|
Come ha sottolineato il Commissario europeo al Lavoro Vladimír Špidla: "la libertà di circolazione è un diritto imprescindibile per tutti i cittadini europei. La storia di questi ragazzi è esemplare: la mobilità nel settore "impiego" mantiene l'economia sana e permette a tutti di fare esperienze personali e professionali uniche a livello internazionale".
A giocare un ruolo importante è la rete EURES. Il network, nato nel 1993, comprende più di 5 mila uffici disseminati in tutti gli Stati Membri e più di 100 mila persone in staff per dare servizi di consulenza in merito. Fondamentale e utile per un proficuo incontro tra domanda e offerta di lavoro in Europa è il suo portale Internet. Secondo gli ultimi dati del 2007, la percentuale di lavoratori europei che vive in un altro paese è salita al 2.2% (più di 5 milioni), ma resta ancora più bassa di quella dei cittadini non comunitari che lavorano nell'Unione (3.8%).
Da ingegneri a camerieri, da economisti ad architetti, tutti hanno migliorato le proprie abilità e competenze in un altro settore lavorativo.
Se le diverse testimonianze raccolte dimostrano la varietà delle motivazioni e degli obiettivi che hanno spinto questi 50 a partire, il risultato deducibile dalle loro dichiarazioni è lo stesso: soddisfazione, appagamento e stimoli nuovi.
Ecco alcuni racconti di giovani che hanno vissuto un'esperienza di lavoro all'estero.
Erasmo Benna, 34 anni, italiano, ha lavorato quale ingegnere aerospaziale per AEROTEC Engineering in Germania. Ecco cosa dice: "Ho scelto di lavorare all’estero per fare nuove esperienze, imparare una nuova lingua e migliorare le mie capacità professionali. Avevo delle occasioni di lavoro nel mio paese ma in Germania posso ora lavorare nel campo specifico su cui erano imperniati i miei studi: l’aeronautica. Il sostegno datomi dal mio datore di lavoro mi ha aiutato a sormontare la distanza dalla mia famiglia, lo stress iniziale legato a un nuovo lavoro e alla necessità di organizzare la mia nuova vita."
Indre Sabaitè, una lituana ventottenne che lavora quale operatrice di processo per Solvay Shared Services in Portogallo dichiara “Cercavo un posto all’estero per imparare cose nuove, per migliorare le mie competenze professionali a livello internazionale, per vedere come viene organizzato il lavoro in altri paesi europei e migliorare la mia conoscenza delle lingue straniere. Il mio consigliere EURES mi ha aiutato moltissimo fornendomi informazioni pratiche sul Portogallo. Sono contentissima di aver preso l’iniziativa di venire in questo bel paese. Il Portogallo è talmente interessante e variato che non basterebbe tutto il mio tempo libero per esplorarlo da cima a fondo.”
Trinidad Cosano Estrada, ventitreenne, ha insegnato spagnolo in una scuola secondaria nella Repubblica ceca: "Fa un po’ paura andare in un altro paese soprattutto se non se ne conosce la lingua. Per me la cosa più importante è avere una dose di ottimismo e di determinazione per potersi immergere appieno nel progetto. È quello che ho fatto io e l’esperienza è stata arricchente."
L’evento di domani si tiene nel corso delle Giornate europee del lavoro 2008, una serie di oltre 500 fiere e altri eventi attinenti al tema dell'occupazione ai quali parteciperanno, tra settembre e ottobre, datori di lavoro e persone in cerca di lavoro dell’UE. La manifestazione di punta tenutasi a Bruxelles il 27 settembre ha registrato la presenza di circa 10 000 partecipanti.
Contesto
Attualmente più di 5 milioni di Europei – vale a dire circa il 2,2% della forza lavoro europea – vive in un altro Stato membro dell’UE stando ai dati provenienti dall’indagine 2007 sulle forze di lavoro condotta dall’UE. Si tratta di una cifra leggermente superiore a quella registrata alcuni anni fa. Resta il fatto però che nella forza lavoro dell’UE il numero di cittadini di paesi terzi è aumentato con maggiore celerità e si situa ora a circa il 3,8%.
I tassi di mobilità variano notevolmente tra gli Stati membri. Negli ultimi anni i cittadini dei paesi baltici, della Bulgaria, di Cipro, della Polonia della Romania e della Slovacchia, ma anche del Portogallo e dell’Irlanda, hanno dimostrato una propensità relativamente elevata a spostarsi in un altro paese dell’UE, ma questa tendenza è stata piuttosto limitata negli altri Stati membri.
La rete EURES, costituita nel 1993, è un servizio dell’occupazione su scala europea supportato da tutti i servizi pubblici dell’occupazione in Europa (UE + Spazio economico europeo). EURES comprende una rete di più di 5 000 uffici locali per l’occupazione con più di 100 000 addetti che offrono servizi alle persone in cerca di lavoro e ai datori di lavoro. Nell’ambito di questo gruppo vi sono 750 consiglieri EURES specializzati nella fornitura di consulenze in materia di mobilità transnazionale dei lavoratori. Le persone in cerca di lavoro possono inoltre accedere in qualsiasi momento a 1,4 milioni di posti di lavoro tramite il portale EURES e a loro volta i datori di lavoro possono utilizzare il servizio per reclutare personale.
Link utili:
Rete EURES Il portale europeo della mobilità professionale
PLOTEUS Portale sulle Opportunità di Apprendimento nello Spazio Europeo
EPSO Ufficio europeo di selezione del personale
Lavorare nelle Istituzioni europee
|