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Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, Commissario
responsabile per imprese e industria, ha dichiarato: “Il lavoro va retribuito
tempestivamente. Questo è un principio fondamentale di correttezza, che però
svolge anche un ruolo d’importanza cruciale ai fini della solidità di
un’impresa, delle sue disponibilità finanziarie e del suo accesso a credito e
finanziamenti. Di conseguenza la nuova direttiva gioverà all’intera economia
europea.”
In base alle nuove disposizioni della direttiva:
- gli enti pubblici devono pagare entro 30 giorni (o - solo in circostanze
del tutto eccezionali - entro 60 giorni) i beni ed i servizi che hanno
acquistato dalle imprese.
- le imprese devono regolare le fatture entro 60 giorni, a meno che non
abbiano espressamente concordato altrimenti e ciò non costituisca una
condizione manifestamente iniqua.
- le imprese hanno il diritto di esigere il pagamento degli interessi
di mora e di ottenere altresì un importo fisso minimo di €40 a titolo
d’indennizzo dei costi di recupero del credito. Esse potranno comunque esigere
anche il rimborso di tutti i costi ragionevoli incorsi a tal fine.
- il tasso di legge applicabile agli interessi di mora viene aumentato e
portato ad almeno 8 punti percentuali al disopra di quello di
riferimento della Banca centrale europea. Non è consentito agli enti pubblici
fissare tassi inferiori per gli interessi di mora.
- per le imprese diventa più facile contestare in tribunale termini e
pratiche manifestamente inique.
- viene garantita una maggiore trasparenza: gli Stati membri saranno
infatti tenuti a pubblicare i tassi applicabili agli interessi di mora,
rendendoli così più accessibili per le imprese.
- gli Stati membri vengono incoraggiati a redigere codici di pagamento
rapido
- gli Stati membri hanno la facoltà di mantenere o adottare leggi e
regolamenti contenenti disposizioni più favorevoli ai creditori rispetto a
quelle stabilite dalla direttiva.
La prossima tappa
La direttiva deve essere recepita negli ordinamenti nazionali entro 24 mesi
dalla sua adozione.
Coso sono i ritardi di pagamento?
I ritardi di pagamento sono una pratica diffusa in gran parte del mondo
moderno, e l'UE non fa eccezione. Si tratta di una delle piaghe dell'economia
europea, all'origine di un fallimento su quattro e, secondo le stime, della
perdita di 450 000 posti di lavoro all'anno. Le piccole imprese sono le
più vulnerabili, perché solo la puntualità dei pagamenti può permettere loro di
mantenere sufficienti disponibilità di cassa, specie ora che le banche sono
restie a concedere crediti.
Tra coloro che conoscono meglio il problema sono sicuramente i beneficiari
di commesse pubbliche perché, quando si tratta di pagare le fatture in ritardo,
le amministrazioni pubbliche sono particolarmente solerti.
In risposta alle crescenti proteste, la Commissione ha presentato norme che
introducono penali più onerose in caso di ritardi di pagamento.
Secondo la proposta di direttiva, le amministrazioni e gli enti pubblici
dovrebbero versare una penale del 5% per le fatture non pagate entro 30 giorni,
oltre agli interessi sulla somma dovuta e al risarcimento delle spese di
riscossione sostenute dalle imprese.
Le stesse regole varrebbero per le imprese private che pagano in ritardo, le
quali sarebbero però esentate dalla penale.
Una rapida approvazione della direttiva potrebbe facilitare l'uscita dalla
recessione e stimolare l'integrazione delle economie dell'UE. I lunghi ritardi
di pagamento dissuadono le imprese dall'operare in altri paesi, frenando la
crescita e la competitività.
Secondo una indagine tra le imprese europee, nel 2008 le amministrazioni
pubbliche hanno pagato le loro fatture, in media, dopo 65 giorni, con circa 10
giorni di ritardo rispetto al settore privato. Ma le medie nazionali sono molto
diverse, e in alcuni paesi le fatture vengono saldate dopo più di tre mesi.
Da parte sua la Commissione ha annunciato che accelererà il pagamento della
prima rata delle sovvenzioni e dei contratti dell'UE e renderà più rapide le
procedure di appalto, ad esempio standardizzando i bandi di gara e
anticipandone la pubblicazione.
Il Mediatore europeo ha invitato la Commissione a rendere conto dei suoi
sforzi per affrontare il problema. Nel 2007 oltre il 20% dei pagamenti è
avvenuto in ritardo.
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