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Presentando il documento di consultazione, con il pieno appoggio dei
commissari Olli Rehn (Affari economici e monetari) e Michel Barnier (Mercato
interno e servizi), László Andor, commissario UE per l'Occupazione, gli affari
sociali e l'integrazione ha dichiarato:
"Entro il 2060 si prevede che il numero di pensionati in Europa
raddoppi rispetto a quallo di quanti finanziano le loro pensioni - la
situazione attuale è semplicemente insostenibile. Nell'affrontare tale sfida
occorre verificare attentamente l'equilibrio tra periodi lavorati e periodi
trascorsi in pensione.
Il commissario Andor ha aggiunto: "Ci troviamo di fronte a una scelta
fra pensionati più poveri, contributi pensionistici più elevati o un maggior
numero di persone che lavorano di più e più a lungo. Garantire che la vecchiaia
non sia sinonimo di povertà è uno dei grandi successi del modello sociale
europeo. Si tratta di una promessa che dobbiamo continuare a mantenere ed il
dialogo che avviamo oggi dovrebbe aiutare gli Stati membri a prendere le
decisioni giuste per garantire che i sistemi pensionistici siano adeguati
allo scopo".
Il Libro verde esamina il quadro pensionistico europeo in modo completo ed
integrato, sfruttando le sinergie della politica economica e sociale e della
regolamentazione dei mercati finanziari. È per questo che in esso sono trattati
numerosi temi, come: il prolungamento della vita attiva, il mercato interno
delle pensioni, la mobilità delle pensioni attraverso l'UE, le lacune della
normativa UE, il futuro regime di solvibilità per i fondi pensione, il rischio
di insolvenza dei datori di lavoro, un processo decisionale informato e la
governance a livello dell'Unione.
Esso mira in particolare ad affrontare le seguenti questioni:
- garantire redditi da pensione adeguati e la sostenibilità a lungo termine
dei sistemi pensionistici;
- conseguire il giusto equilibrio tra lavoro e pensione e facilitare il
prolungamento della vita attiva;
- eliminare gli ostacoli per le persone che lavorano in diversi paesi
dell'UE, come pure gli ostacoli al mercato interno dei prodotti
pensionistici;
- rendere le pensioni più sicure, nel quadro della recente crisi sconomica,
sia nell’immediato che a lungo termine;
- garantire che le pensioni siano più trasparenti affinché i cittadini
possano prendere decisioni informate sui propri redditi da pensione.
La consultazione è un'iniziativa congiunta dei commissari Andor, Barnier
(Mercato interno e servizi) e Rehn (Affari economici e monetari) e riguarda sia
le politiche economiche e sociali che la regolamentazione del mercato
finanziario. Non presenta proposte politiche concrete, ma intende raccogliere
opinioni su possibili azioni future a livello europeo.
Il periodo di consultazione durerà quattro mesi (sino al 15 novembre 2010),
durante i quali chiunque abbia un interesse per l'argomento può presentare le
proprie opinioni su un sito web La vostra voce. La Commissione europea
analizzerà poi tutte le risposte ottenute e considererà le migliori linee
d'azione per il futuro con cui affrontare queste problematiche a livello
UE.
Contesto
Garantire un reddito da pensione adeguato e sostenibile per i cittadini UE è
attualmente una priorità per l'Unione e continuerà ad esserlo in futuro.
Conseguire questi obiettivi in un'Europa che invecchia costituisce una sfida di
rilievo. La maggior parte dei paesi dell'UE ha cercato di prepararsi a questa
situazione riformando i propri sistemi pensionistici.
Nel 2008 erano quattro le persone in età lavorativa (15-64 anni) per ogni
cittadino UE di 65 anni o più. Entro il 2060 tale rapporto diventerà di due ad
uno. La recente crisi economica e finanziaria ha aggravato e amplificato
l'impatto di queste tendenze demografiche. Le difficoltà a livello di crescita
economica, bilanci pubblici, stabilità finanziaria ed occupazione hanno reso
più urgente l'adeguamento delle pratiche di pensionamento e delle modalità di
accumulo dei diritti alla pensione. La crisi ha mostrato che occorrono maggiori
sforzi per migliorare l'efficienza e la sicurezza dei regimi pensionistici.
Da una recente indagine Eurobarometro è emerso che il 73% dei cittadini
dell'Unione si aspetta chiaramente prestazioni pensionistiche ridotte o ritiene
di dover posticipare la propria pensione o risparmiare di più per la vecchiaia
(cfr.
IP/10/773). Il 54% teme che il proprio reddito durante la vecchiaia sia
insufficiente a garantire una vita dignitosa, come pure la maggior parte degli
intervistati in 17 dei 27 Stati membri dell'UE.
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