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La Commissione propone soluzioni per un diritto europeo dei contratti che renda effettivo il mercato unico
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01/07/2010

 

I contratti sono gli elementi costitutivi alla base delle relazioni tra consumatori e imprese. Il mercato unico europeo si regge su una moltitudine di contratti che rispondono a 27 discipline nazionali diverse. Soltanto l'8% dei consumatori acquista on line da un altro Stato membro. Ciò è principalmente dovuto agli ostacoli normativi e all'incertezza delle norme applicabili. Per risolvere alcuni di questi problemi e aumentare il potenziale del mercato unico europeo, la Commissione ha presentato oggi un documento strategico in cui propone diverse opzioni per un approccio più coerente al diritto contrattuale. Obiettivo è garantire alle imprese maggiore certezza giuridica e ai consumatori norme più semplici. La consultazione pubblica sul documento strategico rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2011.

    La Commissione propone soluzioni per un diritto europeo dei contratti che renda effettivo il mercato unico

     

    "Desidero che un consumatore polacco, tedesco o spagnolo si senta sicuro quando acquista on line da un'impresa italiana, finlandese o francese proprio come quando acquista nel proprio paese, e che le piccole e medie imprese europee offrano prodotti e servizi ai consumatori in altri paesi senza dover diventare esperte delle discipline nazionali dei contratti in vigore negli altri 26 Stati membri", ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria per la Giustizia. "Invito i consumatori e le imprese di tutti i 27 Stati membri a contribuire attivamente alla consultazione pubblica della Commissione. Senza dubbio l'economia europea sta attraversando un periodo di crisi, che però offre anche l'opportunità storica di incentivare la crescita economica riducendo i costi delle transazioni transfrontaliere. È quindi giunto il momento di fare un salto di qualità in vista di un diritto dei contratti maggiormente europeo."

    I contratti sono fondamentali per l'operatività delle imprese e per le vendite ai consumatori, poiché servono a formalizzare l'accordo tra le parti e possono riguardare una vasta gamma di contenuti, dalla vendita di merci alla prestazione di un servizio come la prenotazione di un volo o l'accensione di un mutuo. Nei contratti business to consumer (tra consumatori e imprese), per esempio, un consumatore irlandese acquista su Internet un lettore di mp3 da un venditore francese: in questo caso si applica la disciplina dei contratti irlandese se il rivenditore ha configurato il proprio sito per i consumatori irlandesi.

    Il mercato unico europeo si regge su una moltitudine di contratti che rispondono a discipline nazionali diverse. La coesistenza di norme diverse può comportare costi di transazione aggiuntivi, essere fonte di incertezza giuridica per le imprese e minare la fiducia dei consumatori. I consumatori e le imprese si scontrano con ostacoli non indifferenti quando cercano di trarre vantaggio dal mercato unico. I costi di transazione (per adattare le clausole contrattuali e le politiche commerciali o far tradurre le norme) e l'incertezza giuridica che implica l’avere a che fare con il diritto contrattuale di un altro paese rendono assai difficile l'espansione sul mercato unico delle piccole e medie imprese, ossia del 99% delle imprese dell'UE.

    Per questo, nel libro verde adottato oggi la Commissione propone diversi approcci per aumentare le coerenza del diritto dei contratti. Tra le opzioni strategiche si annoverano:

    -       la pubblicazione su Internet di norme contrattuali tipo (non vincolanti) che potrebbero essere impiegate all'interno del mercato unico europeo.

    -       uno “strumentario” (vincolante o non vincolante) di cui possono disporre i legislatori dell'UE nell’adottare nuovi atti legislativi, che garantisce norme migliori e più coerenti;

    -       una raccomandazione sul diritto dei contratti che solleciti gli Stati membri a introdurre il diritto europeo dei contratti nei rispettivi ordinamenti giuridici nazionali, in parte sulla scorta del modello degli Stati Uniti, dove tutti e 50 gli Stati federati salvo uno hanno adottato volontariamente il codice commerciale uniforme.

    -       un diritto europeo dei contratti facoltativo (o "28° regime") che i consumatori e le imprese potrebbero liberamente scegliere nell'ambito delle relazioni contrattuali. Questa legge facoltativa rappresenterebbe un'alternativa alle discipline nazionali esistenti e sarebbe disponibile in tutte le lingue; potrebbe applicarsi ai soli contratti transfrontalieri o estendersi anche ai contratti nazionali; dovrebbe garantire un livello elevato di protezione dei consumatori e assicurare la certezza del diritto per tutto il ciclo di vita del contratto.

    -       l'armonizzazione dei diritti nazionali dei contratti mediante una direttiva UE.

    -       la pienaarmonizzazione dei diritti nazionali dei contratti mediante un regolamento UE.

    -       la creazione di un vero e proprio codice civile europeo in sostituzione di tutte le norme nazionali sui contratti.

     

    Contesto

    La Commissione si sta adoperando nell'ambito della strategia Europa 2020, lanciata dal presidente José Manuel Barroso il 3 marzo 2010 ( IP/10/225), per eliminare gli ostacoli al mercato unico e incentivare la ripresa economica. A questo scopo si impegna per trovare soluzioni armonizzate per i contratti dei consumatori, elaborare clausole contrattuali tipo e segnare progressi verso un diritto europeo dei contratti facoltativo. La creazione di uno strumento facoltativo di diritto dei contratti è inoltre una delle azioni chiave dell' agenda digitale europea presentata il 19 maggio 2010.

    Il Parlamento europeo ha appoggiato l'idea di un diritto contrattuale europeo in una risoluzione del 25 novembre 2009. Anche Mario Monti, ex Commissario per il Mercato interno e la concorrenza, ha individuato nel suo rapporto sul mercato unico del 9 maggio i vantaggi che un "28° regime" facoltativo può apportare ai consumatori e alle imprese.

    Il 12 maggio la Commissione ha convocato un nuovo gruppo di esperti per convertire il cosiddetto "Progetto di quadro comune di riferimento " – un primo progetto di diritto europeo dei contratti sviluppato negli ultimi anni nell'ambito del programma di ricerca dell'UE – in una soluzione valida e di facile impiego rispondente alle esigenze dei consumatori e adeguata alla realtà del mondo imprenditoriale ( IP/10/595). Il gruppo, composto da esperti e professionisti legali provenienti da tutta Europa si riunisce attualmente una volta al mese a Bruxelles. La consultazione pubblica avviata oggi e aperta fino al 31 gennaio 2011 contribuirà a garantire che il gruppo si occupi dei problemi più importanti dei consumatori e delle imprese nel settore del diritto dei contratti.

    In funzione degli esiti la Commissione avanzerà proposte entro il 2012.

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    Ultimo aggiornamento: 31/10/2010  |Inizio pagina