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Costruiamo all'Aquila una Casa d'Europa per gli studenti
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20/04/2009

Editoriale di Pier Virgilio Dastoli, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

Sono trascorse due settimane dal tragico terremoto che ha devastato L’Aquila e molti comuni limitrofi giungendo con le sue scosse fino alle provincie di Rieti e di Frosinone.

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    Costruiamo all'Aquila una Casa d'Europa per gli studenti

     

    Superata la fase dell’emergenza, si inizia a pensare alla ricostruzione del tessuto economico, sociale e culturale delle aree distrutte dal sisma, nella speranza che vengano evitate alle popolazioni dell’Abruzzo le lunghe sofferenze che altre popolazioni italiane colpite dal terremoto hanno patito in quanto l’inefficienza delle pubbliche amministrazioni a tutti i livelli ha costretto i comuni devastati ad anni ed anni di situazioni precarie che, in alcuni casi, non si sono ancora concluse. L’esempio più recente è quello di S. Giuliano dove le promesse fatte dal governo sono state largamente disattese.

    Nella ricostruzione si dovrà monitorare con attenzione il modo in cui verranno usati gli aiuti, per evitare – come è stato detto anche recentemente – l’infiltrazione della mafia che si nasconde dietro le variegate sigle della criminalità organizzata in Puglia, Calabria, Campania e Sicilia e che è sempre particolarmente efficiente nel mondo della costruzione.

    Si dovrà inoltre evitare che i flussi di danaro arrivino a comuni che non sono stati colpiti dal sisma, come invece è avvenuto per il terremoto nel Molise, sottraendo risorse finanziarie a chi ne ha effettivamente bisogno.

    Si dovrà poi essere inflessibili nel far rispettare le regole anti-sismiche sanzionando duramente chi mostrerà, come ha denunciato il Capo dello Stato, di disprezzare le leggi e quindi la sicurezza delle popolazioni. Mentre inizierà l’opera di ricostruzione, l’azione della magistratura per determinare responsabilità civili e penali non potrà essere considerata superflua o addirittura come un’ingerenza nell’opera delle pubbliche amministrazioni, perché servirà invece a individuare gli errori – spesso volontari – compiuti in passato e ad evitare che si ripetano in futuro.

    Infine, l’opera di ricostruzione dovrà garantire, nella misura del possibile, che la città dell’Aquila torni a vivere e che venga rispettata la sua storia pluricentenaria e la sua cultura che ha rappresentato e deve rappresentare in futuro una delle sue ricchezze principali.

    In questo quadro è importante il ruolo dell’Unione europea, la quale può intervenire attraverso differenti strumenti finanziari che vanno dal Fondo di Solidarietà per la fase dell’emergenza, ai fondi strutturali ed in particolare al Fondo di Sviluppo Regionale, agli aiuti per lo sviluppo rurale ed alle risorse del programma Cultura 2007-2013.

    Contrariamente a quel che ha scritto un autorevole quotidiano romano il 10 aprile (“l’Europa non si è fatta vedere”), i servizi della Commissione si sono attivati fin dalle prime ore dopo il sisma del 6 aprile e negoziati sono già in corso fra le autorità europee e le autorità italiane per individuare le vie migliori per garantire l’efficacia dell’aiuto comunitario dal punto di vista della quantità, della qualità e della rapidità dell’esecuzione.

    Da parte nostra vorremmo lanciare una proposta che tiene conto dell’importanza delle attività didattiche, di ricerca e di innovazione sviluppate negli anni dall’ateneo aquilano, le cui origini risalgono al quindicesimo secolo con la proposta di uno Studium di libere attività e che conta oggi nove facoltà e tre centri di eccellenza. In una popolazione di 27.000 studenti universitari che anima una città di 70.000 abitanti, solo il 37% sono aquilani e tutti gli altri vengono o dalla provincia o da altre regioni italiane o (alcune centinaia) dal resto del mondo, senza contare gli studenti Erasmus.

    Sappiamo che, all’interno dell’enorme dramma del terremoto del 6 aprile, si è inserita la tragedia del crollo della Casa dello studente e dei molti, troppi giovani che sono morti sotto le sue macerie.

    Noi suggeriamo che, fra gli aiuti comunitari e fra quelli che potranno provenire da singoli paesi europei, si studi rapidamente e si dia avvio in tempi brevi alla ricostruzione di una nuova Casa europea dello Studente che possa accogliere un gran numero di giovani consentendo loro di riprendere nelle condizioni migliori le attività didattiche. Per parte nostra, e come Rappresentanza in Italia della Commissione europea, siamo pronti ad aprire nella nuova Casa europea dello Studente un Centro di Documentazione Europea.

    Pier Virgilio Dastoli

    Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

    Ultimo aggiornamento: 04/01/2011  |Inizio pagina