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La Commissione europea rafforza il suo impegno a favore della parità fra uomini e donne
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05/03/2010

In anticipo rispetto alla giornata internazionale della donna, la Commissione europea ha rafforzato il suo impegno a favore della parità fra uomini e donne con una “Carta delle donne”. Questa dichiarazione politica presenta cinque settori fondamentali d’intervento, impegnando la Commissione a integrare la parità tra uomini e donne in tutte le sue politiche e ad adottare misure specifiche per promuovere le pari opportunità. In particolare, la Commissione prevede  di utilizzare nei prossimi cinque anni una serie di misure volte a ridurre notevolmente la disparità retributiva tra uomini e donne.

    La Commissione europea rafforza il suo impegno a favore della parità fra uomini e donne

    La Carta europea delle donne

    Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato: “Questa Carta rappresenta l’impegno della Commissione per rendere la parità tra uomini e donne una realtà nell’UE. Le donne e gli uomini incontrano ancora disuguaglianze diffuse, con gravi ripercussioni per la coesione economica e sociale, la crescita sostenibile, la competitività e l’invecchiamento della popolazione europea. È quindi importante introdurre una forte dimensione di genere nella futura strategia ‘Europa 2020’ che la Commissione svilupperà nei prossimi cinque anni. Soprattutto in tempi di crisi, occorre integrare la prospettiva di genere in tutte le nostre politiche, a beneficio sia delle donne sia degli uomini”.

    La Carta presenta una serie di impegni basati su principi concordati di uguaglianza fra donne e uomini ed è volta a promuovere:

    -       la parità sul mercato del lavoro e l’uguale indipendenza economica per donne e uomini, in particolare mediante la strategia “Europa 2020”;

    -       la parità salariale per uno stesso lavoro o per un lavoro di uguale valore, favorendo la collaborazione con gli Stati membri per ridurre significativamente il divario salariale tra uomini e donne nei prossimi cinque anni;

    -       la parità nei processi decisionali, mediante misure di incentivazione UE;

    -       la dignità e l’integrità delle donne, in particolare ponendo fine alla violenza contro di esse, mediante un quadro politico completo;

    -       la parità tra uomini e donne all’esterno dell’UE, affrontando la questione nelle relazioni esterne e con le organizzazioni internazionali.   

    La Carta risponde in particolare alla richiesta del Parlamento europeo di intervenire con maggiore impegno per combattere la violenza contro le donne. Al riguardo, la vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding, responsabile per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, ha affermato: “Sono particolarmente orgogliosa di essere incaricata dell’elaborazione di un quadro politico completo ed efficace per lottare contro la violenza sulle donne. La violenza sulle donne è una violazione dei diritti umani, in particolare della dignità umana, del diritto alla vita e del diritto all’integrità fisica della persona. Mi assicurerò che siano integrate nella strategia misure rigorose per sradicare la mutilazione genitale femminile”.

    Questa iniziativa è adottata a 15 anni dalla piattaforma d’azione di Pechino, concordata alla quarta conferenza delle Nazioni Unite sulla donna, e fa seguito all’impegno assunto dal presidente Barroso nel suo discorso al Parlamento europeo del 5 settembre 2009 di elaborare una Carta delle donne.

     

     

    Colmare il divario salariale tra uomini e donne

    La commissaria Reding ha dichiarato: “Sono molto preoccupata per il fatto che il divario salariale fra uomini e donne sia diminuito di poco negli ultimi 15 anni e in alcuni Paesi sia addirittura in aumento.In questi tempi di crisi, il divario salariale tra i sessi è un costo che l’Europa non può permettersie occorre usare tutti gli strumenti a disposizione per colmarlo.Insieme agli Stati membri, la Commissione cercherà di ridurre significativamente il divario salariale tra uomini e donne nell’Unione europea entro il 2014, quando scadrà il mandato dell’attuale Commissione”.

    Il divario salariale tra uomini e donne – vale a dire, la differenza media nella retribuzione oraria lorda fra uomini e donne nell’intera economia – è attualmente pari al 18% nell’Unione europea, con differenze notevoli fra Paesi e settori. Questo divario riflette le disuguaglianze attualmente esistenti sul mercato del lavoro, che colpiscono soprattutto le donne. Per ridurre il divario salariale occorre intervenire a vari livelli, in modo da affrontarne le molteplici cause.

    Nella seconda metà del 2010, la Commissione presenterà una nuova strategia dell’UE in materia di pari opportunità per il periodo 2010-2015. Una delle priorità principali sarà affrontare la disparità retributiva fra uomini e donne e la Commissione farà uso di tutti gli strumenti disponibili, legislativi e non, per ridurre tale divario.

