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Informazione periodica sui rischi che derivano dalla produzione industriale, piani d’emergenza ed evacuazione in caso d’incidente grave, ispezioni più rigorose negli impianti, il tutto da pubblicare sempre in rete, a disposizione dei cittadini: questi i punti chiave delle nuove norme. La Commissione ha anche aggiornato l’elenco delle sostanze ritenute pericolose alla luce delle più recenti classificazioni internazionali.
Smaltimento dei rifiuti elettronici
Anche per i rifiuti elettronici ci sono novità. Molti degli apparecchi di uso comune – televisori innanzitutto, ma anche radio, computer, telefoni cellulari e molto altro – devono essere smaltiti in maniera “speciale”. Non li si può semplicemente buttare nel cassonetto sotto casa, pena causare gravi problemi di inquinamento. Per questo motivo la Commissione ha previsto, per i prossimi anni, dei traguardi di riciclo che tutti gli stati membri dovranno raggiungere.
Attualmente la raccolta si attesta intorno al 33%, ma entro il 2016 il 45% di tutte le apparecchiature vendute, assieme ai metalli “problematici” (oro, argento, rame e altri metalli rari) che contengono, dovrà essere correttamente smaltito. La quota sale al 65% nel 2019, ma in alternativa gli stati potranno scegliere un secondo indicatore: l’85% del totale dei rifiuti elettronici. Le nuova direttiva inoltre punisce più severamente i traffici e le esportazioni illegali di questi rifiuti, fino a ora spesso mascherate da normali spedizioni di merce usata proprio per aggirare i controlli.
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