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Verso un settore europeo della difesa e della sicurezza più competitivo ed efficiente
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24/07/2013


Un'Europa più influente necessita di una politica estera e di sicurezza comune forte e attiva, che a sua volta richiede un settore della difesa e della sicurezza competitivo ed efficiente.

    Verso un settore europeo della difesa e della sicurezza più competitivo ed efficiente

    Le successive ondate di tagli ai bilanci della difesa e la persistente frammentazione dei mercati della difesa europei minacciano la capacità dell'Europa di mantenere una difesa efficace e un'industria della difesa competitiva. In tal modo viene anche messa a repentaglio la capacità dell'Europa di rispondere in modo autonomo ed efficace alle nuove sfide connesse alla sicurezza. È per questo motivo che la Commissione europea ha presentato oggi una comunicazione che comprende un piano d'azione volto a migliorare l'efficacia e la competitività del settore della sicurezza e della difesa in Europa. La comunicazione prevede misure per rafforzare il mercato interno della difesa al fine di promuovere una maggiore competitività dell'industria del settore e potenziare le sinergie tra ricerca civile e militare. Oltre a questi aspetti la comunicazione esamina anche opzioni in altri ambiti, quali l'energia, lo spazio e le capacità a duplice uso. La Commissione invita i capi di Stato e di governo a discutere la comunicazione in occasione del Consiglio europeo del dicembre 2013, insieme alla relazione elaborata dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. (MEMO/13/722)

    Il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha dichiarato: "Solo una politica di difesa comune ci consentirà, come è necessario, di far sentire il nostro peso sulla scena mondiale. Per sostenerla, dobbiamo rafforzare il settore della difesa e della sicurezza. In tempi di risorse limitate, la collaborazione è essenziale, così come è necessario far combaciare le ambizioni e le risorse per evitare la duplicazione dei programmi. È il momento di fare di più unendo le forze ed è anche il momento di scendere in campo e impegnarsi per una maggiore cooperazione nel settore della difesa. Questo è ciò che spero di vedere in occasione del Consiglio europeo di dicembre".

    Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l'Industria e l'imprenditoria, ha affermato: "L'industria europea della difesa e la sua base industriale, minate dall'assenza di nuovi programmi, si trovano a far fronte ad alcune gravi sfide. Se l'Europa vuole mantenere la capacità industriale necessaria a soddisfare le future esigenze in materia di capacità militari, e quindi sostenere un'adeguata politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), occorre un'iniziativa europea concertata. È chiaro inoltre che le strategie per affrontare le questioni industriali e di mercato avranno solo un impatto limitato in assenza di un accordo europeo sostanziale. È essenziale che l'industria europea della difesa continui ad essere un centro di riferimento a livello mondiale per la fabbricazione e l'innovazione, creando posti di lavoro altamente qualificati e promuovendo la crescita. Questo è l'obiettivo del piano che abbiamo presentato oggi".

    Michel Barnier, Commissario responsabile per il Mercato interno e i servizi, ha dichiarato: "L'Europa ha bisogno di un'adeguata politica di sicurezza e di difesa comune per garantire la propria sicurezza ed assumersi le proprie responsabilità nel mondo. Per rendere efficace tale politica, occorre anche rafforzare le nostre industrie e i nostri mercati della difesa. Soprattutto in un periodo di ristrettezze di bilancio questo richiede una maggiore cooperazione e integrazione al fine di diventare più efficienti. La difesa è ancora un settore della sovranità nazionale e gli Stati membri rivestono naturalmente un ruolo di guida in questo processo. Tuttavia, la Commissione può offrire un sostegno e mobilitare le proprie misure politiche per consolidare il settore. La comunicazione presentata lo illustra chiaramente. Costituirà un contributo importante al Consiglio europeo di dicembre e orienterà la nostra azione negli anni a venire".

    Catherine Ashton, alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza / Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: "L'UE ambisce a rivestire il ruolo di garante della sicurezza, nei paesi limitrofi e in tutto il mondo, sia per proteggere i propri interessi che per contribuire alla pace e alla sicurezza internazionali. Per poter raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno di capacità. E per conseguire le capacità, è essenziale una solida base industriale, anche in termini di posti di lavoro, crescita e innovazione. Il Consiglio europeo che si terrà a dicembre 2013 rappresenta un importante momento per discutere il futuro della sicurezza e della difesa in Europa, e la Commissione sta apportando un importante contributo a quella che dovrà essere una realizzazione collettiva tra gli Stati membri, il SEAE e l'Agenzia europea per la difesa."

    Perché occorre un'azione a livello dell'UE?

    È evidente che lo sviluppo e il mantenimento di tecnologie e capacità essenziali per il futuro superano la capacità di attuazione individuale degli Stati membri. Sebbene la difesa e la sicurezza restino primariamente di competenza nazionale, secondo la Commissione si può fare di più per promuovere la cooperazione europea.

