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L'uguaglianza tra uomini e donne è oggetto di una stretta cooperazione tra
l'Unione europea e le organizzazioni internazionali e regionali. In
particolare, l'Unione europea si è impegnata a fianco dei paesi partner per
lottare contro la pratica delle leggi discriminatorie. L'UE sostiene inoltre,
con mezzi finanziari, sforzi complementari delle organizzazioni della società
civile, quali le attività in materia di sensibilizzazione, monitoraggio e
sostegno alle vittime.
Catherine Ashton, Vice presidente della Commissione europea e Alto
rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di
sicurezza, ha dichiarato: "Questa convenzione è stata ratificata da
quasi tutti i paesi del mondo e, in molti, ha ispirato il riesame della
costituzione o di altre legislazioni nazionali che ora sanciscono il principio
della parità di genere. Tuttavia, occorre fare molto di più. Il problema più
pressante che ancora esiste è che alcuni Stati, pur avendo ratificato la
convenzione, continuano a mantenere una legislazione che discrimina le donne in
settori quali i diritti di successione, la trasmissione della cittadinanza per
linea materna o il diritto di proprietà. L'UE continuerà ad affiancare i paesi
e le organizzazioni impegnate in questi settori decisivi."
Contesto
La convenzione l'Eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti
delle donne (CEDAW) è stata adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni
Unite 30 anni fa, il 18 dicembre 1979. Nel 2009 si celebrano anche i 10 anni
dalla firma del protocollo facoltativo alla convenzione. Finora, 186 paesi
hanno ratificato la convenzione e 98 anche il protocollo facoltativo.
Le informazioni sull'attuazione della CEDAW, in particolare quelle
provenienti dal Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della
discriminazione nei confronti delle donne, costituiscono la base per un dialogo
franco e costruttivo tra l'UE ed i paesi partner. La conferenza
organizzata a Marrakech l'11 e il 12 novembre scorso nell'ambito dell'Unione
per il Mediterraneo costituisce un esempio delle discussioni condotte a livello
ministeriale sul rafforzamento del ruolo delle donne nella società. Il 25
settembre, l'Unione europea, l'Unione africana e le Nazioni Unite hanno
organizzato a New York una colazione di lavoro ad alto livello per discutere le
attività delle organizzazioni regionali per attuare la risoluzione del
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite n. 1325 (2000) sulle
donne, la pace e la sicurezza. Tale discussione avveniva alla vigilia
dell'adozione da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di due
nuove risoluzioni sulle donne, la pace e la sicurezza (le risoluzioni nn. 1888
e 1889), che contribuiscono in modo significativo a rafforzare la
responsabilità internazionale in materia di violenza sessuale contro le
donne.
Le discussioni sistematiche sui diritti delle donne tra l'UE e i paesi
partner sono la principale conseguenza prodotta dagli "Orientamenti in tema
di violenze contro le donne e la lotta contro tutte le forme di discriminazione
nei loro confronti". Nell'ambito dell'attuazione degli Orientamenti, l'UE
sostiene varie attività condotte da organizzazioni della società civile per
monitorare l'attuazione della CEDAW e rafforzarne la consapevolezza, in
particolare attraverso "lo strumento europeo per la democrazia e i diritti
dell'uomo". Inoltre, grazie al programma tematico "investire nelle
persone", la Commissione ha recentemente pubblicato un invito a presentare
proposte per rafforzare le capacità degli operatori non statali a promuovere i
diritti dell'uomo e la parità tra uomini e donne nei paesi del Mediterraneo,
entro l'8 febbraio 2010.
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