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Costa Concordia: Italia esempio di cooperazione europea nella gestione dei disastri
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26/01/2012

 

Un team di esperti dell'Unione europea sarà oggi all'Isola del Giglio per monitorare le operazioni di salvataggio e di inquinamento marino riguardanti la nave da crociera Costa Concordia. Il loro arrivo giunge in seguito ad un invito delle autorità italiane della protezione civile. I sei membri del team prepareranno una relazione sulle lezioni da trarre dalla tragedia, allo scopo di condividerle con tutti i paesi europei che partecipano al Meccanismo di protezione civile europeo. Ciò contribuirà a rafforzare la loro cooperazione in caso di emergenza.

    Costa Concordia: Italia esempio di cooperazione europea nella gestione dei disastri

    "Sono lieta che l'Italia abbia deciso di invitare esperti di altri paesi europei", ha detto Kristalina Georgieva, Commissaria  per la Cooperazione internazionale, gli Aiuti umanitari e la Risposta alle  crisi. "Le autorità hanno agito con rapidità e professionalità per tutta l'operazione di salvataggio, così come nei loro sforzi di prevenire l'inquinamento marino e tutti noi possiamo imparare molto dalle loro azioni".

    "Questo tipo di collaborazione ci porta un passo avanti verso un'Europa più sicura", ha aggiunto la Commissaria.

    Il team di osservatori Ue, inviato in Italia dal Centro di informazione e monitoraggio della Commissione europea (MIC), è composto da quattro esperti degli Stati membri dell'UE e della Commissione europea. Gli altri due membri del gruppo provengono dall'Unità per l'Ambiente UNEP/OCHA e dall'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA).

    Contesto

    La sera del 13 gennaio, la nave da crociera Costa Concordia si è scontrata contro uno scoglio, che affiorava al largo dell'isola italiana del Giglio, e si è capovolta. Ufficialmente i passeggeri a bordo erano 4229.  Al 25 gennaio, le vittime accertate sono 16 mentre 19 persone risultano ancora disperse.

    Il Meccanismo europeo di protezione civile agevola la cooperazione, in risposta ai disastri, tra i 31 stati europei (UE-27 più Croazia, Islanda, Liechtenstein e Norvegia). I paesi partecipanti condividono le risorse che possono essere messe a disposizione delle vittime di catastrofi in tutto il mondo. Una volta attivato, il Meccanismo coordina la fornitura di assistenza all'interno e all'esterno dell'Unione europea. La Commissione europea gestisce il Meccanismo attraverso il Centro di informazione e monitoraggio (CMI). Dalla sua creazione nel 2001, il Meccanismo è stato attivato per disastri negli Stati membri (come gli incendi dei boschi in ​​Portogallo, le inondazioni nei Balcani nel 2010 e l'esplosione in una base navale a Cipro nel 2011), ma anche in tutto il mondo, tra cui i recenti terremoti in Haiti, Cile e Giappone.

     

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    Ultimo aggiornamento: 26/01/2012  |Inizio pagina