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Approvata dal Parlamento la Direttiva sui ritardi di pagamento
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20/10/2010

Soddisfazione della Commissione per l’approvazione di questa normativa importantissima per le imprese europee

Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani ha espresso soddisfazione per l'odierno voto del Parlamento europeo a favore di una nuova direttiva finalizzata a lottare contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. L'assemblea di Strasburgo ha approvato oggi con 612 voti favorevoli e soli 12 contrari (21 gli astenuti) la proposta della Commissione che avrà un impatto cruciale sull'economia europea. La direttiva tutelerà meglio gli interessi dei creditori - nella maggior parte dei casi si tratta di piccole e medie imprese - pur nel pieno rispetto dell’autonomia contrattuale. Gli enti pubblici saranno tenuti a pagare entro 30 giorni, altrimenti pagheranno interessi di mora al tasso dell’8%. Si prevede che grazie a questo provvedimento le imprese vedranno aumentare di 180 miliardi di euro la liquidità a loro disposizione.

    Approvata dal Parlamento la Direttiva sui ritardi di pagamento

    Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, Commissario responsabile per imprese e industria, ha dichiarato: “Il lavoro va retribuito tempestivamente. Questo è un principio fondamentale di correttezza, che però svolge anche un ruolo d’importanza cruciale ai fini della solidità di un’impresa, delle sue disponibilità finanziarie e del suo accesso a credito e finanziamenti. Di conseguenza la nuova direttiva gioverà all’intera economia europea.”

    In base alle nuove disposizioni della direttiva:

    • gli enti pubblici devono pagare entro 30 giorni (o - solo in circostanze del tutto eccezionali - entro 60 giorni) i beni ed i servizi che hanno acquistato dalle imprese.
    • le imprese devono regolare le fatture entro 60 giorni, a meno che non abbiano espressamente concordato altrimenti e ciò non costituisca una condizione manifestamente iniqua.  
    • le imprese hanno il diritto di  esigere il pagamento degli interessi di mora  e di ottenere altresì un importo fisso minimo di €40 a titolo d’indennizzo dei costi di recupero del credito. Esse potranno comunque esigere anche il rimborso di tutti i costi ragionevoli incorsi a tal fine.
    • il tasso di legge applicabile agli interessi di mora viene aumentato e portato ad  almeno 8 punti percentuali  al disopra di quello di riferimento della Banca centrale europea. Non è consentito agli enti pubblici fissare tassi inferiori per gli interessi di mora.
    • per le imprese diventa più facile contestare in tribunale termini e pratiche manifestamente inique.
    • viene garantita una maggiore trasparenza: gli Stati membri  saranno infatti tenuti a pubblicare i tassi applicabili agli interessi di mora, rendendoli così più accessibili per le imprese.
    • gli Stati membri vengono incoraggiati a redigere codici di pagamento rapido
    • gli Stati membri hanno la facoltà di mantenere o adottare leggi e regolamenti contenenti disposizioni più favorevoli ai creditori rispetto a quelle stabilite dalla direttiva.

     

    La prossima tappa

    La direttiva deve essere recepita negli ordinamenti nazionali entro 24 mesi dalla sua adozione.

     

    Coso sono i ritardi di pagamento?

    I ritardi di pagamento sono una pratica diffusa in gran parte del mondo moderno, e l'UE non fa eccezione. Si tratta di una delle piaghe dell'economia europea, all'origine di un fallimento su quattro e, secondo le stime, della perdita di 450 000 posti di lavoro all'anno. Le piccole imprese sono le più vulnerabili, perché solo la puntualità dei pagamenti può permettere loro di mantenere sufficienti disponibilità di cassa, specie ora che le banche sono restie a concedere crediti.

    Tra coloro che conoscono meglio il problema sono sicuramente i beneficiari di commesse pubbliche perché, quando si tratta di pagare le fatture in ritardo, le amministrazioni pubbliche sono particolarmente solerti.

    In risposta alle crescenti proteste, la Commissione ha presentato norme che introducono penali più onerose in caso di ritardi di pagamento.

    Secondo la proposta di direttiva, le amministrazioni e gli enti pubblici dovrebbero versare una penale del 5% per le fatture non pagate entro 30 giorni, oltre agli interessi sulla somma dovuta e al risarcimento delle spese di riscossione sostenute dalle imprese.

    Le stesse regole varrebbero per le imprese private che pagano in ritardo, le quali sarebbero però esentate dalla penale.

    Una rapida approvazione della direttiva potrebbe facilitare l'uscita dalla recessione e stimolare l'integrazione delle economie dell'UE. I lunghi ritardi di pagamento dissuadono le imprese dall'operare in altri paesi, frenando la crescita e la competitività.

    Secondo una indagine tra le imprese europee, nel 2008 le amministrazioni pubbliche hanno pagato le loro fatture, in media, dopo 65 giorni, con circa 10 giorni di ritardo rispetto al settore privato. Ma le medie nazionali sono molto diverse, e in alcuni paesi le fatture vengono saldate dopo più di tre mesi.

    Da parte sua la Commissione ha annunciato che accelererà il pagamento della prima rata delle sovvenzioni e dei contratti dell'UE e renderà più rapide le procedure di appalto, ad esempio standardizzando i bandi di gara e anticipandone la pubblicazione.

    Il Mediatore europeo ha invitato la Commissione a rendere conto dei suoi sforzi per affrontare il problema. Nel 2007 oltre il 20% dei pagamenti è avvenuto in ritardo.

     

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    Ultimo aggiornamento: 31/10/2010  |Inizio pagina