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La convenzione delle Nazioni Unite per i diritti della donna compie 30 anni
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18/12/2009

L'UE sottolinea il ruolo dell'applicazione dei diritti fondamentali  nell'eliminazione della discriminazione basata sul sesso. II 30° anniversario della Convenzione internazionale per l'Eliminazione di ogni forma di Discriminazione contro le Donne (CEDAW) è una buona occasione per riflettere  sulla situazione dei diritti della donna nel mondo. Nonostante i progressi, le discriminazioni fondate sul sesso rimangono diffuse in tutte le società.

    La convenzione delle Nazioni Unite per i diritti della donna compie 30 anni

    L'uguaglianza tra uomini e donne è oggetto di una stretta cooperazione tra l'Unione europea e le organizzazioni internazionali e regionali. In particolare, l'Unione europea si è impegnata a fianco dei paesi partner per lottare contro la pratica delle leggi discriminatorie. L'UE sostiene inoltre, con mezzi finanziari, sforzi complementari delle organizzazioni della società civile, quali le attività in materia di sensibilizzazione, monitoraggio e sostegno alle vittime.

    Catherine Ashton, Vice presidente della Commissione europea e Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha dichiarato: "Questa convenzione è stata ratificata da quasi tutti i paesi del mondo e, in molti, ha ispirato il riesame della costituzione o di altre legislazioni nazionali che ora sanciscono il principio della parità di genere. Tuttavia, occorre fare molto di più. Il problema più pressante che ancora esiste è che alcuni Stati, pur avendo ratificato la convenzione, continuano a mantenere una legislazione che discrimina le donne in settori quali i diritti di successione, la trasmissione della cittadinanza per linea materna o il diritto di proprietà. L'UE continuerà ad affiancare i paesi e le organizzazioni impegnate in questi settori decisivi."

    Contesto

    La convenzione l'Eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW) è stata adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite 30 anni fa, il 18 dicembre 1979. Nel 2009 si celebrano anche i 10 anni dalla firma del protocollo facoltativo alla convenzione. Finora, 186 paesi hanno ratificato la convenzione e 98 anche il protocollo facoltativo.

    Le informazioni sull'attuazione della CEDAW, in particolare quelle provenienti dal Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne, costituiscono la base per un dialogo franco e costruttivo tra l'UE ed i  paesi partner. La conferenza organizzata a Marrakech l'11 e il 12 novembre scorso nell'ambito dell'Unione per il Mediterraneo costituisce un esempio delle discussioni condotte a livello ministeriale sul rafforzamento del ruolo delle donne nella società. Il 25 settembre, l'Unione europea, l'Unione africana e le Nazioni Unite hanno organizzato a New York una colazione di lavoro ad alto livello per discutere le attività delle organizzazioni regionali per attuare la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite n. 1325 (2000) sulle donne, la pace e la sicurezza. Tale discussione avveniva alla vigilia dell'adozione da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di due nuove risoluzioni sulle donne, la pace e la sicurezza (le risoluzioni nn. 1888 e 1889), che contribuiscono in modo significativo a rafforzare la responsabilità internazionale in materia di violenza sessuale contro le donne.

    Le discussioni sistematiche sui diritti delle donne tra l'UE e i paesi partner sono la principale conseguenza prodotta dagli "Orientamenti in tema di violenze contro le donne e la lotta contro tutte le forme di discriminazione nei loro confronti". Nell'ambito dell'attuazione degli Orientamenti, l'UE sostiene varie attività condotte da organizzazioni della società civile per monitorare l'attuazione della CEDAW e rafforzarne la consapevolezza, in particolare attraverso "lo strumento europeo per la democrazia e i diritti dell'uomo". Inoltre, grazie al programma tematico "investire nelle persone", la Commissione ha recentemente pubblicato un invito a presentare proposte per rafforzare le capacità degli operatori non statali a promuovere i diritti dell'uomo e la parità tra uomini e donne nei paesi del Mediterraneo, entro l'8 febbraio 2010.

     

     

     

     

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    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina