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Vorrei porgere il saluto della città di Roma ai partecipanti della Tavola Rotonda su "Rom, sinti e camminanti: dall'esclusione all'integrazione europea".
Mi congratulo dell'iniziativa e ringrazio l'Università di Roma "La Sapienza" e la Commissione Europea per l'organizzazione dell'evento Vakriben!
Sono particolarmente lieto che in questa sede l'attenzione sia focalizzata sull'identità culturale dei Rom. Negli ultimi tempi infatti si parla soprattutto di ordine pubblico, di legislazione, forse perché siamo concentrati su incombenze dettate dalle misure di sicurezza, che dobbiamo prendere in sede politica.
Ho visitato personalmente alcuni campi della nostra città in cui vive la comunità Rom, e sono rimasto colpito dal degrado, dal disagio e dall'insicurezza in cui si vive. Non sono condizioni queste in cui possono fiorire ed esprimersi liberamente la cultura e l'identità di popolazioni che vantano una storia antica e una cultura profonda.
Ho visto che si vive in una quotidiana condizione di emergenza, nella paura data dall'insicurezza, dall'illegalità e dalla presenza costante della microcriminalità.
Una condizione che forse è il risultato di un approccio diverso da quello che dobbiamo tutti a mio avviso adottare da subito.
Il nostro approccio, la nostra linea, è quella per cui libertà, cultura, identità, sicurezza e legalità, sono tutte indispensabili l'una per l'altra, e fanno parte tutte dello stesso pacchetto.
L'impegno dell'Amministrazione è lo sviluppo di progetti di inserimento sociale finalizzati all'autonomia lavorativa ed abitativa. Bisogna abbattere pregiudizi, barriere culturali e stereotipi. Ricordo che sono solo la cultura, la scolarizzazione estesa a tutti ed il lavoro che possono portare alla partecipazione sociale ed al mantenimento dell'identità culturale.
Ben vengano quindi iniziative come queste, che operano – nei centri dello studio e della cultura – attraverso una efficace campagna di sensibilizzazione.
Colgo anzi l'occasione per preannunciare che dal prossimo ottobre il Comune di Roma sarà di nuovo impegnato insieme alla Commissione Europea ed alla Fao nell'organizzazione di un evento sull'inclusione sociale.
Gianni Alemanno, Sindaco di Roma
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È con grande piacere che partecipo alla conferenza odierna su un tema di vitale importanza non solo per l'Italia ma anche per tutti i paesi aderenti al Consiglio d'Europa: l'inclusione e la partecipazione dei Rom alla società.
Il tema è di attualità poiché in molti paesi europei ai Rom sono tuttora negati i fondamentali diritti dell'uomo. Emarginati, sono rimasti molto indietro rispetto alla maggioranza della popolazione nei livelli di istruzione, occupazione, alloggio e standard sanitari e non dispongono praticamente di alcuna rappresentanza politica. Molti Rom vivono in situazione di indigenza assoluta e hanno poche prospettive di migliorare le proprie condizioni o di integrarsi nella società. L'emarginazione alimenta il loro isolamento che a sua volta incoraggia l'ostilità verso gli zingari. È di vitale importanza che le autorità nazionali e locali si adoperino in modo attivo e concertato per spezzare questo circolo vizioso.
L'Europa ha una deplorevole casistica di repressioni e atrocità nei confronti dei Rom, che ovviamente ha lasciato cicatrici profonde nella comunità zingara. Raramente tali crudeltà sono state riconosciute ufficialmente, con scarsi risarcimenti e poche scuse. La recente decisione di erigere a Berlino un monumento commemorativo alle vittime Rom del nazismo è una benvenuta eccezione alla regola.
Questo drammatico passato, cui si aggiunge una quotidiana discriminazione – compreso l'incitamento all'odio e talvolta aggressioni fisiche da parte di gruppi razzisti – non aiuta i Rom a sentirsi ben accetti dalla collettività. Chi detiene il potere deve capire questa mancanza di fiducia.
Gli stereotipi che tolgono voce e identità ai Rom devono essere evidenziati ed eliminati. Dobbiamo ora riconoscere il contributo che i Rom hanno già apportato alle società e culture europee, come si prefigge, tra l'altro, l'attuale campagna del Consiglio d'Europa intitolata Dosta! (Basta! in Romanì).
Servono programmi di più ampio respiro per affrontare tutti questi problemi simultaneamente a livello nazionale e locale. Uno degli aspetti che deve ricevere la massima priorità è l'effettivo accesso dei Rom all'istruzione. Nessuno può sentirsi soddisfatto di fronte al deplorevole fallimento della lotta contro la discriminazione dei Rom nel fondamentale settore dell'istruzione. L'impegno politico degli Stati europei deve essere potenziato, mentre a livello paneuropeo vanno ulteriormente sviluppate le azioni fattive e concertate.
Soprattutto, è necessario sostenere un modello di cultura democratica promuovendo i principi di "pluralismo, tolleranza e liberalità”, per citare la Corte europea dei diritti dell'uomo, grazie al dialogo interculturale con tutti i gruppi non dominanti all'interno della nostra società. Un vero dialogo si instaura soltanto in presenza di un autentico rispetto e comprensione dell'altrui cultura, società e credo. In mancanza di tale dialogo, siamo destinati a non raggiungere mai una profonda comprensione dell'altro.
Mi congratulo con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea per questa iniziativa. Auspico che la conferenza apporti un valido contributo ai difficili compiti che ci attendono e ci aiuti a individuare strumenti efficaci per migliorare l'integrazione dei Rom nella società.
Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa
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