    Questo è particolarmente importante in quanto l'attuale crisi colpisce duramente un'industria che è d'importanza strategica per tutta l'Europa. Si tratta inoltre di un settore industriale di primaria importanza, con un volume di affari pari a 96 miliardi di euro nel solo 2012, che dà lavoro a circa 400 000 persone e genera fino ad altri 960 000 posti di lavoro indiretti. Le sue attività di ricerca d'avanguardia hanno prodotto importanti effetti indiretti in altri settori, quali elettronica, spazio e aviazione civile oltre a generare crescita e migliaia di posti di lavoro altamente qualificati.

    Per promuovere la cooperazione e migliorare l'efficienza del settore, la Commissione intende prendere le seguenti iniziative:

    1. Realizzare il mercato interno della difesa e della sicurezza. Sulla base delle due direttive esistenti in materia di appalti pubblici nel settore della difesa e di trasferimenti di prodotti della difesa all'interno dell'UE (IP/07/1860), la Commissione intende anche affrontare le distorsioni del mercato e contribuire a migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento tra gli Stati membri.

    2. Rafforzare la competitività dell'industria europea. A questo fine la Commissione svilupperà una politica industriale della difesa basata su due assi principali:

    • sostegno alla competitività - anche elaborando "norme ibride" a vantaggio dei mercati della sicurezza e della difesa ed esaminando modalità per sviluppare un sistema europeo di certificazione per l'aeronavigabilità militare;

    • sostegno alle PMI - compreso lo sviluppo di un partenariato strategico europeo dei cluster per consentire collegamenti con altri cluster e sostenere le PMI legate alla difesa nel contesto della concorrenza globale.

    3. Sfruttare le sinergie civili-militari. È opportuno sfruttare il più possibile le sinergie civili-militari allo scopo di garantire la massima efficienza nell'utilizzo delle risorse dei contribuenti europei. In particolare,valutando la possibilità di capacità a duplice uso di proprietà dell'UE, che possono integrare le capacità nazionali in determinati ambiti della sicurezza diventando moltiplicatori di forza efficaci ed efficienti in termini di costi;

    • concentrando i propri sforzi sui possibili interscambi tra ricerca civile e militare e sul potenziale a doppio uso dello spazio;

    • aiutando le forze armate a ridurre il loro consumo di energia.

    4. Esplorare nuove vie. È opportuno portare avanti il dibattito strategico in Europa e preparare il terreno per una maggiore e più profonda cooperazione europea. In particolare,valutando la possibilità di capacità a duplice uso di proprietà dell'UE, che possono integrare le capacità nazionali in determinati ambiti della sicurezza diventando moltiplicatori di forza efficaci ed efficienti in termini di costi;

    • valutando la possibilità di capacità a duplice uso di proprietà dell'UE, che possono integrare le capacità nazionali in determinati ambiti della sicurezza diventando moltiplicatori di forza efficaci ed efficienti in termini di costi;

    • proponendo opzioni per sostenere la ricerca nell'ambito della PSDC nei settori in cui le capacità di difesa UE sono più necessarie.

    Contesto - Chi ne trarrà vantaggio e come?

    Gli Stati membri risparmieranno tempo e denaro attraverso una certificazione e norme europee, il sostegno ai cluster, la specializzazione dei ruoli, la ricerca e gli appalti congiunti, una maggiore efficienza energetica degli eserciti e l'uso efficiente delle infrastrutture spaziali.

    Le imprese europee legate alla difesa, comprese le PMI, trarranno benefici da: un migliore accesso ad altri mercati, all'interno o all'esterno dell'UE, economie di scala attraverso una maggiore standardizzazione e certificazione e un accesso più agevole ai finanziamenti dell'UE.

    I contribuenti europei beneficeranno di: spese per la difesa più efficienti, minori sovrapposizioni tra R&S civile e militare, un uso più efficiente delle infrastrutture spaziali, mentre l'ambiente beneficerà dell'impronta energetica ridotta delle forze armate europee.

    La comunicazione rappresenta il contributo della Commissione all'imminente dibattito del Consiglio europeo sulla difesa previsto per dicembre 2013, in linea con le conclusioni del Consiglio del 14 dicembre 2012. Nell’ottobre 2012 la Commissione ha annunciato l'elaborazione di una strategia per il settore europeo della difesa. La task force della Commissione sulla difesa, istituita nel 2011, sta svolgendo un ruolo fondamentale in questo processo e lavora in stretta collaborazione con l’Agenzia europea per la difesa (AED) e il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE).

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    Ultimo aggiornamento: 24/07/2013  |Inizio pagina