    La Commissione, insieme alle parti sociali europee, analizzerà in dettaglio l’impatto socioeconomico di alcune soluzioni, come:

    -       riferire circa la disparità retributiva fra uomini e donne e assicurare la trasparenza salariale a livello di imprese e di singoli, oppure collettivamente mediante l’informazione e la consultazione con i lavoratori;

    -       consolidare l’obbligo di garantire classificazioni delle professioni e tabelle salariali neutre da un punto di vista di genere;

    -       migliorare le disposizioni in modo da garantire che le sanzioni contro la violazione del diritto alla parità retributiva siano dissuasive e proporzionate, prevedendo, ad esempio, sanzioni più elevate in caso di recidiva.                                             

    Inoltre la Commissione:

    -       sensibilizzerà i dipendenti, i datori di lavoro e l’opinione pubblica sulle cause del divario salariale e le possibili soluzioni;

    -       incoraggerà iniziative che promuovono le pari opportunità nel mondo del lavoro con premi e riconoscimenti. In Francia, per esempio, è stato introdotto nel 2004 il “Label égalité professionnelle” (marchio di parità professionale): le imprese possono ottenerlo per un periodo di tre anni se seguono una procedura speciale e dimostrano il loro impegno a favore della parità dei sessi in vari campi, fra cui l’organizzazione dell’orario di lavoro, l’evoluzione della carriera e la promozione interna di donne a posti chiave;

    -       sosterrà lo sviluppo di strumenti volti a coadiuvare i datori di lavoro nell’analisi del divario salariale fra uomini e donne esistente nelle loro imprese. Per esempio la Germania ha sviluppato un software che calcola il divario salariale. Tale strumento può aiutare i datori di lavoro a rendersi conto della situazione e ad adottare misure per affrontare la disparità retributiva fra uomini e donne;

    -       migliorerà l’offerta e la qualità delle statistiche relative al divario salariale.                        

    Affrontare le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro è anche un elemento chiave di “Europa 2020”, la strategia dell’Unione europea per l’economia e l’occupazione nel prossimo decennio che la Commissione ha presentato il 3 marzo scorso. Secondo uno studio realizzato nel 2009, l’eliminazione delle disparità di genere nel mercato del lavoro negli Stati membri potrebbe condurre a un incremento potenziale del PIL compreso fra il 15% e il 45%.

    Infine, la Commissione sta svolgendo uno studio sulle iniziative a favore delle pari opportunità nel mercato del lavoro, i cui risultati saranno presentati il 5 maggio.

    Grazie alla normativa dell’Unione europea e degli Stati membri sulla parità retributiva, i casi di discriminazione diretta – cioè, le differenze nel compenso fra uomini e donne che svolgono esattamente lo stesso lavoro – sono diminuiti. Ma la disparità retributiva va ben oltre quest’aspetto, in quanto è connessa con le molte discriminazioni e disuguaglianze esistenti sul mercato del lavoro, che di fatto colpiscono soprattutto le donne.

    La disparità retributiva fra uomini e donne comporta anche che le donne ricevono pensioni inferiori. Di conseguenza, le donne sono colpite più degli uomini dalla povertà persistente ed estrema: il 22% delle donne di oltre 65 anni d’età rischia la povertà, contro il 17% degli uomini.

    Le attività di sensibilizzazione sono fondamentali per informare i datori di lavoro, i dipendenti e le parti interessate sul perché esiste ancora un divario salariale tra uomini e donne e su come lo si può ridurre. Non a caso la Commissione sta avviando la seconda fase di una campagna d’informazione che prevede azioni decentralizzate in tutti e 27 gli Stati membri. La campagna metterà a disposizione di dipendenti e datori di lavoro un nuovo calcolatore on line per visualizzare il divario salariale tra uomini e donne.

     

    Il recente sondaggio Eurobarometro

    Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, il 62% degli europei ritiene che in molti settori della società esistano ancora disuguaglianze fra uomini e donne. Il sondaggio rivela altresì che per gli europei le due priorità principali che necessitano un intervento sono la lotta alla violenza sulle donne e l’eliminazione del divario salariale tra i sessi (rispettivamente il 92% e l’82% degli intervistati ritengono che le due questioni debbano essere affrontate urgentemente). Inoltre, il 61% ritiene che le decisioni adottate a livello UE abbiano un ruolo importante nella lotta contro le disuguaglianze fra uomini e donne.

       

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    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina