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L’istituzione dei CAE risale ormai a 14 anni fa. Nel 1994, facendo seguito alle sollecitazioni del movimento sindacale europeo, è stata approvata una Direttiva concernente la tutela degli interessi dei lavoratori in imprese di dimensioni comunitarie con cui si è dato vita, per la prima volta nella storia europea, ad una nuova istituzione di rappresentanza dei lavoratori. I CAE operano attualmente in 820 grandi imprese dell’Ue, coprendo 14,5 milioni di lavoratori.
La revisione della Direttiva è una delle priorità legislative della Commissione per il 2008. Tale importanza deriva certamente dalla funzione che i CAE svolgono per assicurare una ristrutturazione aziendale socialmente accettabile nonché sviluppare partenariati tra le aziende e tra aziende e lavoratori a livello europeo. Ecco perché diventa fondamentale che i partner sociali esprimano i loro pareri riguardo ad ulteriori misure da adottare per garantire l’efficacia della sensibilizzazione transnazionale dei lavoratori come anche del loro diritto di essere consultati. La Commissione chiede inoltre ai suoi interlocutori di formulare proposte per migliorare l'attuazione della Direttiva e rendere coerenti i vari strumenti legislativi che intervengono in questo ambito.
Migliorarne il funzionamento diventa quindi indispensabile nella più ampia visione della Commissione espressa attraverso la sua Agenda sociale 2005- 2010 volta a modernizzare il modello sociale europeo e adeguarlo agli obiettivi tracciati dalla Strategia di Lisbona. A tale riguardo il commissario responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità Vladimir Špidla ha ribadito: “I Comitati aziendali europei rivestono un ruolo chiave nell’anticipare e gestire la dimensione sociale di cambiamento nelle più grandi realtà aziendali europee. Essi contribuiscono inoltre al miglioramento della loro governance, la quale rappresenta un fattore cruciale per il sostegno alla competitività”.
Questa seconda tappa di consultazione prenderà in considerazione i rilievi emersi da quella precedente, tenutasi nel 2004 e poi, successivamente, nel 2005. Allora i partner sociali avevano dimostrato divergenze relativamente ai meccanismi concreti volti all’organizzazione dell’informazione e la consultazione dei lavoratori. Ma tutti sono oggi concordi sulla necessità di agire in quanto riconoscono la reale efficacia di questo tipo di rappresentanza. Il CAE consente infatti lo scambio di informazioni tra i rappresentanti dei lavoratori delle diverse sedi di gruppi multinazionali, contribuisce all’individuazione di omissioni di informazioni da parte del management, rappresenta un sistema di preallarme come, ad esempio, nel caso di ristrutturazioni imminenti, consente l’utilizzo di tutte le informazioni utili alle contrattazioni a livello di filiale, impedisce il dumping sociale (l’abbassamento degli standard sociali offerti), agevola l’elaborazione di iniziative comuni, ad esempio nell’ambito della formazione continua, e lo studio di alternative comuni alle decisioni assunte a livello dirigenziale, consolida i contatti internazionali ed i comportamenti solidali transnazionali.
L’appello della Commissione in questo senso dà seguito anche alle iniziative delle altre istituzioni dell’Ue quali il Parlamento e il Comitato economico e sociale che hanno chiesto una revisione e l'arricchimento della normativa vigente.
20 febbraio 2008
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