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Credo che i Rom rappresentino una componente importante della popolazione
dell'Unione europea, ed è quindi fondamentale che siano ben integrati nella
società dei nostri Stati membri. Il 7 aprile, su iniziativa congiunta di László
Andor, Commissario UE per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione
sociale, e mia, la Commissione europea ha adottato una comunicazione
sull'integrazione sociale ed economica dei Rom in Europa (
IP/10/407;
MEMO/10/121). Il tema è stato discusso il giorno successivo al vertice
europeo sui Rom tenutosi a Cordova – al quale il commissario Andor László ed io
abbiamo partecipato - e la comunicazione della Commissione è stata approvata
dai Ministri per l'occupazione e gli affari sociali nel mese di giugno.
In questo contesto, ho guardato con grande attenzione e preoccupazione agli
sviluppi dei giorni scorsi in Francia, ed ho seguito il dibattito suscitato in
vari altri Stati membri. Da un lato, riconosco che spetta esclusivamente agli
Stati membri garantire l'ordine pubblico e la sicurezza dei loro cittadini sul
territorio nazionale. Dall'altra, mi aspetto che tutti gli Stati membri
rispettino le norme UE adottate di comune accordo sulla libera circolazione, il
divieto di discriminazione e i valori comuni dell'Unione europea, soprattutto
il rispetto dei diritti fondamentali, compresi i diritti delle persone
appartenenti alle minoranze.
Ovviamente, chi infrange la legge ne sopporta le conseguenze. È altrettanto
evidente che nessuno può essere espulso solo perché è un Rom.
Ho quindi incaricato i miei servizi di analizzare compiutamente la
situazione in Francia, per verificare, in particolare, se tutte le misure
adottate siano pienamente conformi al diritto dell'Unione europea. Al riguardo,
sono lieta che il primo ministro francese François Fillon abbia annunciato
l'invio di una lettera alla Commissione europea sulla questione. Gli argomenti
addotti nella lettera saranno naturalmente tenuti in piena considerazione ai
fini della nostra analisi della situazione. La prossima settimana informerò il
Collegio dei Commissari sull'esito di tale analisi.
Come ho potuto constatare dalle reazioni alla Comunicazione sui Rom
presentata dalla Commissione il 7 aprile, vi è un ampio consenso in Europa
sulla necessità di adottare misure concrete e lungimiranti per migliorare
l'integrazione sociale dei Rom. Soprattutto dobbiamo affrontare le cause
primarie che spingono i Rom ad abbandonare le loro case e ad attraversare le
frontiere. Nella comunicazione del 7 aprile abbiamo suggerito varie misure
concernenti l'alloggio, l'accesso al mercato del lavoro, dell'istruzione e
della salute - tutte misure che potrebbero contribuire in modo significativo e
utile al miglioramento della situazione dei Rom. È chiaro che questi settori
rientrano principalmente nelle competenze dei governi nazionali o persino delle
autorità regionali o locali. Tuttavia, la Commissione si è impegnata a
sostenere l'attività dei governi nazionali in questo settore con sostegni
finanziari provenienti dai Fondi strutturali dell'UE.
La Commissione europea è pronta ad affrontare un dialogo molto aperto,
franco e onesto con tutti gli Stati membri sul modo migliore di assumere –
sulla base dei Trattati e della Carta dei diritti fondamentali dell'UE - la
nostra responsabilità comune nei confronti dei Rom. Invito pertanto le autorità
francesi ad impegnarsi in tale dialogo con tutti gli Stati membri dell'UE. Se
necessario, la Commissione europea è pronta a fungere da mediatore tra gli
Stati membri e a monitorare e valutare i progressi compiuti.
Mi rincresce constatare che gli argomenti retorici utilizzati in alcuni
Stati membri nelle scorse settimane sono di natura palesemente discriminatoria
e in parte provocatoria. La situazione dei Rom è una questione da affrontare
seriamente, che dovrebbe figurare all'ordine del giorno non solo in agosto, ma
durante tutto l'anno, e che dovrebbe essere trattata con attenzione e
responsabilità dai politici. Ai responsabili politici nazionali spetta un
compito importante per garantire, al contempo, l'ordine pubblico e
l'integrazione sociale di tutti i cittadini europei che scelgono di vivere nel
loro territorio. Perché l'Europa non è solo un mercato comune, ma è anche -
allo stesso tempo - una comunità di valori e di diritti fondamentali. La
Commissione europea vigilerà sul rispetto di tali valori. "
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