Come sarà il Mezzogiorno nel 2020? Rispondere a questa domanda significa chiedersi quale Mezzogiorno uscirà dalla crisi, come saranno le sue imprese e i suoi lavoratori, come sarà la qualità della vita dei suoi territori. Significa chiedersi quali politiche sarà necessario mettere in campo, ed in particolare quali investimenti potranno favorire la crescita e lo sviluppo.
Stanti le difficoltà di finanza pubblica, la politica di coesione europea sarà sempre più la componente principale di ogni intervento di sviluppo; dal canto loro le reti infrastrutturali costituiranno un cardine fondamentale di tale politica, per la capacità di aumentare la competitività dei territori ed imprese, di cogliere opportunità legate ai consumi turistici e culturali, per favorire la produzione internazionale, l’attrazione di investimenti, l’innovazione di sistema, la sostenibilità dello sviluppo, la qualità urbana.
Come selezionare le priorità di intervento? Come favorire la progettazione e il pieno utilizzo delle risorse? Quale rapporto dovrà esserci tra risorse ordinarie ed aggiuntive, e quale sarà il ruolo del capitale privato? Ed infine, come costruire il consenso intorno agli interventi da selezionare? Il Piano d’Azione Coesione, che ha riprogrammato ingenti risorse dei fondi strutturali, ha sperimentato un metodo fatto di obiettivi misurabili, concentrazione delle risorse, collaborazione rafforzata tra Istituzioni e centri di competenza nazionali e regionali, rappresentanza degli interessi, Commissione europea.
Per valutare in quale misura, con quali attori, per quali obiettivi tale esperienza sarà replicabile anche nel periodo 2014-20, Confindustria organizza un momento di riflessione aperto al contributo dei principali attori in campo: quando il negoziato sul futuro del bilancio europeo è ormai nella sua base decisiva è giunto il momento di scoprire le carte per il futuro del Mezzogiorno e del Paese.
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