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Dichiarazione di Viviane Reding, vice-presidente della Commissione europea e Commissaria europea per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, sulla situazione dei Rom in Europa
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26/08/2010

Nelle ultime settimane la situazione dei Rom - la più numerosa minoranza etnica nell'Unione europea - ha destato l'attenzione dei responsabili politici, sia a livello nazionale che dell'Unione. In qualità di Commissaria europea per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza ho seguito attentamente la questione dei Rom fin dall'inizio del mio mandato.

    Dichiarazione di Viviane Reding, vice-presidente della Commissione europea e Commissaria europea per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, sulla situazione dei Rom in Europa

    Credo che i Rom rappresentino una componente importante della popolazione dell'Unione europea, ed è quindi fondamentale che siano ben integrati nella società dei nostri Stati membri. Il 7 aprile, su iniziativa congiunta di László Andor, Commissario UE per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione sociale, e mia, la Commissione europea ha adottato una comunicazione sull'integrazione sociale ed economica dei Rom in Europa ( IP/10/407; MEMO/10/121). Il tema è stato discusso il giorno successivo al vertice europeo sui Rom tenutosi a Cordova – al quale il commissario Andor László ed io abbiamo partecipato - e la comunicazione della Commissione è stata approvata dai Ministri per l'occupazione e gli affari sociali nel mese di giugno.

    In questo contesto, ho guardato con grande attenzione e preoccupazione agli sviluppi dei giorni scorsi in Francia, ed ho seguito il dibattito suscitato in vari altri Stati membri. Da un lato, riconosco che spetta esclusivamente agli Stati membri garantire l'ordine pubblico e la sicurezza dei loro cittadini sul territorio nazionale. Dall'altra, mi aspetto che tutti gli Stati membri rispettino le norme UE adottate di comune accordo sulla libera circolazione, il divieto di discriminazione e i valori comuni dell'Unione europea, soprattutto il rispetto dei diritti fondamentali, compresi i diritti delle persone appartenenti alle minoranze.

    Ovviamente, chi infrange la legge ne sopporta le conseguenze. È altrettanto evidente che nessuno può essere espulso solo perché è un Rom.

    Ho quindi incaricato i miei servizi di analizzare compiutamente la situazione in Francia, per verificare, in particolare, se tutte le misure adottate siano pienamente conformi al diritto dell'Unione europea. Al riguardo, sono lieta che il primo ministro francese François Fillon abbia annunciato l'invio di una lettera alla Commissione europea sulla questione. Gli argomenti addotti nella lettera saranno naturalmente tenuti in piena considerazione ai fini della nostra analisi della situazione. La prossima settimana informerò il Collegio dei Commissari sull'esito di tale analisi.

    Come ho potuto constatare dalle reazioni alla Comunicazione sui Rom presentata dalla Commissione il 7 aprile, vi è un ampio consenso in Europa sulla necessità di adottare misure concrete e lungimiranti per migliorare l'integrazione sociale dei Rom. Soprattutto dobbiamo affrontare le cause primarie che spingono i Rom ad abbandonare le loro case e ad attraversare le frontiere. Nella comunicazione del 7 aprile abbiamo suggerito varie misure concernenti l'alloggio, l'accesso al mercato del lavoro, dell'istruzione e della salute - tutte misure che potrebbero contribuire in modo significativo e utile al miglioramento della situazione dei Rom. È chiaro che questi settori rientrano principalmente nelle competenze dei governi nazionali o persino delle autorità regionali o locali. Tuttavia, la Commissione si è impegnata a sostenere l'attività dei governi nazionali in questo settore con sostegni finanziari provenienti dai Fondi strutturali dell'UE.

    La Commissione europea è pronta ad affrontare un dialogo molto aperto, franco e onesto con tutti gli Stati membri sul modo migliore di assumere – sulla base dei Trattati e della Carta dei diritti fondamentali dell'UE - la nostra responsabilità comune nei confronti dei Rom. Invito pertanto le autorità francesi ad impegnarsi in tale dialogo con tutti gli Stati membri dell'UE. Se necessario, la Commissione europea è pronta a fungere da mediatore tra gli Stati membri e a monitorare e valutare i progressi compiuti.

    Mi rincresce constatare che gli argomenti retorici utilizzati in alcuni Stati membri nelle scorse settimane sono di natura palesemente discriminatoria e in parte provocatoria. La situazione dei Rom è una questione da affrontare seriamente, che dovrebbe figurare all'ordine del giorno non solo in agosto, ma durante tutto l'anno, e che dovrebbe essere trattata con attenzione e responsabilità dai politici. Ai responsabili politici nazionali spetta un compito importante per garantire, al contempo, l'ordine pubblico e l'integrazione sociale di tutti i cittadini europei che scelgono di vivere nel loro territorio. Perché l'Europa non è solo un mercato comune, ma è anche - allo stesso tempo - una comunità di valori e di diritti fondamentali. La Commissione europea vigilerà sul rispetto di tali valori. "

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    Ultimo aggiornamento: 31/10/2010  |Inizio pagina