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La riforma introdurrà un approccio decentrato alla gestione della pesca basato su conoscenze scientifiche, a livello delle regioni e dei bacini marittimi, e definirà migliori norme di governance nell’Unione e a livello internazionale tramite accordi di pesca sostenibile.
Nel presentare le proposte, la commissaria Maria Damanaki, responsabile per gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “Occorre agire immediatamente per riportare tutti i nostri stock a livelli di sicurezza e preservarli per le generazioni presenti e future. Solo a queste condizioni i pescatori potranno continuare a pescare e a trarre un adeguato sostentamento dalle loro attività. Ciò significa che occorre gestire correttamente ogni singolo stock, prelevando quanto possibile senza mettere a rischio la salute e la produttività futura delle risorse ittiche. Ne risulteranno catture più elevate, un ambiente sano e la garanzia dell’approvvigionamento di prodotti del mare. Il successo di questa riforma determinerà un futuro migliore a lungo termine per i pescatori e le comunità costiere e i cittadini europei potranno contare su una maggiore varietà di pesce fresco, sia catturato in mare che di allevamento.”
Le proposte presentate oggi sono basate sulla sostenibilità e sulle soluzioni a lungo termine. Eccone gli elementi essenziali:
- tutti gli stock ittici devono essere portati a livelli sostenibili entro il 2015, conformemente agli impegni assunti dall’Unione a livello internazionale;
- per tutti i tipi di pesca verrà adottato un approccio ecosistemico, con piani di gestione a lungo termine basati sui migliori pareri scientifici disponibili;
- verrà progressivamente eliminata la pratica dei rigetti, consistente nel ributtare in mare le catture accidentali di pesce, che costituisce uno spreco di risorse alimentari e una fonte di perdite economiche; i pescatori avranno l’obbligo di sbarcare tutto il pesce catturato;
- le proposte includono inoltre obiettivi specifici e scadenze definite per porre fine al sovrasfruttamento, strumenti basati sul mercato come le quote individuali di cattura negoziabili, misure di sostegno per la pesca artigianale, una migliore raccolta dei dati nonché strategie volte a promuovere un’acquacoltura sostenibile in Europa;
- i consumatori potranno ottenere migliori informazioni in merito alla qualità e alla sostenibilità dei prodotti che acquistano;
- i principi e gli obiettivi strategici generali verranno prescritti da Bruxelles, ma spetterà agli Stati membri definire e applicare le misure di conservazione più appropriate. Oltre a semplificare le procedure, questo approccio favorirà soluzioni più adeguate per soddisfare le esigenze regionali e locali;
- gli operatori del settore alieutico dovranno adottare le loro decisioni economiche per adattare le dimensioni delle flotte alle possibilità di pesca. Le organizzazioni di produttori svolgeranno un ruolo più efficace nell’orientare l’approvvigionamento dei mercati e nell’aumentare i profitti dei pescatori;
- il sostegno finanziario verrà concesso unicamente a iniziative ecocompatibili che contribuiscano a una crescita intelligente e sostenibile. Un rigoroso meccanismo di controllo escluderà ogni finanziamento che possa avere effetti perversi in termini di attività illecite o di sovraccapacità;
- nell’ambito degli organismi internazionali e delle relazioni con i paesi terzi, l’UE applicherà gli stessi principi praticati a livello interno e promuoverà la buona governance e una sana gestione dei mari nel resto del mondo.
Contesto
Il settore della pesca UE è caratterizzato da vari problemi interconnessi. La flotta peschereccia dell'Unione è infatti troppo grande e troppo efficiente, con conseguente sovrasfruttamento degli stock. Le catture diminuiscono di anno in anno e le comunità costiere, che spesso dipendono dalla pesca, vedono sfumare le proprie opportunità economiche. Nell’ambito del processo decisionale, i leader politici tendono a favorire gli interessi a breve termine piuttosto che la conservazione delle risorse a lungo termine; e sinora neanche l’approccio legislativo di Bruxelles aveva offerto molti incentivi per indurre un comportamento responsabile del settore e contribuire a un uso sostenibile delle risorse.
Nell’aprile 2009, un Libro verde ha analizzato le carenze dell’attuale politica e ha avviato una consultazione pubblica che si è protratta fino al termine del 2010. I contributi provenienti dalla consultazione e da varie iniziative organizzate dagli Stati membri sono stati integrati nel pacchetto di riforme presentato oggi, che include i seguenti elementi:
- una proposta legislativa di un nuovo regolamento, che fissa le norme principali della PCP;
- una proposta legislativa per la formulazione di una nuova politica di mercato;
- una comunicazione sulla dimensione esterna della PCP;
- una comunicazione generale che illustra i collegamenti fra gli elementi sopra indicati.
Questo nuovo pacchetto viene sottoposto al Parlamento europeo e al Consiglio per essere adottato secondo la procedura legislativa ordinaria (codecisione). Il termine auspicato dalla Commissione per l’adozione e l’entrata in vigore del nuovo quadro normativo è il 1° gennaio 2013.
Nel corso dell’anno la Commissione intende proporre un nuovo meccanismo di finanziamento per la politica della pesca e degli affari marittimi, in conformità con il quadro finanziario pluriennale.
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