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“Per uno sviluppo sostenibile da un punto di vista sociale e ambientale – ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato ai partecipanti – è indispensabile innovare e rafforzare il modello economico e sociale europeo, assumendo la lotta alla povertà e all’esclusione come una grande priorità politica e civile”.
Circa quattrocento persone si sono riunite al Maschio Angioino per partecipare alle due giornate di discussioni e dibattiti su un tema che, sebbene sia spesso percepito come lontano dall’opinione pubblica europea, riguarda da vicino l’Unione. Infatti, il 17% dei cittadini UE dispone ancora di risorse limitate e non riesce a soddisfare le necessità primarie. Una situazione che trova conferma in Italia, come ha ricordato Antonio Bassolino, Presidente della Regione Campania: “Nel nostro Paese il 14% della popolazione vive in condizioni di povertà relativa, di questo il 60% è concentrato nel Mezzogiorno di Italia. La lotta all’esclusione sociale e alla povertà – ha aggiunto Bassolino – ha bisogno della collaborazione delle istituzioni e di una sinergia necessaria anche al di fuori dell’Europa, che ha il ruolo fondamentale di fare da guida nella crisi mondiale”.
Rosa Russo Iervolino, Sindaco di Napoli, ha sottolineato l’importanza di porre “la persona e i suoi diritti al centro delle strategie di lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Bisogna innanzitutto attuare la Costituzione – ha sostenuto il primo cittadino di Napoli – che pone al centro della costruzione giuridica dello Stato la persona con i suoi diritti e la solidarietà come legame tra società civile e istituzioni. Dobbiamo spendere di più in politica sociale e dobbiamo sforzarci di non considerare la povertà e l’emarginazione esclusivamente nell’accezione classica, perché il mondo cambia e lo fa rapidamente”.
L’esigenza di creare un nuovo paradigma per superare le nozioni classiche di povertà ed emarginazione è stato un richiamo costante nel dibattito a Napoli, sia durante le sessioni plenarie che nei focus tematici. “La povertà – ha sostenuto Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli – è un fenomeno che si sta espandendo a macchia d’olio e che si diffonde in relazione ad una situazione di crisi mondiale. Fa bene l’Unione europea a porre questo tema di estrema urgenza al centro delle sue politiche”.
Le istituzioni europee sono state rappresentate nel Forum da Antonio Tajani, Commissario europeo dei Trasporti e Vicepresidente della Commissione europea, e da Gianni Pittella, Vicepresidente del Parlamento europeo. “Servono interventi immediati di sostegno – ha detto Tajani, la cui designazione a Commissario europeo per l’Industria è stata resa pubblica durante il Forum – e la Commissione europea si sta muovendo proprio in questo senso con una serie di programmi e fondi strutturali. L’obiettivo è quello di innalzare il livello economico delle regioni dell’Europa meridionale, compresa l’Italia del Sud, per portarle al livello medio del reddito dell’intera Unione europea. Bisogna anche puntare allo sviluppo e alla crescita dell’economia”.
Gianni Pittella ha sostenuto invece che “la lotta alla povertà significa un forte e robusto piano europeo per alimentare la crescita, per dare sostegni ai ceti sociali più deboli, per rafforzare le tutele sociali e gli ammortizzatori sociali, per sostenere la piccola e media impresa, per alimentare i consumi e per incrementare la competitività del sistema Europa”. Il Vicepresidente del Parlamento europeo ha inoltre espresso il suo sostegno alla conferma di Antonio Tajani come membro della Commissione con un ruolo rafforzato per l’Italia.
Dal fronte della società civile Paolo Pezzana, Presidente della Federazione italiana degli organismi delle persone senza dimora (Fio.PSD), ha notato una certa “crescita della società civile europea attuale rispetto a quella pre-Strategia di Lisbona in fatto di adeguatezza rispetto ai processi ed ai linguaggi politico-programmatori dell’Unione”. Pezzana ha sottolineato anche l’importanza dello “strumento dell’iniziativa popolare dei cittadini (previsto dal Trattato di Lisbona), sul quale è aperta una consultazione pubblica e che dovrebbe portare entro il 2011 alla possibilità per un milione di cittadini europei di presentare proposte legislative europee”. Il Presidente del Fio.PSD ha notato infine che “la questione del Basic Income che la società civile europea pone trasversalmente in cima alla propria lista di priorità è stata abbondantemente discussa, insieme ai correlati aspetti di fiscalità europea (Eurobond, Eurotassa, New Tobin Tax etc.) che questo comporta”.
Secondo Guy Standing, docente dell’Università di Bath e Co-Presidente del Basic Income Earth Network, “la classe emergente oggi nel mondo è quella dei precari”. Il Professor Standing ha sostenuto che “è impossibile promuovere la responsabilità sociale e combattere la povertà senza considerare il nocciolo del problema, cioè la grave crescita della disuguaglianza. Se non la si affronta è impossibile fare quello di cui c’è bisogno: trovare nuove forme di partecipazione”.
Il Forum ha sicuramente rappresentato un ricco insieme di riflessioni e spunti in vista dell’Anno europeo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale e può essere considerato un “aperitivo” degli eventi che avranno luogo durante il 2010.
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