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L'Eurobarometro di primavera 2010: i cittadini dell'UE sono a favore di una più forte governance economica europea
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26/08/2010

 

Il 75% dei cittadini europei ritiene che un maggiore coordinamento delle politiche economiche e finanziarie tra gli Stati membri dell'UE sarebbe utile per lottare contro la crisi economica, come risulta dall'Eurobarometro di primavera 2010, il sondaggio di opinione semestrale organizzato dall'UE. L'indagine è stata condotta a maggio – nel pieno della crisi del debito pubblico in Europa – ed è stata pubblicata oggi. Il 72% dei cittadini europei è favorevole a una più forte supervisione ad opera dell'UE delle attività dei principali gruppi finanziari internazionali, il che corrisponde a un aumento di quattro punti percentuali rispetto alle indicazioni dell'ultimo sondaggio Eurobarometro dell'autunno 2009.

    L'Eurobarometro di primavera 2010: i cittadini dell'UE sono a favore di una più forte governance economica europea

     

    "La chiara maggioranza di cittadini che si esprimono a favore di una più intensa governance economica europea indica che essi vedono nell'UE un elemento decisivo per la soluzione della crisi”, ha affermato Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea, responsabile inoltre per la politica della Comunicazione. “La nostra indagine di primavera – effettuata nel pieno della crisi – rispecchia i tempi difficili e le sfide che i cittadini europei si sono trovati ad affrontare negli ultimi mesi. Da allora l'UE ha adottato misure importanti ed ardite per ripristinare la fiducia, grazie alle quali si è prodotto un rimbalzo dell'euro e assistiamo ora alla ripresa delle principali economie europee. È chiaramente troppo presto per cantare vittoria. Abbiamo ora però la possibilità di configurare la governance economica europea, come preconizzato dai cittadini dell'UE, per far sì che l'Europa contribuisca a risolvere le loro preoccupazioni."

    L'indagine Eurobarometro della primavera 2010 è stata condotta tramite interviste dirette tra il 5 e il 28 maggio 2010, vale a dire nel pieno della crisi del debito pubblico che ha colpito l'Europa. Nei 27 Stati membri dell'UE sono state intervistate complessivamente 26.641 persone.

    I risultati dell'Eurobarometro di primavera 2010 indicano che i cittadini si attendono sempre di più dall'UE: un numero crescente di cittadini europei ritiene che né gli Stati Uniti né il G20, bensì l'UE sia nella posizione migliore per intervenire efficacemente contro la crisi (26%, +4 rispetto all'autunno 2009).

    Si registra inoltre una crescente domanda di maggiore coordinamento delle politiche economiche e finanziarie a livello dell'UE: il 75% dei cittadini vuole una maggiore governance economica europea (+2 rispetto all'autunno 2009 e +4 rispetto al febbraio 2009). Il sostegno alla governance economica è più forte nella Slovacchia (89%), in Belgio (87%) e a Cipro (87%). In diversi paesi si è registrato un importante spostamento delle opinioni a favore di una governance economica rafforzata, in particolare in Finlandia e Irlanda (+13 rispetto all'autunno 2009), in Belgio e Germania (+7), in Austria, Lussemburgo e Slovacchia (+6) e nei Paesi Bassi (+5).

    Tra le principali cause di preoccupazione per gli europei vi erano l'attuale situazione economica (40%, valore invariato rispetto all'autunno 2009), la disoccupazione (48%; -3 punti percentuali) e l'aumento dei prezzi (20%; +1). La crisi ha influenzato anche la percezione che i cittadini hanno dell'UE: il 40% dei cittadini europei associa l'UE con l'euro (+3), il 45% con la libertà di viaggiare, studiare e lavorare ovunque nell'UE (-1) e il 24% con la pace (-4).

    La maggior parte dei cittadini europei è consapevole delle importanti sfide che tutti i paesi dell'UE si trovano ora ad affrontare: il 74% concorda sul fatto che il proprio paese ha bisogno di riforme per affrontare il futuro (+1 rispetto all'autunno 2009) e il 71% è pronto ad accettare le riforme per il bene delle generazioni future (valore invariato). I cittadini europei non sono sicuri su quale sia il modo migliore per stimolare la ripresa economica: il 74% ritiene che le misure volte a ridurre i deficit pubblici nazionali e il debito non possono attendere (85% in Svezia, 84% in Ungheria, 83% in Germania, 82% in Belgio e Cipro, e 80% nella Repubblica ceca, in Grecia e Slovenia). Contemporaneamente, nell'UE-27, il 46% sostiene anche l'uso dei deficit pubblici per stimolare l'attività economica (rispetto al 36% che è contrario e al 18% che non sa rispondere). Nei 16 paesi della zona dell'euro il risultato è diverso: il 42% è contrario all'uso dei deficit pubblici, mentre il 41% è a favore.

