Percorso di navigazione

Sostenete la campagna Every One di Save the Children
RSSTwitter
Inviare questa pagina per posta elettronicaInviare questa pagina per posta elettronicaPrintPrint

08/10/2010

Mortalità e malnutrizione: oltre 8 milioni di bambini sotto i 5 anni continuano a morire ogni anno per malattie banali, come diarrea e polmonite o perché malnutriti; 195 milioni quelli affetti da malnutrizione cronica nel mondo

Nel 2000 il mondo all’unanimità prometteva: entro il 2015 avremo ridotto di 2/3 la mortalità infantile. A fine 2010 le promesse sono un’eco imbarazzante mentre la realtà sono numeri che scendono lenti e incerti o addirittura risalgono drammaticamente. 8.1 milioni di bambini sotto i 5 anni continuano a morire ogni anno per cause banali e prevenibili. Un terzo di queste morti ha come concausa la malnutrizione, acuta o cronica, denuncia il Rapporto su La mortalità infantile e l’impatto della malnutrizione di Save the Children – la più grande organizzazione internazionale indipendente che dal 1919 lotta per migliorare concretamente le condizioni di vita dei bambini. Sono oltre 4 milioni in Africa, 3.7 milioni in Asia e circa 240 mila in America Latina e nei Caraibi, i bambini che perdono la loro battaglia per la sopravvivenza ogni anno. 64 i paesi dove si combatte questa guerra e dove si concentra il 95% delle morti infantili del pianeta. Ciad, Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Guinea-Bissau, Sierra Leone, Mali, Somalia, Repubblica Centro Africana, Burkina Faso, Burundi, i 10 stati con i più alti tassi di mortalità infantile del mondo.

    Sostenete la campagna Every One di Save the Children


    Il 90% delle morti è dovuto a poche, prevenibili e curabili malattie: in particolare, polmonite, diarrea e malaria sono responsabili di oltre il 40% dei decessi infantili. Oltre 3.5 milioni di morti avviene alla nascita, in gran parte dei casi per gravi infezioni (es. sepsi, polmonite, tetano), asfissia o parto prematuro. “Fino a non tantissimi anni fa anche in Italia la mortalità infantile e la malnutrizione erano un problema molto grave che però è stato superato e risolto alla radice (2)”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children per l’Italia. “La verità è che la mortalità infantile e la malnutrizione possono essere vinte con semplici soluzioni e medicine ben conosciute e disponibili (3). Per questo Save the Children ha lanciato nel 2009 la Campagna Every One e ha deciso di impegnarsi concretamente a salvare 2.500.000 bambini entro il 2015, a raggiungere con programmi di salute e nutrizione circa 50 milioni di donne in età fertile e bambini e a mobilitare 60 milioni di sostenitori in tutto il mondo. Vogliamo dire a gran voce e dimostrare che questa battaglia si può e si deve vincere”.

    L’Africa subsahariana e il Sud Asia sono le aree del mondo dove il problema è più acuto – con la prima che detiene il triste primato di 1 bambino che muore ogni 8 nati vivi e la seconda che totalizza un terzo delle morti infantili del mondo. Inoltre appartengono all’Africa subsahariana Ciad, Congo, Zimbabwe i 3 paesi che insieme a alle isole caraibiche Trinidad e Tobago, dal 1990 ad oggi hanno visto peggiorare i propri tassi di mortalità infantile.

    “Accanto a queste situazioni limite registriamo anche dei progressi in nazioni come Ghana, Egitto, Mozambico, Indonesia, Nepal, Bangladesh, che non solo hanno ridotto la mortalità infantile ma hanno fatto sì che i miglioramenti riguardassero tutta la popolazione infantile, compresi i bambini più poveri e svantaggiati”, sottolinea Francesco Aureli, Responsabile Policy e Advocacy di Save the Children per l’Italia. “Tuttavia se vogliamo vincere la nostra battaglia dobbiamo fare molto di più e intervenire anche sulla malnutrizione (4) che è il killer nascosto di circa un terzo dei bambini che muoiono entro i 5 anni”. Si stima che il 14.5% delle morti infantili sia collegato alla malnutrizione cronica, il 14.6% alla malnutrizione acuta, il 6.5% a mancanza di vitamina A e il 4.4% a carenza di zinco. Nel mondo sono 195 milioni i bambini con malnutrizione cronica. Il 65% di essi si trova in 10 paesi: India, Cina, Nigeria, Pakistan - dove la situazione è drammaticamente peggiorata dopo le alluvioni - Indonesia, Bangladesh, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo, Filippine, Tanzania.

    “Quando un bambino non ha di che mangiare e non assume i principi nutritivi giusti per la sua crescita, diventa debole e il suo sistema immunitario, ancora immaturo, più vulnerabile a malattie”, spiega Francesco Aureli. “La malnutrizione, fino al suo esito mortale, è il risultato di una dieta povera e di infezioni, in un circolo perverso in cui i due aspetti si influenzano negativamente. Non a caso un bambino gravemente malnutrito è 9 volte più a rischio di morire di un bambino ben nutrito”. Tra le soluzioni che Save the Children indica per risolvere il problema della malnutrizione: allattamento esclusivo al seno, distribuzione di micronutrienti, supporto economico a donne e famiglie, sistemi agricoli e coltivazioni in grado di produrre cibo in quantità e costi adeguati alle esigenze delle madri e delle comunità più povere, centri di cura per bambini gravemente malnutriti.

    “Si tratta di misure che Save the Children realizza nei suoi programmi di salute e nutrizione nei 36 paesi (5) in cui si sta dispiegando Every One e 5 dei quali – Egitto, Etiopia, Mozambico, Malawi e Nepal - sono direttamente sostenuti da Save the Children Italia”, precisa Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children per l’Italia.

    “Sul versante della lotta alla mortalità infantile Save the Children sta lavorando su alcuni aspetti cruciali come la formazione di migliaia di operatori sanitari di comunità a cui spetta diagnosticare nei bambini fino a 5 anni le malattie potenzialmente mortali, come diarrea, malaria, polmonite e offrire le prime semplici cure. Inoltre Save the Children sta facendo pressione sui paesi più colpiti dalla mortalità infantile affinché i servizi alla salute materno-infantile siano resi gratuiti. Su questo punto i paesi del G8, Italia compresa, possono e debbono dare il massimo del sostegno finanziario. Anche perché l’attuale crisi economica con l’aumento del prezzo del cibo e le devastanti e inaspettate catastrofi naturali come l’alluvione in Pakistan e la carestia in Niger stanno creando ulteriori e pesantissime difficoltà a nazioni e popolazioni già fragili”, conclude Valerio Neri.

    E' possibile sostenere la campagna Every One. Scorpite come sul sito di Save the Children - Italian Onlus.

     

                                                                                       

    Link connessi

    Ultimo aggiornamento: 31/10/2010  |Inizio pagina