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"La creazione di uno spazio senza frontiere interne in cui le persone
possono circolare liberamente rappresenta uno dei più grandi traguardi della
cooperazione europea e un vantaggio reale per i cittadini.È pertanto
deplorevole che non tutti ne rispettino le regole, come si legge nella
relazione", ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria UE per gli Affari
interni.
L'accordo di Schengen prevede che le persone, indipendentemente dalla
cittadinanza, possano attraversare le frontiere interne ovunque senza dover
subire verifiche di frontiera.Sono invece consentite su tutto il territorio,
anche nelle zone di frontiera, le verifiche sulle persone effettuate dalle
autorità competenti degli Stati membri nell’esercizio delle competenze di
polizia, purché non abbiano effetto equivalente alle verifiche di
frontiera.
La Commissione è preoccupata per le difficoltà segnalate dai viaggiatori,
che subirebbero verifiche periodiche e sistematiche in determinate zone di
frontiera interne.Per avere un controllo adeguato della situazione e rispondere
alle preoccupazioni dei cittadini, la Commissione ritiene che gli Stati membri
dovrebbero dare maggiori informazioni riguardo alla frequenza e ai motivi delle
verifiche nelle zone frontaliere interne.
La Commissione sta pertanto esaminando i reclami e chiedendo spiegazioni
agli Stati membri.Se queste non saranno soddisfacenti, la Commissione
utilizzerà tutti i mezzi a disposizione per assicurare la corretta applicazione
del diritto dell’Unione esolleciterà dagli Stati membri statistiche sui
controlli di polizia effettuati nei loro territori, in particolare nelle zone
di frontiera interne.Oltre a ciò, nella proposta di revisione del
meccanismo di valutazione di Schengen , la Commissione prevede di
organizzare visite sul posto senza preavviso per essere sicura che non siano
fatte verifiche alle frontiere interne.
La Commissione rileva inoltre che sono tuttora mantenute ai valichi stradali
delle frontiere interne le grosse infrastrutture, spesso combinate a forti
limitazioni della velocità.Gli Stati membri dovrebbero eliminare tutti questi
ostacoli per favorire lo scorrimento del traffico, in particolare i limiti di
velocità non dettati esclusivamente da considerazioni di sicurezza
stradale.
Da ultimo, per quanto riguarda la possibilità ammessa dal codice frontiere
Schengen di ripristinare temporaneamente i controlli di frontiera alle
frontiere interne, la Commissione insiste sulla necessità di comunicare
tempestivamente tale ripristino.Chiede poi agli Stati membri di inviarle
informazioni dettagliate che le consentano, se del caso, di dare un parere e
procedere a consultazioni formali con gli Stati membri.
Contesto
L’accordo di Schengen, firmato il 14 giugno 1985 da Belgio, Germania,
Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi, sopprime i controlli sistematici alle
frontiere interne e consente alle persone di circolare liberamente nello spazio
Schengen.
Lo spazio Schengen corrisponde attualmente al territorio di 25 paesi: 22
paesi UE (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania,
Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia,
Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) e
tre paesi associati (Norvegia, Islanda e Svizzera).Bulgaria, Romania e Cipro
applicano per ora solo parte della normativa Schengen, pertanto alle frontiere
con questi tre Stati membri UE si continuano a effettuare le verifiche di
frontiera.
Il codice frontiere Schengen (
regolamento (CE) n. 562/2006), entrato in vigore il 13 ottobre 2006,
consolida e sviluppa ulteriormente l’acquis di Schengen.Il suo titolo III ha
confermato l’assenza di controlli sulle persone che attraversano le frontiere
interne tra i paesi Schengen.
Ai sensi dell’articolo 38 del codice frontiere Schengen, la Commissione era
tenuta a sottoporre al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione
sull’applicazione del titolo III entro il 13 ottobre 2009.A tal fine, la
Commissione aveva inviato un questionario agli Stati membri per avere
informazioni sull’applicazione delle disposizioni del titolo III.Il termine per
presentare la relazione non è stato rispettato a causa della tardiva
trasmissione, da parte di alcuni Stati membri, delle informazioni richieste.La
relazione della Commissione, redatta sulla base delle risposte degli Stati
membri, tiene conto anche delle informazioni trasmesse da cittadini e membri
del Parlamento europeo che segnalano il persistere di verifiche alle frontiere
interne e di ostacoli alla scorrevolezza del traffico in alcuni ex valichi di
frontiera.
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