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Bronislaw Geremek, patriota polacco e cittadino europeo
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22/04/2009

Editoriale di Pier Virgilio Dastoli, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

Su iniziativa in particolare dell’Accademia Polacca delle Scienze e della Giunta Centrale per gli Studi Storici presieduta da Paolo Prodi, si è svolta ieri all’Accademia dei Lincei una giornata di studi dedicata allo storico Bronislaw Geremek “protagonista dell’89 polacco ed europeo”.

    Bronislaw Geremek, patriota polacco e cittadino europeo

     

    Dal 2004 al 2008, quando un terribile incidente stradale ha spento il suo sorriso, il professor Geremek è stato deputato al Parlamento europeo e membro autorevole del gruppo liberale e democratico. Con un atto simbolico che fu purtroppo ignorato dalla maggioranza dei deputati europei, Geremek fu candidato alla presidenza dell’Assemblea di Strasburgo, non come liberale ma come protagonista della lunga stagione democratica che aveva portato pacificamente il suo paese dalla dittatura comunista alla democrazia ed infine all’adesione all’Unione europea poche settimane prima delle elezioni europee del giugno 2004.

    Per la terza volta, dopo aver respinto nel luglio 1984 la candidatura di Altiero Spinelli, padre del federalismo europeo, e nel luglio 1999 la candidatura di Mario Soares, protagonista della primavera dei garofani in Portogallo, la maggioranza dei deputati europei ha preferito un accordo di potere fra i due più grandi gruppi politici dell’Assemblea piuttosto che una scelta politica ma non partitica che avrebbe segnato il passaggio dalla piccola Europa occidentale all’unificazione del continente.

    Bronislaw Geremek era nato nel 1932 in una famiglia di intellettuali ebrei. Egli aveva trascorso la sua infanzia nel ghetto giudaico di Varsavia e fu testimone da bambino e poi da adolescente dell’invasione nazista e degli orrori della seconda guerra mondiale, fra i quali l’assassinio del padre per mano tedesca nel campo di concentramento di Auschwitz.

    Ispirato dalle sue esperienze di adolescente emarginato, ha dedicato fin dall’inizio dei suoi studi accademici la sua attenzione alla storia sociale, alla storia urbana ed alla storia dell’umanità e della società civile ed infatti la sua prima importante opera fu consacrata ai “bassifondi di Parigi”.

    A Parigi, accostandosi alla scuola delle Annales ed appassionandosi ai lavori di Marc Bloch, Geremek ha lavorato a lungo con Jacques Le Goff, Georges Duby e Fernand Braudel trovando certamente nei loro studi le radici del suo futuro impegno europeo e delle sue analisi dei rapporti tra identità nazionali e dimensione continentale della costruzione sovranazionale dell’Unione europea.

    Marxista critico ed ostile a qualunque approccio dogmatico, Geremek abbandonò il Partito operaio unificato polacco nel 1968 a seguito della primavera di Praga schiacciata nel sangue dai tank sovietici e divenne più tardi uno dei protagonisti della tavola rotonda fra il governo comunista ed il nascente sindacato Solidarnosc che portò nel 1980 agli accordi di Danzica. Nonostante l’influenza crescente del Papa polacco eletto al soglio pontificio nel 1978, i tempi non erano maturi per un’evoluzione democratica in Polonia o negli altri paesi sottomessi all’imperialismo sovietico ed infatti la proclamazione dello stato di emergenza a Varsavia nel 1981 portò in carcere Geremek insieme ad altri esponenti di Solidarnosc.

    Soltanto dopo l’arrivo al potere di Gorbaciov a Mosca nel 1985, il sistema sovietico iniziò a sgretolarsi e, nel 1989, la rivoluzione di velluto portò Geremek nel Parlamento polacco e poi al Ministero degli Esteri fra il 1997 ed il 2000 facendone un protagonista dei negoziati per l’adesione del suo paese all’Unione europea.

    Nel giugno 2004 Geremek fu eletto al Parlamento europeo scontrandosi spesso con il nazionalismo arrogante del governo polacco e subendo l’ostracismo della maggioranza al potere a seguito della c.d. “decomunistizzazione” (in polacco: lustracja), poi parzialmente bloccata dalla Corte Costituzionale.

    Da studioso e da uomo politico, Geremek è stato un patriota polacco attivamente sensibile al tema dell’identità culturale della sua nazione, ma ha saputo coniugare con saggezza, con impegno e con dolcezza il suo essere polacco con la sua convinzione che il futuro della Polonia e dell’insieme dei paesi usciti dall’imperialismo sovietico era fortemente ancorato allo sviluppo dell’unità politica del continente europeo. Valgano per tutte le sue riflessioni nello scambio dialettico di opinioni con l’euroscettico Ralf Dahrendorf e lo storico francese François Furet pubblicate nel 1992 in “La democrazia in Europa”.

    Del futuro dell’Europa, anche in vista delle elezioni europee del prossimo giugno, Bronislaw Geremek discusse a lungo agli Stati generali d’Europa a Lione nel giugno 2008 immaginando un progetto, un metodo ed un’agenda per il rilancio dell’integrazione europea dopo lo stallo della costituzione europea ed il modesto risultato del Trattato di Lisbona.

    Le sue riflessioni ed il suo sorriso si sono interrotti definitivamente a Poznan qualche settimana dopo gli Stati generali di Lione, ma le sue idee e la sua ispirazione saranno importanti nella settima legislatura europea che si aprirà a Strasburgo il 14 luglio 2009.

     

    Pier Virgilio Dastoli

    Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

    Ultimo aggiornamento: 05/01/2011  |Inizio pagina