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Per l’UE gli elementi essenziali sono:
- riduzioni vincolanti delle emissioni di tutti i Paesi industrializzati sulla base di sforzi comparabili;
- misure adeguate dei Paesi in via di sviluppo per contenere le emissioni;
- istituzione di un quadro d’azione sull’adattamento ai cambiamenti climatici;
- interventi volti a ridurre la deforestazione e il degrado forestale e a promuovere una gestione sostenibile delle foreste nelle regioni tropicali;
- aggiornamento delle regole di contabilizzazione per le emissioni dovute all’utilizzo del suolo, ai cambiamenti di tale utilizzo e alla silvicoltura;
- espansione del mercato internazionale del carbonio per creare il sostegno finanziario di cui necessitano i Paesi in via di sviluppo e promuovere un abbattimento delle emissioni economicamente efficiente;
- finanziamenti pubblici internazionali ai Paesi in via di sviluppo per integrare i flussi finanziari provenienti dal mercato del carbonio e dagli investimenti nazionali;
- approvazione di un pacchetto completo di misure in materia di cooperazione e finanziamenti in campo tecnologico per accelerare lo sviluppo di un’economia mondiale a basse emissioni di carbonio.
L’UE vuole che l’accordo di Copenaghen sia uno strumento unico giuridicamente vincolante che costituisca lo sviluppo del protocollo di Kyoto. L’accordo deve essere ratificato dai governi in tempo per poter entrare in vigore il 1° gennaio 2013. Va da sé che l’UE onorerà tutti gli impegni e obblighi assunti in base al protocollo di Kyoto, qualunque sia l’esito della conferenza di Copenaghen.

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