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Il commissario UE Tajani: faremo il possibile per contrastare la deindustrializzazione in Sardegna
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31/08/2012


«Le istituzioni europee seguono da vicino la situazione della Carbosulcis e faranno quello che sarà possibile nel rispetto delle regole comunitarie per contrastare il rischio di deindustrializzazione della Sardegna» - lo ha detto alla stampa il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani dopo aver incontrato presso la Rappresentanza italiana della Commissione a Roma il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci.

    Il commissario UE Tajani: faremo il possibile per contrastare la deindustrializzazione in Sardegna

    L'incontro è stato incentrato sulla difficile situazione dell’impianto di estrazione carbonifera italiano, che rischia la chiusura a giorni e dove i minatori si sono barricati nella miniera a 373 metri di profondità, chiedendo alle istituzioni una soluzione per le centinaia di lavoratori coinvolti. Tuttavia la situazione resta complicata e gli ostacoli non mancano.

    «Bisogna innanzitutto valutare la compatibilità tra eventuali interventi a favore della Carbosulcis e la normativa europea che regola gli aiuti di stato alle aziende. Oltre alla possibilità di rilocazione dei fondi strutturali assegnati alla regione, una delle speranze concrete è l’avvio di un progetto pilota, attualmente sotto esame, di riqualificazione della miniera, volto a ridurre le emissioni inquinanti e di CO2 frutto dell’estrazione del carbone» ha spiegato Tajani.

    Tale progetto pilota potrebbe concorrere per l'assegnamento di fondi nel quadro di un bando del valore di oltre 800 milioni di euro, destinati a progetti innovativi in materia di stoccaggio e riduzione delle emissioni di CO2. Negli ultimi decenni il settore dell’estrazione mineraria ha subito radicali cambiamenti e, come sottolinea il vicepresidente della Commissione,  «sarebbe inutile salvare l’impianto con logiche industriali del secolo scorso: ormai il futuro dell’energia è nella green economy». L’area del Sulcis pullula di cosiddette imprese “energivore” e fino ad oggi la presenza della miniera Carbosulcis ha evitato il rischio concreto di una deindustrializzazione: è dunque fondamentale trovare una soluzione energetica alternativa.

    Il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci ha dichiarato:  «La situazione difficile non riguarda solo i minatori, ma anche le migliaia di persone che lavorano nelle imprese dell’area del Sulcis, alle quali vanno garantiti costi energetici contenuti, altrimenti il sistema non reggerà». In Sardegna l’energia costa alle aziende mediamente il 10% in più rispetto ai territori non insulari: di qui l'importanza di operare al meglio per diminuirne il prezzo.  «Purtroppo il costo attuale dell’energia rende la Sardegna poco competitiva e debole nell’attrarre nuove imprese – ha sottolineato il governatore Cappellacci - questa situazione deve cambiare, bisogna applicare anche nell’isola logiche industriali moderne».

    Ultimo aggiornamento: 31/08/2012  |Inizio pagina