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"Le procedure nazionali in materia di asilo sono ancora molto
divergenti e le norme in vigore non sono in grado di impedire errori
amministrativi: chiedo al Parlamento europeo e al Consiglio di
adottare le modifiche che la Commissione ha proposto nel 2009 proprio per
rimediare a questa situazione", ha affermato Cecilia Malmström,
Commissario per gli Affari interni, aggiungendo: "La Commissione
continuerà a esaminare e seguire tutti i casi in cui sono emersi problemi di
attuazione, in modo da garantire la corretta applicazione della direttiva, in
particolare per quanto riguarda il rispetto del principio dinon
respingimentoe degli altri diritti sanciti dalla Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione europea, nonché per ridurre i margini di
divergenza".
La direttiva fissa norme minime che garantiscano procedure eque ed efficaci
per il riconoscimento e la revoca dello status di rifugiato.
Dalla relazione della Commissione sull'attuazione della direttiva emerge che
l'obiettivo di creare parità di condizioni nelle procedure di asilo non è stato
pienamente conseguito. Infatti alcune disposizioni facoltative e deroghe
previste dalla direttiva hanno portato a divergenti interpretazioni delle
garanzie procedurali negli Stati membri. Tali differenze riguardano soprattutto
le disposizioni sulle procedure accelerate, sul "paese di origine
sicuro", sul "paese terzo sicuro", sui colloqui personali,
sull'assistenza legale e sull'accesso a un mezzo di impugnazione efficace.
Alcuni paesi hanno trasposto solo in parte la direttiva nella propria
legislazione nazionale e l'hanno applicata in maniera carente. Ne consegue che
le procedure sono soggette a errori amministrativi, tant'è vero che buona parte
delle decisioni adottate su casi individuali viene poi ribaltata in sede di
ricorso poiché basate su criteri imprecisi e poco chiari.
Il 21 ottobre 2009, dopo un esame accurato dell'attuazione della direttiva,
la Commissione aveva quindi adottato una proposta di rifusione della direttiva,
mirante a eliminare le carenze, snellire e consolidare le procedure e
migliorare la qualità delle decisioni di primo grado e l'efficacia della
procedura di asilo in tutta l'UE. Proprio sulla qualità ed efficienza della
procedura verterà una conferenza ministeriale in programma a Bruxelles il 13 e
14 settembre: la relazione della Commissione servirà anche per stimolare il
dibattito.
Contesto
Tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2009, i 26 Stati membri vincolati
dalla direttiva sulle procedure di asilo hanno registrato 492 995 domande
di asilo. Nello stesso periodo, questi Stati membri hanno emesso 444 165
decisioni di primo grado e 125 785 decisioni in sede di ricorso (3 Stati
membri non hanno però fornito dati per il 2008 e 9 Stati membri per il
2009).
Il termine per il recepimento della maggior parte delle disposizioni della
direttiva era il 1° dicembre 2007, mentre l'articolo 15, relativo
all'assistenza legale, doveva essere recepito entro il 1° dicembre 2008.
Scaduti i termini, sono scattati i procedimenti di infrazione contro tutti
gli Stati membri che non avevano comunicato la totalità dei provvedimenti di
recepimento: la Commissione ha inviato 17 lettere di costituzione in mora e 5
pareri motivati.
Attualmente tutti gli Stati membri tranne l'Irlanda hanno notificato
provvedimenti di recepimento completi.
Il 21 ottobre 2009 la Commissione ha presentato una proposta di modifica
della direttiva con i seguenti scopi:
- predisporre una procedura unica
semplificando e razionalizzando le procedure di asilo;
- facilitare l'accesso alle procedure
di esame;
- rendere più efficace la procedura
di esame delle domande;
- migliorare la qualità delle
decisioni in materia di asilo;
- assicurare l'accesso dei
richiedenti asilo ad un ricorso effettivo.
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