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Politica dei visti entra in vigore il Codice UE dei visti
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30/03/2010

 

La Commissione europea ha presentato oggi il nuovo "EU Visa Code", il codice dei visti per l'Unione europea, che riunisce tutte le disposizioni normative in materia di rilascio visti per soggiorni brevi (all'interno dell'area Schengen). Obiettivo del nuovo codice, che sarà applicabile dal prossimo 5 aprile, è quello di aumentare la trasparenza, migliorare la certezza del diritto, garantire la parità di trattamento dei richiedenti e armonizzare nel contempo le norme e le prassi degli Stati Schengen (22 Stati membri e 3 associati).

 

Il codice UE dei visti, adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio (con procedura di co-decisione) nel giugno 2009, è indirizzato quindi ai Consolati degli Stati che fanno parte della Politica comune dei visti. Serve a regolare l'assegnazione di visti per soggiorni di breve durata, cioè di durata inferiore ai 90 giorni, mentre la legislazione in materia di rilascio di permessi di soggiorno per periodi più lunghi rimane di competenza dello Stato membro. Il codice verrà applicato in tutti gli Stati membri usa con l'eccezione del Regno Unito e dell'Irlanda, mentre Bulgaria, Romania e Cipro potranno applicare il codice solo quando faranno parte dell'area Schengen. Inoltre aderiscono al codice unico anche i tre paesi associati dell'accordo Schengen, cioè Islanda, Norvegia e Svizzera.

 

    Politica dei visti entra in vigore il Codice UE dei visti

     

    La commissaria europea per gli affari interni Cecilia Malmström ha dichiarato: “Dal 5 aprile le condizioni per il rilascio dei visti per lo spazio Schengen ai cittadini di Paesi terzi diventeranno più chiare e più eque. Si ridurranno i tempi per ottenere un visto UE e il codice UE garantirà che la normativa europea sui visti venga applicata in modo armonizzato”.

    Il codice dei visti riunisce tutte le disposizioni vigenti in materia e introduce norme comuni sulle condizioni e sulle procedure di rilascio. Contiene disposizioni generali e norme per la determinazione dello Stato membro competente per l’esame delle domande di visto. Inoltre armonizza le disposizioni riguardanti il trattamento delle domande e le decisioni.

    Il modulo uniforme di domanda di visto è stato snellito. Il contenuto delle singole caselle è stato chiarito, a vantaggio sia dei richiedenti sia del personale consolare.

    Ulteriori categorie di persone beneficeranno della concessione gratuita del visto, e i diritti per i visti dei minori tra i sei e i dodici anni sono stati ridotti a 35 euro (l’importo generale dei diritti rimane di 60 euro).

    I cittadini di Paesi terzi con cui l’Unione ha concluso accordi di facilitazione del visto continueranno a pagare 35 euro per i diritti di visto.

    Il codice aumenta la trasparenza e la certezza del diritto. Impone l’obbligo di motivare il rifiuto del visto e riconosce il diritto di ricorso contro le decisioni negative.

    Infine, il codice rafforza il ruolo delle delegazioni dell’Unione europea nel coordinamento della cooperazione tra gli Stati membri nell’ambito della “cooperazione locale Schengen” nei Paesi terzi. In tal modo contribuisce anche a una maggiore armonizzazione delle procedure.

    Per garantire la parità di trattamento dei richiedenti, è stato redatto il manuale per il trattamento delle domande di visto (adottato dalla Commissione il 19 marzo 2010), che sarà a disposizione di tutto il personale consolare degli Stati membri.

    Il codice dei visti è stato adottato nel giugno del 2009 dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

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    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina