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Più in particolare, il compito affidato al FEI dalla Commissione è quello di mettere in atto i finanziamenti attraverso due meccanismi:
- il “Meccanismo di garanzia per le PMI”, in forza del quale l’UE si accolla taluni rischi legati al finanziamento delle PMI in cambio di un impegno delle istituzioni finanziarie ad aumentare il volume dei prestiti verso le PMI stesse. Negli ultimi 10 anni, l’UE ha fornito a banche e ad altre istituzioni finanziarie garanzie per 436 milioni di euro, a copertura di portafogli prestiti non inferiori a un totale di 28 miliardi di euro;
- lo “Strumento a favore delle PMI innovative e a crescita rapida” (GIF), nel cui ambito il FEI investe nei fondi di capitali di rischio che si concentrano sulle piccole imprese a crescita rapida. La partecipazione del FEI a tali fondi permette a questi ultimi di investire maggiormente nelle fasi iniziali delle PMI e di attirare altri investitori.
Per quanto poi riguarda le buone pratiche, l’Italia vanta un’esperienza notevole in questo campo, confermata anche dagli ottimi indicatori raggiunti in passato. Soprattutto relativamente al Programma pluriennale a favore dell’impresa e dell’imprenditorialità (MAP, 2001-2006) che ha preceduto il CIP. Durante la partecipazione dell’Italia al MAP, circa 70 000 PMI hanno beneficiato del meccanismo di garanzia per le PMI, per prestiti il cui importo medio era di circa 76 000 euro. Tale risultato è stato reso possibile anche grazie alla realtà dei Confidi. Proprio la loro esperienza è stata oggetto di analisi e conclusioni da parte di due illustri rappresentanti: Giampaolo Molon , amministratore delegato e D.G. della Banca Popolare di Garanzia, capofila di ALL.GAR, e Giorgio Guarena , direttore generale della Unionfidi Piemonte.
Ma in Italia sono presenti anche altre strutture in grado di fornire un sostegno indispensabile. Sono l’ Enterprise Europe Network, il cui ruolo è stato presentato da Antonella Marras di Mondoimprese. Ma c’erano anche Alessandra Bechi , rappresentante dell’AIFI - Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital, e Carlo Paris , consigliere d’amministrazione dell’Italian Business Angels Network (IBAN). Bruno Robino del FEI ha infine illustrato una visione congiunta e condivisa tra gli interventi del Fondo stesso e quelli strutturali previsti dalla politica regionale, come Jeremie per esempio.
Dopo alcune capitali europee, anche Roma ha avuto il suo evento e presto seguiranno le altre. Una specie di evento itinerante, progettato già da diverso tempo e che, considerando la situazione attuale, dimostra la lungimiranza della Commissione nell’affrontare i problemi e le necessità delle PMI.
Per saperne di più, visita il sito http://www.sme-finance-day.eu/
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