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I risultati sottolineano l'esigenza di investire in strumenti per la traduzione online, per consentire agli internauti europei privi di competenze linguistiche di potere ugualmente reperire informazioni o prodotti online. Attualmente la Commissione europea gestisce 30 diversi progetti di ricerca incentrati sull'interfaccia linguistica e il contenuto digitale, finanziati con 67 milioni di euro, mentre ai nuovi progetti presentati quest'anno saranno assegnati 50 milioni di euro supplementari. Uno degli obiettivi dell'Agenda europea per il digitale è garantire a tutti i cittadini una maggiore accessibilità ai contenuti della rete.
Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile dell’Agenda digitale, ha dichiarato: "Se vogliamo davvero che tutti i cittadini europei possano accedere al digitale, dobbiamo essere certi che possano comprendere i contenuti che cercano sul web. Stiamo sviluppando nuove tecnologie in grado di aiutare le persone che non capiscono una lingua straniera".
Nella rete è possibile trovare ogni sorta di contenuti di qualità, ma a causa delle diverse competenze linguistiche non tutti possono usufruirne equamente. Dal sondaggio di Eurobarometro emerge che nei 23 Stati membri UE circa la metà degli internauti quando naviga in rete usa una lingua diversa dalla propria lingua materna. Questo dato nasconde però importanti variazioni: se infatti tra il 90% e il 93% dei greci, degli sloveni, dei lussemburghesi, dei maltesi e dei ciprioti si avvale di altre lingue durante la navigazione, solo il 9% dei cittadini britannici, l'11% degli irlandesi, il 23% dei cechi e il 25% degli italiani ha dichiarato di fare lo stesso.
L'inglese, lingua franca della rete
Il sondaggio conferma che l'inglese è la lingua più usata quando si tratta di leggere e fruire di contenuti in rete in una lingua diversa dalla propria: nell'UE quasi la metà degli internauti, ossia il 48%, usa infatti la lingua di Albione almeno occasionalmente, mentre lo spagnolo, il tedesco e il francese sono utilizzati dal 4-6% degli utenti. Anche in questo caso la realtà negli Stati membri è estremamente varia: il 90% degli utilizzatori di internet a Cipro, il 97% a Malta e l'85% in Grecia e Svezia consulta siti in inglese se le informazioni non sono disponibili nella loro lingua, mentre solo il 35% degli italiani, il 45% dei lettoni, il 47% dei rumeni e il 50% dei francesi fa la stessa cosa. I lussemburghesi preferiscono invece usare il francese (67%) e il tedesco (63%), mentre solo il 55% opta per l'inglese. Nel Regno Unito e in Irlanda, dove pochi internauti hanno affermato di usare una seconda lingua, il francese risulta la lingua straniera più usata per leggere e consultare contenuti in rete, rispettivamente nel 9% e 7% dei casi. Oltre che in Italia, l'italiano è usato per leggere contenuti su internet soprattutto dai belgi (28,6%), dai lussemburghesi (23,1%), dai maltesi (17,1%), dai tedeschi (16,7%) e dagli svedesi (16,7%).
Motivi per cambiare lingua
La maggior parte delle persone ricorre a un'altra lingua per cercare informazioni (81%), ma il 62% se ne avvale nelle relazioni sociali, solitamente per comunicare online con gli amici o per motivi professionali (52%).
Ben il 44% dei partecipanti ritiene di non reperire informazioni importanti perché le pagine web sono in una lingua a loro non comprensibile: in questo caso il dato dell'Italia (46%) è praticamente in linea con la media europea, mentre è invece assai elevato nel caso dei greci (60%), degli spagnoli (58%) e dei portoghesi (56%).
Acquisti online
Gli acquisti online sono un'occasione in cui gli internauti preferiscono usare la propria lingua. Solo il 18% degli utenti di internet nell'UE effettua frequentemente o sempre acquisti in rete in una lingua diversa; il 42% dichiara di non acquistare mai in una lingua diversa dalla propria. Usa le lingue straniere per gli acquisti in rete il 61% degli uomini, mentre le donne si attestano al 51%.
Supporto per maggiore diversità e apertura
Ben l'88% degli intervistati ritiene che tutti i siti web prodotti nel proprio paese dovrebbero usare le lingue nazionali ufficiali; d'altro canto, l'81% pensa che tali siti web dovrebbero però presentare anche versioni in altre lingue.
Attività di ricerca e sviluppo
La Commissione gestisce trenta progetti di ricerca e innovazione volti a promuovere le tecnologie del linguaggio destinate ad aiutare gli utenti di internet ad accedere alle informazioni in altre lingue. Ad esempio il progetto iTRANSLATE4 sta sviluppando il primo portale internet che offre accesso a traduzioni online gratis fra oltre 50 lingue europee e mondiali, consentendo inoltre agli utenti di confrontare i diversi risultati delle traduzioni ottenuti con gli strumenti più noti, quali Google, Bing, Systran, Trident o Linguatec. Il contributo dell'UE a questo progetto è pari a due milioni di euro.
Per ottenere ulteriori progressi nelle tecnologie del linguaggio è necessaria un'ampia collaborazione, basata su un dialogo continuo fra industria, ricercatori, settore pubblico e cittadini. Il progetto META-NET, finanziato dall'UE con 6 milioni di euro, sta sviluppando un'alleanza tecnologica per un'Europa plurilingue e annovera già oltre 200 membri.
Contesto
La prima indagine Eurobarometro dal titolo "Le preferenze linguistiche degli internauti" è stata condotta nel gennaio 2011. Il campione è composto da 500 utilizzatori di internet in ciascuno Stato membro. Sono stati intervistati complessivamente 13 500 partecipanti.
Le tecnologie del linguaggio sono impiegate in un'ampia gamma di applicazioni quali gli strumenti di traduzione automatica, svariati tipi di sistemi di dialogo, motori di ricerca web sofisticati, la ricerca automatica e la sintesi di informazioni, ecc. Tali tecnologie dispongono del potenziale per rendere accessibile e fruibile a tutti il contenuto online, riducendo i costi per le aziende grazie a un'accresciuta efficienza di talune fasi del lavoro e aiutando a creare il mercato digitale europeo.
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