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"Condizioni strette e rigorose" e la capacità degli stati candidati di attuare "riforme che li avvicinino agli standard e alle leggi UE". Questi, nelle parole del Commissario Fule, i principi che regolano la politica di allargamento dell'Unione europea. Il Commissario ricorda inoltre, nel 21° anniversario della caduta del muro di Berlino, che "un'Unione che sappia dare vita ancora una volta a una collaborazione fra antichi rivali, promuovendo al tempo stesso gli standard più elevati in materia di diritti umani, disporrà del potere di persuasione necessario per plasmare il mondo circostante anziché esserne forgiata."
Ed è proprio su una zona storicamente "calda" come quella dei Balcani che si concentra maggiormente il documento. La Croazia, vi si legge, è entrata nell'ultima fase dei negoziati per l'accesso all'Unione. La Commissione raccomanda l'inizio dei negoziati con Montenegro e Albania e ribadisce il proprio sostegno, già espresso nel 2009, a una candidatura della Macedonia.
Proseguono intanto i negoziati con la Turchia, pur se significativamente rallentati dalle tensioni diplomatiche che permangono con Cipro, mentre iniziano ufficialmente quelli con l'Islanda.
Non è però necessario attendere l'accesso ufficiale di questi paesi nell'Unione per constatare come la volontà di adeguarsi ai valori europei abbia un effetto positivo immediato. Infatti i cittadini albanesi e bosniaci potranno presto entrare territorio dell'Unione senza bisogno di un visto, un diritto di cui i cittadini serbi, montenegrini e macedoni godono già dal 2009. Nei paesi candidati o potenziali candidati l'economia è cresciuta nonostante la crisi, il rispetto per i diritti umani si è rafforzato e la cooperazione con l'Unione si è consolidata. La stabilità politica e sociale che ne è conseguita rappresenta è un effetto benefico e immediato non solo per le aree in questione, ma per l'Unione nel suo complesso.
Contesto
Nell'autunno di ogni anno la Commissione adotta un "pacchetto allargamento", composto da un documento sulla strategia annuale, in cui si indicano gli obiettivi dell'anno a venire, e da un rapporto sui progressi compiuti durante l'anno precedente dai paesi candidati o potenziali tali.
Inoltre il pacchetto 2010 comprende un parere della Commissione sull'inizio dei negoziati con Albania e Montenegro, che sostituisce il rapporto sui progressi di questi due paesi.
Il rapporto e il parere saranno il punto di partenza di un dibattito tra gli Stati membri in seno al Consiglio europeo. In questa sede i ministri competenti decideranno all'unanimità i prossimi passi verso l'allargamento dell'Unione ai paesi candidati e la tempistica dei negoziati.
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