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Il 90% delle morti è dovuto a poche, prevenibili e curabili malattie: in
particolare, polmonite, diarrea e malaria sono responsabili di oltre il 40% dei
decessi infantili. Oltre 3.5 milioni di morti avviene alla nascita, in gran
parte dei casi per gravi infezioni (es. sepsi, polmonite, tetano), asfissia o
parto prematuro. “Fino a non tantissimi anni fa anche in Italia la mortalità
infantile e la malnutrizione erano un problema molto grave che però è stato
superato e risolto alla radice (2)”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale
di Save the Children per l’Italia. “La verità è che la mortalità infantile e la
malnutrizione possono essere vinte con semplici soluzioni e medicine ben
conosciute e disponibili (3). Per questo Save the Children ha lanciato nel 2009
la Campagna Every One e ha deciso di impegnarsi concretamente a salvare
2.500.000 bambini entro il 2015, a raggiungere con programmi di salute e
nutrizione circa 50 milioni di donne in età fertile e bambini e a mobilitare 60
milioni di sostenitori in tutto il mondo. Vogliamo dire a gran voce e
dimostrare che questa battaglia si può e si deve vincere”.
L’Africa subsahariana e il Sud Asia sono le aree del mondo dove il problema è
più acuto – con la prima che detiene il triste primato di 1 bambino che muore
ogni 8 nati vivi e la seconda che totalizza un terzo delle morti infantili del
mondo. Inoltre appartengono all’Africa subsahariana Ciad, Congo, Zimbabwe i 3
paesi che insieme a alle isole caraibiche Trinidad e Tobago, dal 1990 ad oggi
hanno visto peggiorare i propri tassi di mortalità infantile.
“Accanto a queste situazioni limite registriamo anche dei progressi in nazioni
come Ghana, Egitto, Mozambico, Indonesia, Nepal, Bangladesh, che non solo hanno
ridotto la mortalità infantile ma hanno fatto sì che i miglioramenti
riguardassero tutta la popolazione infantile, compresi i bambini più poveri e
svantaggiati”, sottolinea Francesco Aureli, Responsabile Policy e Advocacy di
Save the Children per l’Italia. “Tuttavia se vogliamo vincere la nostra
battaglia dobbiamo fare molto di più e intervenire anche sulla malnutrizione
(4) che è il killer nascosto di circa un terzo dei bambini che muoiono entro i
5 anni”. Si stima che il 14.5% delle morti infantili sia collegato alla
malnutrizione cronica, il 14.6% alla malnutrizione acuta, il 6.5% a mancanza di
vitamina A e il 4.4% a carenza di zinco. Nel mondo sono 195 milioni i bambini
con malnutrizione cronica. Il 65% di essi si trova in 10 paesi: India, Cina,
Nigeria, Pakistan - dove la situazione è drammaticamente peggiorata dopo le
alluvioni - Indonesia, Bangladesh, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo,
Filippine, Tanzania.
“Quando un bambino non ha di che mangiare e non assume i principi nutritivi
giusti per la sua crescita, diventa debole e il suo sistema immunitario, ancora
immaturo, più vulnerabile a malattie”, spiega Francesco Aureli. “La
malnutrizione, fino al suo esito mortale, è il risultato di una dieta povera e
di infezioni, in un circolo perverso in cui i due aspetti si influenzano
negativamente. Non a caso un bambino gravemente malnutrito è 9 volte più a
rischio di morire di un bambino ben nutrito”. Tra le soluzioni che Save the
Children indica per risolvere il problema della malnutrizione: allattamento
esclusivo al seno, distribuzione di micronutrienti, supporto economico a donne
e famiglie, sistemi agricoli e coltivazioni in grado di produrre cibo in
quantità e costi adeguati alle esigenze delle madri e delle comunità più
povere, centri di cura per bambini gravemente malnutriti.
“Si tratta di misure che Save the Children realizza nei suoi programmi di
salute e nutrizione nei 36 paesi (5) in cui si sta dispiegando Every One e 5
dei quali – Egitto, Etiopia, Mozambico, Malawi e Nepal - sono direttamente
sostenuti da Save the Children Italia”, precisa Valerio Neri, Direttore
Generale di Save the Children per l’Italia.
“Sul versante della lotta alla mortalità infantile Save the Children sta
lavorando su alcuni aspetti cruciali come la formazione di migliaia di
operatori sanitari di comunità a cui spetta diagnosticare nei bambini fino a 5
anni le malattie potenzialmente mortali, come diarrea, malaria, polmonite e
offrire le prime semplici cure. Inoltre Save the Children sta facendo pressione
sui paesi più colpiti dalla mortalità infantile affinché i servizi alla salute
materno-infantile siano resi gratuiti. Su questo punto i paesi del G8, Italia
compresa, possono e debbono dare il massimo del sostegno finanziario. Anche
perché l’attuale crisi economica con l’aumento del prezzo del cibo e le
devastanti e inaspettate catastrofi naturali come l’alluvione in Pakistan e la
carestia in Niger stanno creando ulteriori e pesantissime difficoltà a nazioni
e popolazioni già fragili”, conclude Valerio Neri.
E' possibile sostenere la campagna Every One. Scorpite come sul sito di Save
the Children - Italian Onlus.

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