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I cittadini dell'Unione che si trovino in un paese terzo in cui il loro Stato membro non è rappresentato hanno il diritto di rivolgersi al consolato o all'ambasciata di un altro Stato membro e gli Stati membri hanno l'obbligo di evacuarli esattamente come se fossero loro cittadini. La proposta odierna rafforzerà i diritti consolari chiarendo quando un cittadino è considerato non rappresentato e specificando il tipo di assistenza che gli Stati membri tipicamente forniscono in caso di necessità (ad esempio, arresto, incidente grave o perdita dei documenti). La Commissione ha inoltre messo a punto un sito web interattivo sulla tutela consolare, in cui si possono trovare le informazioni di contatto delle ambasciate e dei consolati di tutti Stati membri nei paesi terzi (ricerca per cittadinanza o per paese).
Le gravi crisi recenti hanno evidenziato l'importanza della tutela consolare nei paesi terzi. Le insurrezioni democratiche della primavera del 2011 in Libia ed Egitto e il terremoto e lo tzunami del marzo 2011 in Giappone hanno colpito circa 150 000 cittadini dell'Unione. Molti di loro hanno trovato assistenza nei consolati e nelle ambasciate di altri Stati membri poiché in quei paesi il loro Stato membro non è (più) rappresentato. Il diritto alla tutela consolare si applica anche nelle situazioni quotidiane, quando ad esempio un turista si ammala gravemente o è vittima di un reato.
La proposta legislativa della Commissione mira a creare un quadro giuridico stabile di cooperazione e coordinamento tra gli Stati membri e chiarisce che si considera "non rappresentato” il cittadino dell'Unione la cui ambasciata o il cui consolato non sono "accessibili", ossia quando non vi si può recare né può tornare da dove è partito lo stesso giorno. La proposta specifica inoltre in quale misura i cittadini di paesi terzi familiari di un cittadino dell'Unione possono godere dell'assistenza e definisce le modalità di coordinamento tra lo Stato membro che assiste e lo Stato membro cui appartiene il cittadino. Nelle situazioni di crisi le nuove norme promuovono il ruolo dello Stato guida, ossia dello Stato incaricato di coordinare e condurre le operazioni di assistenza dei cittadini dell'Unione non rappresentati.
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