    La maggioranza dei cittadini europei conferma che l'UE ha fissato le giuste priorità nella sua strategia per la ripresa economica "Europa 2020" (IP/10/225): il 92% condivide il punto di vista che i mercati del lavoro devono essere modernizzati per far crescere i livelli di occupazione oltre ad affermare che gli interventi a favore dei poveri e dei gruppi emarginati dovrebbero rivestire carattere prioritario. Il 90% è a favore di un'economia meno basata sullo sfruttamento delle risorse naturali e che riduca le emissioni dei gas ad effetto serra.

    Interrogati sui vantaggi dell'appartenenza all'UE, il 49% dei cittadini europei ha affermato a maggio che l'appartenenza del loro paese all'UE era una “cosa positiva” (-4 rispetto all'autunno 2009). Il consenso pubblico quanto all'appartenenza all'UE è risultato comunque superiore rispetto al 2001 allorché, in seguito alla congiuntura sfavorevole determinata dalla bolla speculativa di Internet, il sostegno pubblico all'appartenenza all'UE si situava al 48%.

    Dall'indagine è emerso anche che nel maggio 2010 la fiducia nelle istituzioni dell'UE rimaneva elevata rispetto a quella nei governi nazionali o nei parlamenti nazionali (42% contro il 29% e il 31% rispettivamente), anche se la fiducia nell'UE ha registrato una contrazione nel pieno della crisi (scendendo al 42% dal 48% registrato nell'autunno 2009). Tale fenomeno era maggiormente pronunciato in Estonia (68%), Slovacchia (65%), Bulgaria e Danimarca (61%), mentre era più contenuto nel Regno Unito (20%).

    In considerazione dei negoziati di adesione che il Consiglio europeo ha avviato il 27 luglio 2010 con l'Islanda ( IP/10/1011), l'Eurobarometro di primavera includeva anche per la prima volta interviste dirette fatte a 526 cittadini islandesi. Gli islandesi sono stati interrogati sul loro atteggiamento generale nei confronti dell'UE. A maggio il 35% aveva fiducia nell'UE e il 29% riteneva che l'Islanda avrebbe tratto vantaggio dall'appartenenza all'UE.

     

    La situazione italiana

    Con l'84%, ovvero con 4 punti percentuali in più rispetto al sondaggio precedente (autunno 2009), gli italiani intervistati hanno espresso nella stragrande maggioranza un giudizio negativo sulla situazione economica. La disoccupazione continua ad essere la principale preoccupazione (49%), seguita dalla situazione economica generale (41%) e l'inflazione (26%). La sicurezza si colloca al quarto posto in questa classifica con il 16%, mentre l'immigrazione segue di poco con il 12%. Vista l'importanza della fase economica e finanziaria e la necessità di cercare un'uscita dalla crisi, gli italiani si confermano convinti sostenitori dell'approccio comune europeo. Nel 73% dei casi ritengono che un maggiore coordinamento delle politiche economiche e finanziarie tra gli Stati membri dell'UE renderà più efficace l'economia europea nel suo complesso. Lo stesso parere è espresso per quanto riguarda il bisogno di assicurare una sorveglianza e supervisione europea sulle attività dei gruppi finanziari transnazionali più importanti (69% si dichiara favorevole). Una netta maggioranza condivide anche la convinzione che per uscire dalla crisi l'UE deve innanzitutto puntare sull'innovazione e la ricerca, ridurre la sua dipendenza energetica, promuovere lo spirito imprenditoriale e la competitività, favorire politiche attive per migliorare e aumentare l'occupazione. 

     

    Contesto

    Il 12 maggio e il 30 giugno la Commissione europea ha formulato proposte per rafforzare la governance economica e migliorare la sorveglianza strutturale e finanziaria nell'UE (IP/10/561, IP/10/850).

    Dalle cifre Eurostat più recenti (secondo trimestre del 2010) emerge che nell'UE-27  la crescita del PIL è aumentata dell'1,0% rispetto al primo trimestre del 2010.

     

    Per ulteriori informazioni

    L'Eurobarometro di primavera 2010 (primi risultati) è disponibile all'indirizzo:  http://ec.europa.eu/public_opinion/standard_en.htm

    Principali risultati dell'Eurobarometro di primavera 2010: cfr. allegato a comunicato sul sito Rapid

    Ultimo aggiornamento: 31/10/2010  |Inizio pagina