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“Siamo lungi dall’aver raggiunto i nostri obiettivi in materia di strutture per l’infanzia e dobbiamo intensificare gli sforzi. La disponibilità di servizi per l’infanzia adeguati e accessibili è essenziale per consentire ai genitori di lavorare, per rafforzare la parità tra i sessi e per migliorare l’inclusione sociale” ha affermato Vladimír Špidla, commissario responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità. “I servizi per l’infanzia sono anche un elemento essenziale per affrontare il problema dell’invecchiamento demografico: senza adeguati servizi di sostegno le coppie sono scoraggiate dal far figli. Attualmente l’erogazione di tali servizi rimane inadeguata. I governi nazionali devono affrontare questa problematica e l’UE li aiuterà nei loro sforzi con un finanziamento di circa mezzo miliardo di euro scaglionato fino al 2013.”
Vi è una correlazione diretta tra la disponibilità di servizi per l’infanzia e l’accesso dei genitori ad un’occupazione retribuita. Nell’UE più di 6 milioni di donne tra i 25 e i 49 anni affermano di trovarsi costrette a non esercitare un’attività lavorativa o a lavorare soltanto part-time a causa delle loro responsabilità familiari. Per più di un quarto di loro la mancanza di servizi per l’infanzia – o i loro costi – costituisce il problema principale. L’accesso a servizi per l’infanzia abbordabili e di buona qualità, funzionanti in orari opportuni sia per i genitori che per i bambini costituisce quindi un elemento chiave per incoraggiare l’accesso delle donne al mercato del lavoro.
Dare ai genitori maggiori possibilità di lavorare può anche contribuire a evitare il fenomeno dei lavoratori poveri e a ridurre la povertà nei nuclei familiari monoparentali, i quali presentano un tasso di povertà molto più elevato (32%) rispetto all’insieme dei nuclei familiari con un bambino (17%).
Inoltre, visto l’attuale calo demografico in Europa, la disponibilità di servizi per l’infanzia adeguati costituisce un incentivo per la pianificazione familiare. Gli Stati membri che presentano i tassi di natalità più alti sono anche quelli che hanno fatto di più per consentire ai genitori di conciliare vita privata e vita professionale e che hanno un tasso elevato di occupazione femminile.
La relazione odierna presenta, per la prima volta, dati armonizzati e comparabili sull’uso di sistemi “formali” di servizi per l’infanzia negli Stati membri. Queste cifre indicano che nella maggior parte dei Paesi dell’UE la domanda di servizi per l’infanzia è lungi dall’essere soddisfatta e ciò costituisce quindi un disincentivo per i genitori (soprattutto le donne) dall’esercizio di un’attività lavorativa. Anche se si sono registrati alcuni progressi, resta ancora molto da fare per portare a livelli soddisfacenti la disponibilità di servizi per l’infanzia, in particolare quelli destinati a bambini di meno di tre anni.
Si potrebbe porre rimedio a questa situazione aprendo nuove strutture di custodia dei bambini e professionalizzando i sistemi informali di custodia dei bambini, ad esempio fissando standard qualitativi, migliorando le condizioni di occupazione e di retribuzione e offrendo una formazione agli operatori. Si deve anche tener conto dei bisogni specifici dei genitori che lavorano in orari atipici o che hanno bambini malati.
Tutte le parti interessate, in particolare le autorità nazionali e locali, i datori di lavoro e i lavoratori, sono chiamate a svolgere un ruolo attivo nello sviluppo di servizi per la prima infanzia che siano accessibili, abbordabili e di buona qualità. La Commissione non è dotata di poteri diretti in relazione ai servizi per l’infanzia. Essa inciterà però a progredire verso gli obiettivi di Barcellona e in particolare:
• incoraggerà il pieno uso delle possibilità di cofinanziamento, ad esempio nel contesto del Fondo sociale europeo;
• continuerà a monitorare i progressi verso gli obiettivi di Barcellona fornendo sostegno mediante statistiche comparabili di buona qualità e presentando, se del caso, raccomandazioni specifiche a certi Stati membri;
• promuoverà lo scambio di esperienze nazionali in materia di servizi per l’infanzia attraverso i suoi diversi programmi per lo scambio di buone pratiche e incoraggerà la ricerca sulle condizioni di lavoro nel settore dei servizi di custodia dei bambini in età prescolare.
Approfondimenti:
MEMO/08/592
Link utili:
Il comunicato della Commissione
I cosiddetti target di Barcellona
Relazione
Allegato (documento di lavoro del personale della Commissione)
Video News: Come affrontare il declino demografico in Europa
Video News: Il Fondo sociale europeo in azione
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