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Ciò significa che l’investimento annuo nell’Unione europea dovrà quasi triplicare, passando da 3 a 8 miliardi di euro; la proposta rappresenta un passo avanti nell’attuazione del piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (piano SET), pilastro tecnologico della politica energetica e climatica dell’Unione europea. Nel documento vengono esaminate varie fonti di finanziamento, provenienti dai settori pubblico e privato a livello nazionale e comunitario, che dovranno essere utilizzate in maniera coordinata e che contribuiranno a dare impulso ad un settore industriale in rapida crescita e a creare posti di lavoro.
Il commissario europeo responsabile della scienza e della ricerca, Janez Potočnik, ha affermato: “Se l’Europa vuole rendere più economico il cammino verso Copenaghen e oltre, è urgente aumentare gli investimenti nella ricerca sulle tecnologie pulite. Con le stime odierne la Commissione vuole trasformare il piano SET in un trampolino di lancio per un’economia a bassa emissione di carbonio, impresa possibile solo se i soggetti pubblici e privati mettono in comune le risorse in modo coerente. L’aumento degli investimenti intelligenti nella ricerca rappresenta oggi un’opportunità per sviluppare nuove fonti di crescita, per rendere la nostra economia più rispettosa dell’ambiente e per assicurare la competitività dell’Unione europea dopo la crisi”.
Andris Piebalgs, commissario responsabile dell’energia, ha dichiarato: “Le rivoluzioni industriali precedenti hanno mostrato che tecnologie adeguate possono migliorare il nostro modo di vivere. Oggi abbiamo un’opportunità unica per passare da un modello energetico basato su combustibili fossili inquinanti, scarsi e pericolosi a un modello pulito, sostenibile e meno dipendente dalle fonti fossili. Tutto sta nello scegliere le tecnologie giuste”.
“L’investimento necessario per sviluppare energie pulite e rinnovabili può essere ottenuto soltanto mediante un’ampia serie di strumenti finanziari. A tal fine, la Commissione e la Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno già aumentato notevolmente i finanziamenti, ma occorre mobilitare maggiormente i fondi provenienti dal settore pubblico e privato. Proponiamo di potenziare il meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi, di offrire ulteriore sostegno al capitale di rischio e di sviluppare il fondo Marguerite e altri fondi”, ha affermato Joaquín Almunia, commissario europeo per gli affari economici e monetari.
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