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La Commissione si è prontamente rivolta a tali Stati membri per ottenere la garanzia che le azioni previste rispettassero le norme dell'accordo di Schengen. Sulla base dei chiarimenti supplementari ottenuti da entrambi gli Stati membri la Commissione è ora in grado di esprimere la propria valutazione finale sulle misure decise dall'Italia e dalla Francia in seguito all'afflusso di immigrati nordafricani. Da un punto di vista formale i passi decisi dalle autorità italiane e francesi sono conformi alla legislazione UE. Tuttavia mi rammarico del fatto che lo spirito delle norme di Schengen non sia stato pienamente rispettato.
È necessario assicurare un'interpretazione coerente e un'attuazione regolare della normativa di Schengen, in uno spirito di solidarietà e fiducia reciproca. Schengen e la libertà di circolazione rappresentano uno dei maggiori successi e uno dei traguardi più tangibili e popolari raggiunti dall'Unione europea. Farò tutto il possibile per continuare a salvaguardare tale conquista e per preparare il terreno a un costante sviluppo dell'acquis di Schengen.
Anche se le misure decise dall'Italia in relazione alla concessione di permessi di soggiorno e documenti di viaggio a immigranti nordafricani irregolarmente presenti sul territorio italiano non rappresentano una violazione della legislazione UE, si impone un chiarimento dell'approccio a livello UE. Ad esempio, attualmente le regole di Schengen non definiscono le condizioni in base a cui gli Stati membri possono rilasciare documenti di viaggio ai migranti che non possiedono documenti del proprio paese di origine. Sono convinta del fatto che nuovi orientamenti UE in questo campo rappresenterebbero un valore aggiunto. Il 20 luglio si è svolta una riunione con gli esperti degli Stati membri, dalla quale sono emerse alcune riflessioni sulla strada da seguire in futuro.
La nostra analisi conferma inoltre che i controlli di polizia decisi dalle autorità francesi rientravano nei limiti di compatibilità con il codice frontiere Schengen. Sulla base delle informazioni giunteci su tali controlli, non si può infatti affermare che durante i mesi passati la Francia abbia effettuato controlli sistematici nella zona di frontiera interna con l'Italia.
Tutto questo dimostra comunque con chiarezza la necessità di procedere a un'analisi completa e coordinata della governance di Schengen. Inoltre, per rafforzare la fiducia tra cittadini UE e Stati membri, l'area di Schengen ha bisogno di un rafforzamento del sistema di valutazione e monitoraggio. Un sistema di monitoraggio ben funzionante deve garantire che le norme vengano rispettate da tutti e fornire le risposte richieste nelle situazioni in cui uno Stato membro si trovi ad affrontare problemi nella gestione della propria sezione di frontiera esterna UE. La migliore risposta a tale necessità è l'adozione di un approccio più spiccatamente comunitario. La Commissione presenterà le proprie proposte in materia nel mese di settembre".
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