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Vladimír Špidla, commissario responsabile per gli Affari sociali, ha dichiarato: "L'Europa è una delle regioni più ricche del mondo eppure al suo interno 78 milioni di persone vivono a rischio di povertà. È una situazione assolutamente inaccettabile! Dobbiamo fare di più e cambiare la nostra strategia. L'UE, i governi nazionali e i cittadini, operando insieme, possono e devono agire per sradicare la povertà. Otto anni dopo l'avvio della prima strategia europea di inclusione sociale è giunto il momento di riaffermare l'impegno dell'Unione nei confronti di questo importante obiettivo. Nel corso del 2010 in tutti i paesi dell'UE si terranno eventi volti ad illustrare i diversi aspetti della povertà e dell'esclusione in Europa".
Il 2010, che sarà l'Anno europeo dedicato alla lotta contro queste gravi piaghe sociali, si preannuncia ricco di obiettivi importanti:
- riconoscere i diritti e la capacità delle persone escluse di svolgere un ruolo attivo nella società;
- ribadire la responsabilità di tutti gli attori sociali nella lotta contro la povertà;
- promuovere la coesione sociale e diffondere le buone pratiche in materia di inclusione;
- rafforzare l'impegno di tutti i principali attori politici a intraprendere azioni più efficaci.
Nell'UE 78 milioni di persone, ovvero il 16% della popolazione e il 19% dei bambini, sono attualmente esposti al rischio di povertà. Sulla base della definizione concordata a livello UE, le persone sono ritenute a rischio di povertà quando hanno un reddito inferiore al 60% del reddito medio familiare registrato nel proprio paese. Nel 2004 (ultime cifre disponibili), circa 23,5 milioni di cittadini si trovavano a dover tirare avanti con meno di 10 euro al giorno.
Dalle indagini Eurobarometro emerge che i cittadini europei ritengono la povertà un problema diffuso e hanno la sensazione che una persona su 3 versi in condizioni di povertà e una su 10 in condizioni di estrema povertà.
Da quando l'UE ha avviato, nel 2000, il suo metodo di coordinamento aperto delle politiche nazionali volte ad affrontare la povertà e l'esclusione sociale, tutti e 27 gli Stati membri hanno sviluppato piani d'azione nazionali pluriennali. Prima del 2000 soltanto tre Stati membri avevano attivato strategie in tal senso.
A livello europeo si incoraggiano standard elevati e basati su obiettivi stabiliti di comune accordo, mentre ciascun paese può attuare le politiche che meglio si adattano al contesto nazionale. Il Fondo sociale europeo (FSE) ha attualmente una dotazione pari al 10% del bilancio UE e investe annualmente in tutti gli Stati membri circa 10 miliardi di euro per valorizzare le capacità degli individui.
L'odierna riunione ministeriale fa seguito alla 7a tavola rotonda europea sulla povertà organizzata congiuntamente dalla Commissione europea e dalla Presidenza francese dell'UE il 15 e 16 ottobre 2008. La riunione intende anche mobilitare i diversi attori e promuovere il dialogo sull'inclusione sociale. L'evento di quest'anno è imperniato sulla recente raccomandazione della Commissione ai governi nazionali in materia di strategie per un'inclusione attiva.
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