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Il testo di Copenaghen
Il testo approvato a Copenaghen rappresenta un passo in avanti verso
l'obiettivo che l'UE si è fissato di arrivare ad un accordo sul clima di
portata mondiale e giuridicamente vincolante che entri in vigore nel 2013, cioè
al termine del primo periodo di impegno previsto dal protocollo di Kyoto. Il
testo accoglie l'obiettivo principale sostenuto dall'UE, ossia il mantenimento
del surriscaldamento globale al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli
preindustriali, per evitare le ripercussioni peggiori dei cambiamenti
climatici.
Finora i paesi industrializzati e in via di sviluppo che producono oltre
l'80% delle emissioni di gas serra a livello planetario hanno inserito i
rispettivi obiettivi di emissione o azioni in materia nel testo di Copenaghen.
Questo dato significa che la maggior parte dei paesi intende intensificare la
lotta contro i cambiamenti climatici.
Integrità ambientale
I negoziati internazionali dovranno garantire che il futuro accordo globale
sul clima abbia un'elevata integrità ambientale e serva realmente a mantenere
il riscaldamento al di sotto dei 2 °C. Il protocollo di Kyoto rimane
l'elemento attorno al quale ruota il processo ONU, ma è necessario affrontarne
i problemi, in particolare il numero limitato di paesi cui è destinato e i
punti deboli più seri, che riguardano le norme per la contabilizzazione delle
emissioni prodotte dalla silvicoltura e il trattamento dei diritti di emissione
nazionali in eccesso riportati dal periodo 2008‑2012. Se tali punti deboli
permanessero si rischierebbe di annullare del tutto gli attuali impegni dei
paesi industrializzati ad abbattere le emissioni.
La leadership dell'UE
La Commissione ritiene che l'UE debba dare dimostrazione di leadership
adottando azioni concrete nell'ambito della sua strategia Europa 2020
presentata il 3 marzo (vedi
IP/10/225) per trasformarsi nella regione mondiale più compatibile con il
clima. L'UE si è impegnata a ridurre le emissioni del 20% rispetto ai livelli
del 1990 entro il 2020 e ad arrivare al 30% se altre economie importanti
accetteranno di partecipare equamente allo sforzo globale di abbattimento. In
vista del Consiglio europeo di giugno la Commissione preparerà un'analisi delle
strategie pratiche che potrebbero essere necessarie per ottenere una riduzione
delle emissioni del 30%; successivamente la Commissione provvederà a delineare
un percorso di transizione che porti l'UE a diventare un'economia a basse
emissioni di carbonio entro il 2050. In linea con la strategia UE 2020, si
tratta di proporre soluzioni intelligenti che favoriscano la lotta ai
cambiamenti climatici ma anche la sicurezza energetica e l'occupazione.
Finanziamenti "rapidi"
La Commissione propone che l'UE inizi a dare applicazione al testo di
Copenaghen. Per tutelare la propria credibilità e rafforzare le capacità dei
paesi beneficiari di far fronte ai cambiamenti climatici l'UE dovrebbe
concretizzare in tempi rapidi l'impegno a stanziare 2,4 miliardi di euro
nell'ambito dell'assistenza finanziaria "rapida" annua ai paesi in via
di sviluppo nel periodo 2010-2012. La Commissione è disposta a garantire il
coordinamento dell'assistenza UE.
Sviluppare ulteriormente i mercati del carbonio
La comunicazione sottolinea che l'UE dovrebbe impegnarsi per portare avanti
lo sviluppo del mercato internazionale del carbonio, elemento fondamentale per
dare impulso agli investimenti a basse emissioni di carbonio e ridurre le
emissioni planetarie in maniera economicamente efficace. Il mercato del
carbonio può inoltre creare importanti flussi finanziari verso i paesi in via
di sviluppo.
Intensificare le attività di coinvolgimento
L'UE dovrà lavorare di più per creare fiducia sulla possibilità di giungere
ad un patto globale ed esaminare quali decisioni specifiche orientate
all'azione potranno essere adottate a Cancún. La Commissione avvierà queste
iniziative di coinvolgimento e sensibilizzazione in stretto contatto con il
Consiglio e con la Presidenza e intende incoraggiare e assistere il Parlamento
europeo affinché coinvolga attivamente i parlamentari dei principali paesi
partner.
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