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"Questo primo utilizzo della cooperazione
rafforzata è un passo importante verso un'Unione europea al servizio dei
cittadini. Ci si può innamorare di persone che vivono in un altro paese o che
hanno una cittadinanza diversa dalla propria. Per questo si formano numerose
coppie internazionali cui va garantita certezza giuridica quanto alle norme
applicabili alla loro situazione", ha dichiarato la Vicepresidente Vivane
Reding, Commissaria per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza.
"Sono stati espressi timori sul fatto che l'uso della cooperazione
rafforzata possa rappresentare la fine dell'integrazione europea così come la
conosciamo, ma sono certa che questo precedente servirà invece ad
approfondirla. Le nuove norme andranno a beneficio di centinaia di migliaia di
coppie internazionali. Dato che la proposta precedente è rimasta bloccata a
livello istituzionale per un quinquennio, si può affermare con certezza che
l'UE è oggi dotata dei mezzi per accelerare l'adozione di legislazione in
materie importanti."
La
decisione del Consiglio che autorizza la cooperazione rafforzata è stata
adottata dai governi dei paesi dell'UE il 12 luglio 2010 (
IP/10/917) e pubblicata nella Garzetta ufficiale dell'UE il 22 luglio. I 14
paesi partecipanti (Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia,
Lettonia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Ungheria)
devono ora negoziare e votare la proposta della Commissione relativa a un
regolamento che contiene norme dettagliate applicabili ai divorzi
internazionali. Il regolamento dovrà essere approvato all'unanimità dai 14
paesi partecipanti, e potrà entrare in vigore soltanto dopo che questi ultimi
avranno consultato il Parlamento europeo.
La proposta mira a tutelare il coniuge più
debole nei procedimenti di divorzio. Le coppie internazionali potranno
scegliere di comune accordo la legge applicabile al divorzio e alla separazione
personale. In mancanza di accordo delle parti, le autorità giurisdizionali
disporranno di una formula comune per determinare la legge nazionale
applicabile. Alle coppie sarà garantita maggiore certezza giuridica,
prevedibilità e flessibilità mentre i coniugi e i figli saranno al riparo da
procedimenti complicati, lunghi e dolorosi.
La soluzione proposta sarà di aiuto ai coniugi
che hanno una cittadinanza diversa oppure vivono in paesi diversi o in un paese
di cui non sono cittadini. La necessità dell'azione UE è chiara: nel 2007 i
divorzi nei 27 Stati membri sono stati più di 1 milione, di cui 140 000
(13%) presentavano un elemento "internazionale".
Il Parlamento europeo ha approvato la misura di
cooperazione rafforzata il 16 giugno 2010 (
IP/10/747). I ministri europei della Giustizia l'hanno autorizzata il 4
giugno (
MEMO/10/236).
La Commissione aveva proposto la misura il 24
marzo 2010 (
IP/10/347) su richiesta di un gruppo di nove Stati membri rimasti delusi
dall'incapacità del Consiglio di portare avanti la proposta del 2006 della
Commissione (la Grecia inizialmente faceva parte del gruppo ma poi si è
ritirata). Altri cinque paesi – Germania, Belgio, Lettonia, Malta e Portogallo
– hanno successivamente chiesto di partecipare all'azione UE (
IP/10/628).
I restanti paesi, se lo vogliono, potranno
partecipare in qualsiasi momento. A norma del trattato di Lisbona infatti,
basta che notifichino tale intenzione al Consiglio e alla Commissione.
Contesto
Ai sensi dei trattati europei, la cooperazione
rafforzata consente a nove o più paesi di portare avanti una misura importante
che è stata bloccata da una piccola minoranza di Stati membri. Gli altri paesi
UE mantengono il diritto di parteciparvi in qualsiasi momento (articolo 331 del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea ).
La Commissione aveva proposto per la prima volta
di aiutare le coppie internazionali nel 2006, ma il progetto non ha ricevuto il
necessario sostegno unanime dei governi UE. Il regolamento proposto non incide
sulla normativa nazionale in materia di divorzio o matrimonio.
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