Nel 2009 per questo passaggio erano necessari in media 4,1 giorni per un numero di cellulare e 6,5 giorni per un numero fisso a fronte, rispettivamente, di 8,5 e 7,5 giorni nel 2008. Nonostante i progressi realizzati, sono necessari ulteriori sforzi per raggiungere l’obiettivo di un giorno indicato nelle norme UE in materia di telecomunicazioni pubblicate nel 2009.

     

     

    L’applicazione disomogenea della normativa ostacola il mercato unico

    Permangono forti differenze di prezzo da uno Stato membro all’altro, sia al dettaglio sia all’ingrosso. Negli Stati membri con le tariffe mobili più alte il costo al dettaglio di una chiamata è varie volte più elevato rispetto a quello degli Stati membri con le tariffe più economiche, ad esempio 4 centesimi al minuto in Lettonia rispetto ai 24 centesimi di Malta.

    Questa situazione è dovuta in parte ai diversi approcci normativi seguiti dai vari Paesi dell’UE. I consumatori e le imprese devono ancora fare i conti con 27 mercati nazionali frammentati. Le autorità nazionali di regolamentazione delle telecomunicazioni spesso rinviano, anche di anni, l’applicazione delle norme UE. Ad esempio, sui mercati all’ingrosso della banda larga alcune autorità di regolamentazione nazionali controllano le reti in fibra ottica degli operatori storici, mentre altre limitano l’applicazione delle norme alla vecchia tecnologia basata sui fili di rame. La regolamentazione dei mercati all’ingrosso della banda larga definisce il quadro competitivo e determina così il prezzo e la qualità dei prodotti a banda larga disponibili per i consumatori e le imprese.

    È necessaria un’applicazione omogenea delle norme in materia di telecomunicazioni per favorire lo sviluppo di infrastrutture ad alta intensità di investimento quali le reti di accesso di nuova generazione (NGA). Come preannunciato nell’agenda digitale, entro l’anno la Commissione adotterà una raccomandazione sulle reti NGA.

    L’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC), recentemente istituito, assisterà la Commissione nel suo lavoro a favore del superamento delle divergenze restanti e dell’applicazione omogenea delle norme UE da parte degli Stati membri.

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    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina