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Il 9 maggio, per la Festa dell’Europa, la Commissione europea aveva infatti invitato i cittadini UE a formulare proposte per definire l’agenda politica dei prossimi anni e delineare il futuro dell’Europa. La consultazione online - intitolata “I vostri diritti, il vostro futuro” - è aperta fino al 9 settembre e consiste in un breve questionario che può essere facilmente compilato in soli dieci minuti all’indirizzo http://ec.europa.eu/our-rights-your-future.
La crisi finanziaria e del debito sovrano ha posto l’Europa davanti a sfide importanti ed ha innescato un dibattito politico sul futuro prossimo e a lungo termine dell'Unione europea. Durante il Consiglio europeo di giugno si è discusso della necessità di avviare una nuova fase per l’unione economica e monetaria (UEM). Ma qualsiasi ulteriore integrazione della politica economica e di bilancio deve essere legittimata agli occhi dei cittadini europei. Secondo la relazione dei quattro presidenti (il presidente del Consiglio europeo, il presidente della Commissione europea, il presidente dell’Eurogruppo e il presidente della Banca centrale europea), pubblicata il 26 giugno, “una più stretta integrazione dell’UEM richiederà una più forte base democratica e l’ampio sostegno dei cittadini. Per questo motivo, è essenziale che già il processo di realizzazione di tale prospettiva sia basato su un’ampia consultazione e partecipazione. Integrazione e legittimità devono andare di pari passo”. Su proposta della Commissione, il 2013 sarà proclamato “Anno europeo dei cittadini”. La Commissione europea desidera cogliere questa occasione per coinvolgere i cittadini nella progettazione dell’Unione di domani e conoscere i loro punti di vista sul futuro dell’Europa.
“L’attuale crisi ha stimolato un indispensabile dibattito pubblico circa gli obiettivi dell’Europa. Per rendere l’unione economica e monetaria realmente irreversibile e per ripristinare la fiducia è importante offrire ai cittadini e alle imprese una prospettiva di ciò che l’Europa sarà nel 2020. Sono lieta di constatare che, in questo contesto, le proposte di “Unione politica”, “Federazione europea” o persino di “Stati Uniti d’Europa” sono tornate a essere argomento di dibattito”, ha dichiarato Viviane Reding, vicepresidente della Commissione e Commissaria per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. “La consultazione pubblica della Commissione ha dimostrato che questo dibattito suscita un forte interesse. Soprattutto è incoraggiante vedere che la maggior parte delle risposte sono state fornite da giovani europei. Sono fermamente convinta che per uscire dalla crisi è necessaria più, e non meno, Europa e a tal fine occorre coinvolgere i cittadini. L’Europa, in ultima analisi, riguarda i loro diritti, le loro preoccupazioni e il loro futuro. Sono pertanto i cittadini che dovrebbero guidarci verso un’Europa più forte e più integrata”.
La consultazione della Commissione dà l’occasione ai cittadini europei di dire quali sono gli ostacoli pratici che incontrano nella vita quotidiana nell’esercizio dei loro diritti di cittadini dell’UE o dei diritti fondamentali sanciti dalla legislazione europea. La Commissione vuole conoscere le eventuali difficoltà incontrate dai cittadini europei quando viaggiano in Europa, attraversano le frontiere, votano o si candidano alle elezioni o ancora quando fanno acquisti online, e terrà conto delle risposte inviate dai cittadini all'atto di definire la propria agenda politica per gli anni a venire e di elaborare la relazione sulla cittadinanza dell’Unione del 2013, che verrà presentata il 9 maggio 2013, giorno della Festa dell’Europa.
Solo tre mesi dopo il suo lancio, lo scorso 9 maggio, il questionario della consultazione online ha già raccolto oltre 5 000 risposte provenienti dai cittadini di tutti gli Stati membri. Ben il 10,5% delle risposte giunte fino ad oggi provengono da cittadini italiani.
Contesto
La cittadinanza europea – che integra e non sostituisce quella nazionale – conferisce a tutti i cittadini dei 27 Stati membri dell’Unione una serie di diritti in più. Il cittadino dell’Unione ha il diritto di votare e candidarsi alle elezioni amministrative e europee nello Stato membro UE in cui risiede, gode della tutela consolare delle autorità di un qualsiasi Stato membro se il suo Stato non è rappresentato all’estero, può presentare una petizione al Parlamento europeo, rivolgersi al Mediatore europeo o partecipare ad un’iniziativa dei cittadini europei. Inoltre, tutti in Europa possono invocare i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, ogni qualvolta il diritto dell’UE venga applicato dalle istituzioni dell’UE o attuato dalle autorità nazionali.
La relazione sulla cittadinanza dell’Unione del 2010 (vedi IP/10/1390 e MEMO/10/525) individua 25 interventi concreti per eliminare gli ostacoli che ancora intralciano la libera circolazione dei cittadini europei all’interno dell’Unione, ad esempio con campagne di sensibilizzazione sullo status di cittadino europeo, sui relativi diritti e sulle implicazioni nella vita di tutti i giorni. La Commissione propone infatti di proclamare il 2013 “Anno europeo dei cittadini” e di organizzare eventi mirati sulla cittadinanza dell’Unione e sulle politiche per i cittadini.
La seconda relazione sulla cittadinanza dell’Unione, che la Commissione pubblicherà nel 2013 - Anno europeo dei cittadini – presenterà ulteriori interventi mirati intesi ad eliminare i rimanenti ostacoli che impediscono ai cittadini dell’Unione di godere pienamente dei propri diritti.
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