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Il 49%, ovvero la maggioranza relativa, degli italiani ritiene che far parte
dell’Unione europea sia una cosa positiva per il paese. È evidente che il trend
negativo dei sondaggi si sia invertito in quanto nell'ultimo rilevamento
Eurobarometro Standard 72 si registra un aumento dell'1% dei soddisfatti, a
fronte della diminuzione dei critici del 16%, attestandosi al 13%.
È interessante scoprire inoltre quali, secondo il campione, sono i
principali elementi di identità comune. Per la maggioranza relativa degli
italiani (37%), l’Unione europea rappresenta principalmente la possibilità di
viaggiare, di studiare e di lavorare in Europa. La stessa percentuale riconosce
l’UE primariamente nella moneta comune, l’euro. Non mancano, ovviamente, i
valori comuni: democrazia (34%), diritti umani (33%) e stato di diritto
(28%).
Cresce anche la fiducia degli italiani nei confronti dell'Unione.. Il 52%
del campione dice di fidarsi dell’UE, mentre il 32% non si fida. Nell’ultimo
rilevamento Eurobarometro della primavera 2009, il tasso di fiducia era al 48%
contro il 36% di scettici. Si evince pertanto che l’UE è considerata dal
campione italiano ampiamente più adatta dei governi nazionali a gestire la
lotta alla criminalità, la lotta al terrorismo, difesa e affari esteri,
economia,
immigrazione, lotta all’inflazione, protezione dell’ambiente, energia,
ricerca
scientifica, protezione dei consumatori, agricoltura e pesca, supporto alle
regioni
meno sviluppate, concorrenza e trasporti.
Tuttavia, nonostante il giudizio positivo e la fiducia riservata all’Ue, il
44% degli italiani ritiene che l’Unione europea sia al momento a corto di idee,
mentre il 41% non è d’accordo con questa affermazione. Questa mancanza di
capacità propositiva andrebbe anche a detrimento del peso dell'Europa quale
attore globale. In quasi tutti i settori elencati nel sondaggio (lotta
all'inflazione, economia, trasporti, energia, politica regionale, agricoltura,
ricerca, sicurezza, istruzione) gli Stati Uniti precedono l’Unione europea,
secondo il parere della maggioranza relativa degli italiani.
Sembra quindi comprensibile anche il trend stabile di scetticismo per quanto
riguarda la situazione economica attuale. L’80% degli italiani ritiene che la
situazione economica del paese sia negativa, seppure la percentuale degli
scontenti è calata rispetto all’81% registrato nell’ultimo rilevamento della
scorsa primavera. Tra i cittadini europei prevale lo stesso
sentimento, con il 75% di critici. Anche l’economia europea è considerata
versare in cattive acque. Appena il 22% degli intervistati italiani ritiene che
le condizioni siano buone, mentre per un netto 75% (comunque in calo dal
precedente 78%) domina una valutazione negativa.
In una situazione di crisi generalizzata, l’euro rimane un punto fermo. Il
63% degli italiani è favorevole all’Unione monetaria europea e alla moneta
comune. Sono in aumento dal precedente 61%. Gli scettici calano dal 31% al
28%.
Lo scetticismo italiano permane anche per quanto riguarda i futuri
allargamenti, mentre a livello europeo, dato di fatto, c'è stata un'inversione
di rotta: Il 46% degli intervistati europei dichiarano di essere favorevoli a
nuovi allargamenti dell’Unione europea negli anni a venire, contro il 43% di
contrari. Quanto agli italiani, i contrari (43%) rimangono più numerosi dei
favorevoli (42%), seppure la percentuale di scettici verso nuovi allargamenti è
in calo.
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